Leone XIV cambia le regole per sanzionare e licenziare i dipendenti della Curia

Leone XIV cambia le regole per sanzionare e licenziare i dipendenti della Curia

Il papa Leone XIV ha approvato una modifica del Regolamento del Personale della Curia Romana che introduce nuove procedure per l’applicazione di sanzioni disciplinari e amplia le garanzie di difesa dei dipendenti in caso di possibili sospensioni superiori a 30 giorni o licenziamenti. La decisione è stata comunicata venerdì 30 ottobre mediante un rescritto firmato dal cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato della Santa Sede.

Secondo il documento pubblicato dalla Sala Stampa Vaticana, il Pontefice ha approvato le modifiche durante un’udienza concessa a Parolin il 19 ottobre scorso.

Le modifiche riguardano tre disposizioni del Regolamento del Personale della Curia Romana: gli articoli 62 § 3, 68 § 2 e 68 § 4, relativi alle sanzioni disciplinari e alla procedura da seguire per la loro applicazione.

La riforma stabilisce una distinzione tra le sospensioni fino a 30 giorni e le sanzioni di maggiore gravità. Inoltre, amplia il termine per presentare le proprie difese e riconosce espressamente la possibilità di ricorrere a un avvocato nei procedimenti che possono concludersi con una sospensione prolungata o con un licenziamento.

Leone XIV modifica il regolamento approvato a novembre 2025

Le nuove disposizioni introducono cambiamenti nel Regolamento del Personale della Curia Romana approvato da Leone XIV il 23 novembre 2025, entrato in vigore il 1° gennaio scorso.

Tale normativa è stata promulgata inizialmente per un periodo sperimentale di cinque anni e regola le condizioni organizzative, economiche e disciplinari del personale che presta servizio nella Segreteria di Stato, nei dicasteri e in altri organismi della Curia romana, nonché nelle istituzioni collegate alla Santa Sede.

Il regolamento contempla sia gli obblighi dei dipendenti sia le disposizioni relative all’orario di lavoro, alle retribuzioni, ai permessi, alle ferie e alle procedure disciplinari.

La modifica annunciata venerdì si concentra su queste ultime, con cambiamenti nell’intervento della Commissione Disciplinare e nelle garanzie riconosciute ai lavoratori.

Le sospensioni fino a 30 giorni restano escluse dall’intervento obbligatorio della Commissione Disciplinare

La prima modifica riguarda l’articolo 62 § 3, che disciplina l’intervento della Commissione Disciplinare della Curia Romana nella determinazione di determinate sanzioni.

La nuova formulazione introduce un’eccezione per le sospensioni fino a un massimo di 30 giorni, conformemente a quanto stabilito dall’articolo 64 § 2 del regolamento.

In tal modo, l’intervento della Commissione Disciplinare cessa di essere obbligatorio in questi casi, mentre resta previsto per le sanzioni di maggiore gravità.

La riforma stabilisce quindi una differenza nella procedura a seconda della durata della sospensione che può essere inflitta al dipendente.

I dipendenti avranno 15 giorni per difendersi in caso di possibili licenziamenti

La seconda modifica riguarda l’articolo 68 § 2 e disciplina i termini di difesa dei dipendenti sottoposti a un procedimento disciplinare.

La norma generale mantiene che il responsabile dell’organismo competente debba comunicare all’interessato le mancanze a lui attribuite e concedergli un termine di dieci giorni per presentare le proprie difese.

Tuttavia, quando i fatti possano dar luogo a una sospensione superiore a 30 giorni o al licenziamento, il termine viene esteso a 15 giorni.

Il nuovo testo stabilisce:

«Quando il responsabile dell’organismo ritenga che i fatti contestati possano dar luogo a una sospensione superiore a 30 giorni o al licenziamento, saranno concessi all’interessato 15 giorni per presentare le proprie difese».

La disposizione riconosce inoltre espressamente la possibilità di avvalersi di assistenza legale durante il procedimento.

A tal fine, il dipendente potrà scegliere un avvocato tra i membri del Corpo degli Avvocati della Santa Sede o del Collegio degli Avvocati della Curia Romana.

Questa previsione introduce nel procedimento disciplinare una garanzia specifica per coloro che potrebbero affrontare le sanzioni lavorative più gravi.

La Commissione Disciplinare dovrà intervenire in caso di sospensioni prolungate o licenziamenti

La terza modifica riguarda l’articolo 68 § 4 e precisa i casi in cui il fascicolo deve essere trasmesso alla Commissione Disciplinare della Curia Romana.

La nuova formulazione stabilisce che, quando il responsabile dell’organismo ritenga opportuno una sospensione superiore a 30 giorni o il licenziamento, dovrà trasmettere gli atti a tale commissione.

Allo stesso tempo, dovrà informare il dipendente interessato della trasmissione del fascicolo e della possibilità di ricorrere a un avvocato degli organismi giuridici previsti dal regolamento.

La disposizione introduce così un obbligo espresso di informazione all’interessato nei procedimenti che possono concludersi con le sanzioni più gravi.

Le modifiche annunciate non modificano le cause che possono dar luogo a una sanzione disciplinare, bensì le regole applicabili alla loro trattazione.

La riforma arriva dopo le rivendicazioni lavorative dei dipendenti del Vaticano

La modifica del regolamento avviene poche settimane dopo che Leone XIV ha ricevuto i rappresentanti dei dipendenti del Vaticano in seguito alle loro rivendicazioni salariali.

Durante quell’udienza, tenutasi il 5 ottobre scorso, il Pontefice ha chiesto di rafforzare il dialogo tra i lavoratori e le istituzioni della Santa Sede, ricordando al contempo la dignità del lavoro e l’importanza di riconoscere il valore e le competenze di ogni dipendente.

L’incontro è stato preceduto dalle rivendicazioni dell’Associazione dei Dipendenti Laici del Vaticano (ADLV), che aveva richiesto compensazioni per gli effetti economici delle misure di contenimento salariale applicate durante il pontificato di Francesco.

I rappresentanti dei lavoratori avevano inoltre chiesto una maggiore partecipazione alle decisioni che riguardano le loro condizioni di lavoro.

In quell’occasione, Leone XIV non ha annunciato misure economiche concrete, ma ha insistito sul fatto che il dialogo doveva essere la via principale per trovare soluzioni ai problemi lavorativi.

Le rivendicazioni dei dipendenti riguardavano fondamentalmente questioni salariali e di rappresentanza, mentre la riforma annunciata venerdì riguarda specificamente le procedure disciplinari.

Entrata in vigore delle nuove disposizioni

Il rescritto stabilisce che le modifiche entreranno in vigore con la loro pubblicazione su L’Osservatore Romano e che successivamente saranno incorporate negli Acta Apostolicae Sedis, la pubblicazione ufficiale della Santa Sede.

Il documento reca la data del 19 ottobre 2026 ed è firmato dal cardinale Pietro Parolin, in qualità di segretario di Stato.

Con questa decisione, Leone XIV introduce nuovi adeguamenti al regolamento del lavoro approvato all’inizio del suo pontificato, differenziando le procedure disciplinari a seconda della gravità delle sanzioni e ampliando le garanzie di difesa dei dipendenti che potrebbero affrontare una sospensione prolungata o il licenziamento.

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