Un giudice federale esenta Cupich e due congregazioni dalla legge sul suicidio assistito dell'Illinois

Un giudice federale esenta Cupich e due congregazioni dalla legge sul suicidio assistito dell'Illinois
Blase Cupich

Un tribunale federale ha vietato allo stato dell’Illinois di applicare la sua legge sul suicidio assistito contro l’Arcidiocesi di Chicago, le Suore Carmelitane per gli Anziani e gli Infermi e le Piccole Sorelle dei Poveri finché non si risolverà il contenzioso avviato all’inizio di settembre. L’ordinanza, emessa l’11 settembre dal giudice Franklin Valderrama, del Tribunale Distrettuale degli Stati Uniti per il Distretto Settentrionale dell’Illinois, è arrivata un giorno prima dell’entrata in vigore della norma e appena una settimana dopo la presentazione del ricorso.

Il provvedimento cautelare protegge le istituzioni cattoliche dalle disposizioni contestate mentre prosegue il procedimento, secondo quanto ha riferito Becket, l’organizzazione legale che rappresenta i ricorrenti. Questi sostengono che la norma viola la loro libertà religiosa, obbligando gli obiettori a informare sul suicidio assistito, a facilitare determinati passaggi della procedura e a indirizzare i pazienti verso chi vi partecipa.

Il cardinale Blase Cupich, arcivescovo di Chicago, ha sottolineato che la protezione deve diventare permanente e non limitarsi a un provvedimento cautelare legato al calendario del processo.

L’Illinois non si è opposto a questa tutela temporanea. Lo stato aveva già accettato in precedenza che la legge non si applicasse ad altri ricorrenti cattolici in un procedimento distinto, mentre quel contenzioso segue il suo corso. Tale acquiescenza precedente indebolisce la posizione processuale dello stato e spiega in parte la rapidità con cui è stata emessa la nuova ordinanza. Non equivale, tuttavia, a una rinuncia a difendere la costituzionalità della norma nel merito della questione.

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Il caso riproduce uno schema già visto a New York, dove la legge sul suicidio assistito è entrata in vigore il 5 agosto scorso con le istituzioni cattoliche ricorrenti protette da un provvedimento cautelare concesso pochi giorni prima da un altro tribunale federale, come aveva riferito allora InfoVaticana.

In entrambi gli stati la strategia è simile: non indirizzare il contenzioso contro la legalizzazione in astratto, ma contro gli obblighi concreti che la norma impone a chi rifiuta di partecipare. Il terreno è quello dell’obiezione istituzionale, non del diritto del paziente.

Questo spostamento ha conseguenze. Contestando l’estensione degli obblighi e non la legalizzazione stessa, le istituzioni cattoliche ottengono protezioni rapide e ragionevolmente solide, ma lasciano fuori da questi procedimenti la discussione di fondo sul suicidio assistito.

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Le Piccole Sorelle dei Poveri, che gestiscono residenze per anziani, conoscono bene questo percorso. Da quindici anni litigano negli Stati Uniti per non finanziare i contraccettivi nelle assicurazioni sanitarie dei loro dipendenti, una battaglia giudiziaria che continua davanti alla Corte d’Appello del Terzo Circuito.

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L’Illinois ha legalizzato il suicidio assistito alla fine del 2025, quando il governatore JB Pritzker ha firmato la norma il 12 dicembre nonostante l’opposizione pubblica dei vescovi dello stato, che hanno avvertito dei rischi per i pazienti più vulnerabili. L’applicazione di quella legge alle istituzioni sanitarie confessionali è proprio ciò che i ricorrenti stanno combattendo ora davanti ai tribunali.

L’ordinanza del giudice Valderrama non risolve il contenzioso: congela l’applicazione delle disposizioni contestate contro i ricorrenti mentre il procedimento continua. Il tribunale dovrà pronunciarsi in seguito su se tale protezione diventi permanente, come chiede Cupich, o se decada una volta esaminato il merito della questione. Fino ad allora, l’Arcidiocesi di Chicago e le istituzioni delle due congregazioni religiose protette dall’ordinanza restano tutelate rispetto agli obblighi della legge incompatibili con la loro fede.

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