Oggi sono san Cornelio e san Cipriano, il papa e il vescovo che discussero su come riammettere coloro che erano caduti nel tradimento della Fede e a quali condizioni. Buona lettura.
Un taglio ai tagli
Stipendi, Leone XIV dà un taglio ai tagli di Francesco, sul motu proprio di lunedì. Con il documento davanti conviene precisare quanto riassume Il Sole 24 Ore: l’abrogazione di Un futuro sostenibile vale dal 1° settembre, ma restano salvi «in modo definitivo» gli effetti prodotti durante i cinque anni di vigenza, compresa la sospensione degli aumenti biennali di anzianità dell’articolo 5, che «resta definitivamente acquisita». Rettifichiamo qui il nostro stesso dato di ieri: sono bienni, non trienni, e la differenza non è da poco. Leggo lo formula con precisione: si torna alla normalità, ma senza riavvolgere il nastro. E il Papa non sconfessa il suo predecessore; riconosce che la misura era necessaria allora e semplicemente, ora non più.
Ciò che i dipendenti non recupereranno
L’altra metà della storia la pubblica l’Associazione dei Dipendenti Laici Vaticani: Vaticano: è possibile recuperare il biennio perduto dai dipendenti?. Il biennio congelato non è una paga sospesa: fa parte della retribuzione ed entra nella base di calcolo della pensione e della liquidazione, quindi ridurlo riduce entrambe. In un calcolo proprio del sindacato, un dipendente di livello IV con trent’anni di servizio davanti perde circa 14.430 euro di stipendio, 1.400 di liquidazione e 6.734 di pensione: 22.564 in totale. Recuperarlo lavorando due anni in più è praticamente impossibile, perché in Vaticano si entra a lavorare ben oltre i trenta e il tetto di anzianità è a quarant’anni. Aggiungasi che il fondo pensioni resta sotto amministratore unico e che lo stesso sindacato da due anni chiede di vedere i conti. I cardinali di Curia recuperano il 10 %. I dipendenti, il biennio, no.
Disfare senza dirlo
La Verità dedica il suo pezzo Leone XIV e Bergoglio alla lettura d’insieme, che è quella che interessa. Ordiniamo i fatti, che sono diversi e vanno nella stessa direzione. Nel settembre 2025, Coniuncta cura ha smantellato il monopolio dello IOR sugli investimenti imposto da Francesco nel 2022. A dicembre, un chirografo ha soppresso la Commissione per le Donazioni creata dal suo predecessore. Lunedì sono caduti i tagli salariali e il progetto del Laterano. Tutto ciò senza un solo incarico di vertice: a sedici mesi dall’elezione, la Curia continua ad aspettare il concistoro e i ricambi. La discontinuità si sta attuando per via amministrativa, quella che non fa titoli e non ha bisogno di spiegazioni.
L’onda sulla Biblioteca
Leone XIV alla Biblioteca Vaticana e l’intervista di Repubblica all’artista JR. Lunedì, lo stesso giorno in cui firmava il chirografo sui nuovi depositi, il Papa è entrato per la prima volta nella Biblioteca Apostolica per inaugurare AQVA. Catastrofe e meraviglia, primo capitolo di un ciclo quinquennale che proseguirà con il fuoco, la luce, gli insetti e l’uomo. Nel Cortile del Belvedere, JR ha steso sulla facciata rinascimentale un’onda in bianco e nero di settanta metri tratta da un’incisione di Gustave Doré per la Bibbia francese del 1866. Il viceprefetto don Giacomo Cardinali lo spiega senza metafore: la biblioteca ha deciso di guardare in faccia le proprie paure, e per un bibliotecario l’acqua è il panico assoluto, perché non si controlla e non si ferma. JR aggiunge il suo: l’onda parla anche di un’intelligenza artificiale che sta assorbendo tutti quei libri senza che nessuno la controlli del tutto. Visitando il deposito, il Papa ha ricordato che sua madre era bibliotecaria. Due precisazioni, perché la stampa non si è messa d’accordo: l’opera si intitola Diluvium, anche se qualche agenzia l’ha chiamata Onda, e misura trenta metri di altezza, non tredici secondo la scheda del progetto stesso. Apre al pubblico il 25 settembre, la nostra immagine di oggi.
Germania: i vescovi che se ne vanno prima del tempo
Sui vescovi che si dimettono in Germania. Il fenomeno ha cifre. Il 19 agosto il Papa ha accettato le dimissioni di Karl-Heinz Wiesemann, vescovo di Spira, 66 anni, nove prima dell’età ordinaria; lo stesso interessato ha parlato di un logoramento fisico e soprattutto emotivo e di non avere più forze «per arrivare fino alla piena applicazione delle riforme strutturali in sospeso». Il 2 settembre gli è seguito Heinrich Timmerevers, di Dresda-Meissen, 74 anni, un anno prima del previsto e tre giorni prima della festa per i suoi venticinque anni di episcopato; lì pesavano la nuova curia da 48 milioni e l’indagine sugli abusi bloccata. Settimana News ha dedicato all’argomento un’intervista sul burnout episcopale. Due vescovi che se ne vanno prima del tempo, uno per esaurimento e l’altro con i conti e gli abusi sullo sfondo: la Chiesa tedesca non sta restando senza vescovi per mancanza di sinodalità.
Wilmer: l’Europa ha «assolutamente» bisogno di una Chiesa sinodale
Bischof Wilmer: Europa braucht «unbedingt eine synodale Kirche». Heiner Wilmer, vescovo di Münster da giugno e presidente della Conferenza Episcopale Tedesca, partecipa fino a domani al workshop internazionale Shaping Synodality in Europe, nel castello di Puchberg, vicino a Wels: circa 180 partecipanti da più di trenta Paesi che lavorano a una road map per applicare il Sinodo. Il suo argomento non è dottrinale ma geopolitico: l’Europa si frammenta, minaccia di dissolversi in piccoli Stati e scaramucce, e ha bisogno di orientamento evangelico, che arriva solo se la Chiesa cammina insieme. La frase da ricordare è l’altra, quella che ha dato a Radio Vaticana: l’importante è non avanzare da soli. Venendo da chi presiede l’episcopato del Cammino Sinodale, suona meno come un programma che come un impegno.
Un contabile per Metuchen
Pope Leo appoints new bishop for Metuchen. Il nominato è Michael Saporito, 64 anni, nato a Newark, vescovo ausiliare di quell’arcidiocesi dal 2020 agli ordini del cardinale Joseph Tobin. La diocesi del New Jersey era senza titolare dal novembre 2025, quando James Checchio è passato a New Orleans; sono 670.000 cattolici, 192 sacerdoti e 196 diaconi. Il dettaglio che ci interessa: Saporito ha lavorato tre anni come contabile prima di entrare in seminario e si è ordinato a trenta. Lo stesso giorno, il Papa ha accettato le dimissioni di Francis Malone, vescovo di Shreveport, che ha 76 anni. Il suo superiore degli ultimi sei anni, tra l’altro, è il cardinale che coordina il Gruppo di Studio n. 6 di cui parlavamo ieri.
Il viaggio in Francia non inizia bene
Il viaggio in Francia del Papa non comincia benissimo, a nove giorni dalla partenza. L’inventario di nubi è lungo e nessuna è nuova. L’Assemblea Nazionale ha approvato a luglio la legge sul fine vita e l’episcopato ha risposto con un comunicato durissimo firmato dal cardinale Aveline e dai suoi due vicepresidenti: «una grave rottura nella storia del nostro Paese». Il collettivo storico delle vittime di Bétharram, più di duecento persone, ha preso atto «con costernazione» del fatto che non sarà ricevuto, perché il Papa vedrà sette vittime a titolo individuale e nessun collettivo. I mosaici di Rupnik restano lì. E il bilancio di 27 milioni è ancora da raccogliere con un milione di partecipanti previsti. Un viaggio nato come quello della riconciliazione con l’Eliseo arriva, quindi, con l’agenda occupata da altre cose.
Aparecida li lascia, Lourdes li toglie
Aparecida li lascia, Lourdes li toglie: i diversi destini dei mosaici legati a Rupnik, mette a confronto quanto raccontavamo lunedì: il santuario brasiliano ha scoperto sabato quattromila metri quadrati di facciata del Centro Aletti dedicati al giudizio universale, mentre il vescovo di Tarbes e Lourdes tiene coperti i suoi durante la visita papale e dopo. Il confronto è pertinente e la conclusione, scomoda per tutti: non c’è un criterio universale, ci sono decisioni locali. Ciò che in un continente è vittoria di Dio sul male, in un altro è un pannello di compensato.
Londra abroga il veto del 1829
Regno Unito, verso l’abolizione di una norma anticattolica. Il primo progetto di legge del Governo di Andy Burnham, primo cattolico a diventare primo ministro britannico in cinque secoli, abrogherà l’eccezione della Roman Catholic Relief Act del 1829 e della Jews Relief Act del 1858 che impedisce a cattolici ed ebrei di consigliare il sovrano sulle nomine di vescovi, arcivescovi e decani della Chiesa d’Inghilterra. Burnham ha delegato tale funzione al Lord Cancelliere Alex Norris all’arrivo a Downing Street e ha annunciato la riforma in una dichiarazione scritta al Parlamento il 10 settembre. Il veto non ha riguardato né Sunak, indù, né Starmer, ateo: riguarda solo cattolici ed ebrei. Prima di stappare qualcosa, conviene leggere Crux, che ricorda l’ovvio: che cada l’ultima discriminazione legale non significa che il cattolicesimo britannico stia risorgendo.
Il Papa, tra i più eleganti
Papa Leone XIV, lo stile, su Vanity Fair, che riprende la sua lista dei più eleganti sette anni dopo l’ultima. Leone XIV appare sesto nella categoria Originals, dietro Spike Lee e una pattinatrice olimpica, e la ragione è la tonaca color crema con le Nike dei suoi anni da padre Bob, più i cappellini dei White Sox. La rivista parla di «informalità ironica». Annotiamo la contraddizione, che è l’unica cosa interessante della questione: mentre Vanity Fair gli premia le sneakers, Vogue gli attribuisce proprio il contrario, il ritorno agli ornamenti di lusso di fronte alla sobrietà di Francesco. Uno dei due elogi è di troppo.
«A chi paragonerò gli uomini di questa generazione?»