La visita di Leone XIV in Spagna arriva circondata da una notevole aspettativa, non solo all’interno della Chiesa, ma anche in ampi settori della società. Lo ha assicurato il cardinale José Cobo, arcivescovo di Madrid, in un’intervista concessa a La Nación poche ore prima dell’arrivo del Pontefice. In qualità di anfitrione della prima tappa del viaggio, Cobo ha spiegato che l’annuncio della visita ha provocato una reazione che ha sorpreso persino gli stessi organizzatori. «Viviamo in un tempo in cui la gente si sente scoraggiata, molto preoccupata, e quando abbiamo detto che viene il Papa, la sorpresa l’abbiamo avuta noi», ha affermato. Secondo il cardinale, l’aspettativa non si limita agli ambienti ecclesiali: «All’improvviso abbiamo notato che nelle istituzioni, nelle fondazioni, nel mondo civile, c’era molta aspettativa».
Per l’arcivescovo di Madrid, una delle ragioni di questo interesse risiede nella capacità della figura del Papa di riunire sensibilità diverse in un momento segnato dalla polarizzazione. «Fare qualcosa insieme e qualcosa che è al di sopra della politica, delle ideologie, delle piccole vedute, fare qualcosa insieme, entusiasma la gente», ha sostenuto. «C’è molta gente che si è mobilitata con questa visita», ha aggiunto.
Un Papa di riflessione e decisioni ferme
Cobo conosce personalmente Robert Prevost fin da prima della sua elezione al pontificato. Entrambi sono stati creati cardinali da Francesco nel settembre 2023 e hanno condiviso per anni il lavoro nel Dicastero per i Vescovi, allora diretto da Leone XIV.
Descrivendolo, il cardinale spagnolo ha sottolineato soprattutto il suo profilo spirituale e il suo modo di affrontare le decisioni. «È un grande agostiniano, un uomo molto profondo; ha interiorizzato molto la spiritualità agostiniana», ha indicato. Ha inoltre sottolineato la sua capacità di ascolto e discernimento: «Quando gli si dice qualcosa, si ha la consapevolezza che la sta interiorizzando e capendo e, se non è così, chiede». Secondo Cobo, una delle principali qualità di Leone XIV è che «è un uomo coraggioso, che sa prendere decisioni al momento giusto» e che «controlla molto bene i tempi».
Interrogato sulla presenza internazionale acquisita dal Pontefice durante questo primo anno di pontificato, l’arcivescovo madrileno ha ritenuto che la sua voce abbia progressivamente guadagnato spazio sulla scena mondiale. «Il Papa sta occupando il suo spazio, è passato un anno e nel mondo lui e la sua voce stanno occupando anche uno spazio speciale», ha affermato.
Il Congresso e la necessità di «alzare lo sguardo»
Uno dei momenti più significativi del viaggio sarà l’intervento di Leone XIV davanti al Congresso dei Deputati. La visita avviene inoltre in un contesto politico particolarmente delicato per il Governo spagnolo, segnato da vari scandali di corruzione.
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Tuttavia, Cobo ha preferito mettere l’accento sulla dimensione istituzionale della politica. «Abbiamo l’opportunità di alzare lo sguardo», ha affermato, utilizzando il motto della visita papale come riferimento. Secondo lui, il discorso del Papa può servire a «ringraziare i politici, perché ci sono buoni politici e ci sono persone che stanno dando la vita per la politica con la maiuscola».
Il cardinale ha insistito sul fatto che la missione della Chiesa consiste nel ricordare orizzonti più ampi rispetto al confronto quotidiano. «Che bello poter avere un orizzonte, che la Chiesa dia anche la mano a tutti coloro che lavorano per il bene comune e per costruire una società migliore», ha indicato.
L’immigrazione come sfida del nostro tempo
La questione migratoria sarà uno degli argomenti centrali dell’ultima tappa del viaggio, che porterà Leone XIV nelle Canarie. Su questo tema, Cobo ha difeso la necessità di offrire una risposta a chi già vive e lavora in Spagna senza una situazione pienamente regolarizzata.
«C’è un settore che sta già costruendo la cittadinanza, che paga le tasse, che lavora qui e che non ha alcun diritto», ha affermato. Secondo lui, si tratta di persone che «sono venute e stanno costruendo le nostre città e il nostro Paese».
Allo stesso tempo, ha riconosciuto che la questione migratoria non si limita alla regolarizzazione. «Questo non è tutto il problema della migrazione, perché c’è il tema dei flussi di arrivo, c’è anche il tema della regolarizzazione delle frontiere e della posizione che dobbiamo assumere da Bruxelles», ha spiegato. In ogni caso, ha difeso che la Chiesa considera l’immigrazione una delle grandi questioni del nostro tempo. «La Chiesa, fin da papa Francesco, affronta in modo molto diretto la sfida migratoria come una realtà del nostro secolo», ha sostenuto.
Abusi, dignità umana e sfide per la Chiesa
Durante l’intervista, l’arcivescovo si è anche riferito alla possibilità che Leone XIV incontri le vittime di abusi durante il suo soggiorno in Spagna. Pur evitando di confermare incontri concreti, ha indicato che «ci sono proposte» e ha ricordato che le interviste private del Papa vengono solitamente comunicate una volta svolte.
Riguardo al lavoro svolto dalla Chiesa spagnola in questo ambito, ha sottolineato l’esperienza dell’arcidiocesi di Madrid. «Da otto anni abbiamo un progetto di assistenza alle vittime» che affronta non solo gli abusi sessuali su minori, ma anche «abusi di coscienza e tutte le ramificazioni che ne derivano». Secondo quanto ha spiegato, questa realtà «ci sta richiedendo un’attenzione integrale alle persone».
Parlando delle sfide che la Chiesa affronta attualmente in Spagna, Cobo ha posto in primo piano la crescente polarizzazione sociale. «Abbiamo una lista lunga», ha riconosciuto. Tra le sfide più importanti ha menzionato «lo scontro, l’ideologizzazione di tutto» e la necessità di recuperare una riflessione comune sul bene comune e sulla dignità umana. «Lo sguardo alla società dalla dignità umana» risulta particolarmente necessario, ha detto, «in un momento in cui i diritti umani cominciano a essere limitati e la democrazia comincia a essere erosa da molti lati».
Una Chiesa diversa da quella del 2011
L’ultima visita di un Papa in Spagna risale al 2011 con Benedetto XVI. Da allora, sia la società che la Chiesa hanno subito profonde trasformazioni.
«La Chiesa e la società sono cambiate molto», ha affermato Cobo. «Abbiamo attraversato un coronavirus, abbiamo vissuto anche un’evoluzione democratica, abbiamo vissuto anche una visione e una disperazione che vediamo crescere». Tuttavia, ritiene che esista un elemento che rimane intatto. «Quello che resta, e in Spagna questo è vero, è l’entusiasmo per il Papa», ha assicurato.