Messa dimezzata e il 63% in meno di sacerdoti: il vescovo di Leeds propone al Papa di unire tre diocesi

Marcus Stock, che governa contemporaneamente Leeds, Middlesbrough e Hallam, pubblica il rapporto che ha inviato a Roma: la media di presenze alla messa è passata da 83.409 a 40.221 persone dal 2000

Messa dimezzata e il 63% in meno di sacerdoti: il vescovo di Leeds propone al Papa di unire tre diocesi

Il vescovo di Leeds, Marcus Stock, ha reso pubblico il rapporto con cui raccomanda a Leone XIV e al Dicastero per i Vescovi di unificare in una sola le diocesi di Leeds, Middlesbrough e Hallam, nel nord dell’Inghilterra. Il documento, firmato a Leeds il 25 agosto, inviato a Roma alla fine di quel mese e diffuso di recente dalle tre diocesi, si conclude con un votum favorevole all’unione e accompagna la proposta con i dati di un crollo: tra il 2000 e il 2025, la media della partecipazione alla messa nelle tre diocesi è scesa da 83.409 a 40.221 persone, e i sacerdoti incardinati con incarico, da 347 a 128.

Stock, vescovo di Leeds dal 2014, governa già le tre sedi, sebbene rimangano giurisdizioni distinte: è amministratore apostolico di Middlesbrough da dicembre 2025 e di Hallam da marzo 2026, dopo le dimissioni del vescovo Ralph Heskett. La consultazione è stata commissionata dal Papa e dal Dicastero. È iniziata il 5 febbraio 2026 con la curia di Leeds e ha incluso incontri in presenza nelle tre diocesi, consultazioni con sacerdoti, diaconi, religiosi, collegi dei consultori e consigli diocesani, relazioni dei responsabili delle reti di scuole cattoliche e un questionario online che ha ricevuto 840 risposte, di cui sono state analizzate 648.

I dati del rapporto delineano una Chiesa che in un quarto di secolo ha perso la metà dei suoi fedeli praticanti. I battesimi annuali sono diminuiti da 4.569 a 2.786, quasi il 40% in meno, e le parrocchie, da 274 a 193. I sacerdoti incardinati con incarico sono passati da 347 a 128, il 63% in meno. Nell’assistenza pastorale del territorio lavorano oggi 116 sacerdoti diocesani in attività, 51 religiosi o missionari provenienti dall’estero e 41 diaconi permanenti. I cattolici censiti sono quasi mezzo milione: 229.453 a Leeds, 140.571 a Hallam e 125.793 a Middlesbrough. Con questi dati, coloro che partecipano alla messa una qualsiasi domenica sono poco più dell’8% dei cattolici della regione.

Nel votum, Stock sostiene che l’unione rafforzerebbe la missione della Chiesa locale, permetterebbe di «sostenere l’opera di evangelizzazione in modo più strategico» e offrirebbe maggiori opportunità di raggiungere i poveri e gli svantaggiati. Il rapporto registra tra il clero «un notevole grado di accordo» con la proposta, ma anche i dubbi dei consultati: il peso crescente che ricadrebbe sul vescovo, le difficoltà pratiche di una diocesi così estesa e la necessità di rispettare le identità locali, curare la formazione e garantire una buona amministrazione e la protezione dei minori. Secondo il documento, Roma ha indicato che potrebbe nominare uno o due vescovi ausiliari; in alternativa, si propongono vicari episcopali per zone. Il testo non specifica quale sarebbe la sede né il nome della nuova diocesi.

Il territorio coincide approssimativamente con la contea storica dello Yorkshire, che ebbe una sola diocesi cattolica, quella di Beverley, dal ristabilimento della gerarchia in Inghilterra nel 1850 fino al 1878, quando fu divisa in Leeds e Middlesbrough. Hallam fu creata nel 1980 con territorio di Leeds e di Nottingham. Per questo le diocesi parlano anche di riunificazione. La decisione spetta ora al Dicastero per i Vescovi e al Papa, e non vi è alcun termine noto.

La proposta coincide nel tempo con altri tagli nel Regno Unito. Appena pochi giorni fa, l’arcidiocesi scozzese di Glasgow ha presentato un piano per chiudere 24 chiese e ridurre della metà le sue parrocchie. Quello che nello Yorkshire viene presentato come un’opportunità per la missione nasce dal fatto che in venticinque anni si sono persi sei sacerdoti su dieci e la metà dei fedeli che andavano a messa.


Leggi anche

Aiuta Infovaticana a continuare a informare