Il vescovo di Northampton chiede all'Old Bailey di archiviare il caso per stupro di una minore

Il vescovo di Northampton chiede all'Old Bailey di archiviare il caso per stupro di una minore

Il vescovo di Northampton, David Oakley, non si è dichiarato né colpevole né innocente durante la sua comparizione del 10 settembre davanti all’Old Bailey, il tribunale penale centrale di Londra. La sua difesa ha invece presentato una richiesta di archiviazione del caso, per cui la lettura dei capi d’imputazione è stata sospesa e il procedimento è stato rinviato. Il tribunale ha fissato il 4 gennaio 2027 per esaminare tale richiesta, secondo quanto riferito da The Pillar e International Business Times UK.

Oakley deve rispondere a due capi d’imputazione per stupro e a uno per aggressione indecente. I fatti denunciati si collocano tra febbraio del 2000 e il 2001 nello Staffordshire, quando l’attuale vescovo era sacerdote dell’arcidiocesi di Birmingham, e l’accusa riguarda una minore di 16 anni. Secondo IBTimes UK, i fatti sarebbero iniziati dopo un pellegrinaggio a Lourdes, durante il quale Oakley avrebbe baciato la giovane, e le aggressioni sarebbero avvenute successivamente in una canonica e su una chiatta. Il prelato rimane in libertà su cauzione con condizioni.

La richiesta presentata dalla difesa mira a far archiviare il caso prima che arrivi a giudizio. L’Old Bailey esaminerà gli argomenti il prossimo 4 gennaio; se la richiesta non avrà esito positivo, il procedimento penale proseguirà. Il calendario fissato implica che il caso non si risolverà prima del 2027, con il vescovo imputato e la diocesi in una situazione di governo interinale che si protrarrà per almeno altri quattro mesi.

Oakley si è allontanato dalle sue funzioni nell’ottobre 2025 adducendo «motivi personali», una formula che la diocesi ha mantenuto per mesi. È stato arrestato nel settembre dello stesso anno, secondo IBTimes UK, sebbene i capi d’imputazione siano stati formalizzati solo nel giugno 2026, quando la polizia del Northamptonshire ha presentato l’accusa e la diocesi l’ha confermata pubblicamente.

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Il 30 giugno, la Santa Sede ha nominato amministratore apostolico sede plena et ad nutum Sanctae Sedis l’arcivescovo di Westminster, Richard Moth. Oakley conserva per ora il titolo di vescovo di Northampton, mentre Moth esercita il governo della diocesi come amministratore apostolico.

The Pillar aggiunge un dato che amplia il perimetro del caso oltre l’imputato stesso: responsabili dell’arcidiocesi di Birmingham sarebbero stati informati nel 2006 di una possibile condotta sessuale inappropriata di Oakley e, secondo le fonti citate da quel media, l’arcidiocesi non avrebbe allora informato le autorità civili né avviato un procedimento canonico. Se confermato, l’intervallo tra quella comunicazione e la prima denuncia alla polizia supererebbe i diciassette anni, gran parte dei quali con Oakley alla guida del seminario di Oscott, che diresse prima della sua nomina episcopale nel 2020.

Tale aspetto è oggi il fianco istituzionale della questione. La responsabilità penale per i fatti denunciati si decide all’Old Bailey e spetta unicamente all’imputato, che non ha riconosciuto i fatti e che è tutelato dalla presunzione di innocenza. La questione di ciò che seppe Birmingham nel 2006, chi lo seppe e cosa fece con quell’informazione appartiene a un altro ordine: quello del governo ecclesiastico e delle procedure che la Chiesa stessa si è data per casi di questo tipo. Né l’arcidiocesi di Birmingham né la Conferenza Episcopale di Inghilterra e Galles hanno fornito una spiegazione pubblica su questo punto.

La Santa Sede non ha nemmeno comunicato pubblicamente se esista un procedimento canonico parallelo. In casi di questo tipo, le azioni ecclesiastiche devono essere coordinate con l’indagine e il processo penale per non interferire con essi. Per ora, Roma non ha annunciato quale decisione adotterà sulla sede di Northampton mentre continua il procedimento contro Oakley.

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