Barthe ha chiesto al Papa di rinnovare la Messa tradizionale in San Pietro: Rudelli gli ha risposto due volte di no

Il blog italiano diffonde la petizione che il cappellano di Ad Petri Sedem ha indirizzato a Leone XIV il 12 giugno e le due risposte negative della Segreteria di Stato, nessuna delle quali motivata

Barthe ha chiesto al Papa di rinnovare la Messa tradizionale in San Pietro: Rudelli gli ha risposto due volte di no
Summorum Pontificum 2021 Foto: Edward Pentin

Il blog italiano Messa in Latino ha pubblicato mercoledì 28 ottobre le copie delle lettere scambiate tra la Segreteria di Stato e il cappellano della peregrinazione tradizionale Ad Petri Sedem, il sacerdote francese Claude Barthe, che hanno portato al divieto per i pellegrini di entrare in processione nella basilica di San Pietro. Il dossier include un documento inedito: la lettera che Barthe ha indirizzato a Leone XIV il 12 giugno per chiedergli di rinnovare «paternamente l’autorizzazione concessa lo scorso anno» per celebrare la Messa tradizionale nella basilica vaticana. La risposta non è arrivata dal Papa, ma dalla Segreteria di Stato, ed è stata negativa per due volte.

Nella sua lettera al Pontefice, scritta in francese e pubblicata dal blog in traduzione italiana, Barthe ricorda che la peregrinazione conduce ogni anno i fedeli a Roma, davanti alla tomba dell’Apostolo, e che è stata concessa loro la grazia di celebrare a San Pietro la Messa tradizionale tutti gli anni tranne il 2023 e il 2024. Nell’ottobre 2025 l’ha celebrata il cardinale Raymond Leo Burke sull’altare della Cattedra, con l’autorizzazione di Leone XIV. Il cappellano si appellava ora direttamente al Papa perché ripetesse quel permesso.

La prima risposta porta la data del 7 agosto, il numero di protocollo 55.786 e la firma del sostituto per gli Affari Generali, l’arcivescovo Paolo Rudelli. Constata che Barthe aveva chiesto di celebrare una messa nella basilica di San Pietro e gli comunica che «per quest’anno non possiamo accogliere la sua richiesta», in parole tradotte dall’italiano da questa redazione. Non fornisce alcun motivo.

Barthe ha scritto di nuovo a Rudelli l’8 settembre con una richiesta molto più ridotta. Non chiedeva più un altare: solo che i pellegrini potessero entrare in processione nella basilica sabato 24 ottobre, pregare per il Papa davanti all’altare della Confessione e adorare il Santissimo Sacramento sull’altare della Cattedra. Aggiungeva che la sacrestia della basilica aveva comunicato loro che sarebbe stato possibile all’una del pomeriggio. La seconda risposta di Rudelli, datata 30 settembre e con il protocollo 58.510, è di due righe, secondo la copia già diffusa da Diane Montagna: «non è possibile accogliere favorevolmente la sua richiesta». Secondo Messa in Latino, quella lettera è stata consegnata dopo il 10 ottobre, a due settimane dalla peregrinazione.

Montagna, che ha avuto accesso a quel documento, lo aveva anticipato domenica 25. La novità è la lettera al Papa, il testo del diniego di agosto e la sequenza completa. Il blog non spiega chi gli abbia fornito le copie e sostiene che il suo contenuto smentisce le molte insinuazioni che, negli ultimi giorni, cercano di screditare la peregrinazione, senza precisare a quali si riferisca.

Il diniego ha riguardato più di 1.500 pellegrini, secondo il vaticanista Edward Pentin, che ha riferito sul National Catholic Register che il portavoce vaticano, Matteo Bruni, non aveva risposto alle sue domande sui motivi. Il presidente del Coetus Internationalis Summorum Pontificum, Christian Marquant, ha negato allo stesso mezzo che il Vaticano avesse offerto agli organizzatori altre date. Secondo Pentin, quel sabato era programmata sull’altare della Cattedra una Lectio Francisci per l’ottavo centenario della morte di san Francesco, anche se non coincideva con l’orario richiesto dai pellegrini.

Sabato 24, la processione si è fermata accanto all’obelisco di piazza San Pietro, e la messa del vescovo Athanasius Schneider è stata celebrata a Santa Maria Maggiore, in condizioni che il Coetus ha assicurato martedì essere state concordate fin dall’inizio con la basilica liberiana. Nessuna delle lettere pubblicate attribuisce la decisione al Papa: entrambe portano la firma del sostituto.

Barthe ha chiesto al Papa a giugno di rinnovare la Messa tradizionale a San Pietro; gli ha risposto due volte la Segreteria di Stato, con due lettere stringate e senza un solo motivo.


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