Le monete di Papa Leone XIV, Rupnik scompare da Lourdes, muore Duarte Langa, Fauci in Vaticano, la tomba di un buon vescovo, verso quale Chiesa stiamo andando?, gli eventi di Ceuta, il Santo Curato d'Ars.

Le monete di Papa Leone XIV, Rupnik scompare da Lourdes, muore Duarte Langa, Fauci in Vaticano, la tomba di un buon vescovo, verso quale Chiesa stiamo andando?, gli eventi di Ceuta, il Santo Curato d'Ars.

Quattro agosto e festa del Santo Curato d’Ars.  «Quanto dobbiamo sentirci felici quando i poveri vengono a chiederci! Se non venissero, dovremmo andare a cercarli, e non sempre si ha tempo per farlo». Oggi viviamo un’immensa povertà di buona informazione, immersi nel caos e nella confusione. Non è semplice muoversi in acque così tumultuose, ma non abbiamo altra scelta: isolarci è impossibile, mettere da parte i problemi cercando un conforto senza fondamento non è molto cattolico. Il mondo che abbiamo è quello che è ed è il nostro; se Dio ha voluto che fossimo qui e ora, è perché ha fiducia in noi.

Il volto del Papa torna sulle monete del Vaticano.

Non si vedeva dal 2017, quando Papa Francesco decise di ritirare la sua immagine dagli euro. La nuova serie di monete del Vaticano, la prima del pontificato di Papa Leone XIV, si ispira direttamente allo stemma papale.  Un blu intenso caratterizza le iscrizioni e gli elementi grafici più evidenti, evocando i colori dei due campi araldici dello stemma papale. Le monete presentano effigi alternate del Papa e dello stemma papale.

Papa Leone non vuole Rupnik sullo sfondo.

Nel Santuario di Lourdes, i mosaici di Marko Rupnik saranno coperti solo per un fine settimana: il tempo necessario a Papa Leone XIV per arrivare e partire alla fine di settembre nel suo viaggio apostolico. Alla fine di un ampio articolo su La Vie sui preparativi per la visita papale.  Il rettore del santuario ha confermato che i mosaici della Basilica di Nostra Signora del Rosario, creati da Marko Rupnik, rimarranno coperti per tutto il fine settimana, secondo Jean-Marc Micas, vescovo di Tarbes e Lourdes. L’obiettivo è duplice —spiega padre Michel Daubanes—: creare un ambiente festivo e, allo stesso tempo, nascondere opere ormai inseparabili dal dramma delle aggressioni sessuali commesse da Rupnik.

Papa Leone si prepara a viaggiare in Francia in un pellegrinaggio apostolico che lo porterà a Parigi, Lourdes e Metz, dal 25 al 28 settembre. Il rapporto di Francesco con la Francia è stato, per usare un eufemismo, freddo, tanto che non ha mai visitato Parigi durante il suo pontificato, nemmeno per la riapertura della cattedrale di Notre-Dame l’8 dicembre 2024, quasi cinque anni dopo l’incendio che l’ha devastata,  limitandosi a inviare un messaggio, prima di volare ad Ajaccio la settimana successiva.  El Papa celebrerà una  messa pubblica davanti al Santuario, davanti ai mosaici di Rupnik che spiccano sulla facciata della Basilica del Rosario. Questi mosaici, riprodotti in tutto il mondo, sono diventati un vero rompicapo per il vescovo di Tarbes e Lourdes.

È morto il cardinale Duarte Langa.

Júlio Duarte Langa, vescovo emerito della diocesi di Xai-Xai, in Mozambico, è morto la mattina del 3 agosto; aveva 98 anni.  Con la sua scomparsa, il Collegio cardinalizio è ora composto da 240 cardinali, di cui 116 elettori e 124 non elettori. Profondo conoscitore delle lingue locali, si occupò della traduzione dei testi del Concilio Vaticano II nelle principali lingue del Mozambico. Fu creato cardinale da Papa Francesco il 14 febbraio 2015.

Fauci in Vaticano. Non ce lo dimentichiamo e Viganò lo ricorda.  Il 6 maggio 2021, mentre il mondo era ancora sotto il giogo della dittatura sanitaria, la Santa Sede sponsorizzò – sotto l’egida del Pontificio Consiglio della Cultura – una Conferenza dal titolo “Esplorare la mente, il corpo e l’anima. Unirsi per prevenire e unirsi per curare”. A inaugurare la giornata non fu un teologo, né un pastore, né un difensore della legge naturale, ma Anthony Fauci. Al suo fianco c’erano Deepak Chopra, Chelsea Clinton… e, nel programma, i vertici di Pfizer e Moderna.

Erano stati avvisati della frode pandemica già da maggio 2020 e Viganò rivela di aver scritto due volte alla Congregazione per la Dottrina della Fede per mettere in guardia contro l’adesione acritica a una narrativa pseudoscientifica che contraddiceva non solo la prudenza, ma i principi non negoziabili della morale cattolica.  L’evento del maggio 2021 non fu una “semplice conferenza”. Fu una manifestazione pubblica di complicità. La Santa Sede non si limitò a tacere: offrì la propria autorità morale e la propria immagine a chi, in nome della “salute”, impose limitazioni alle libertà fondamentali, discriminazioni, ricatti e, soprattutto, sieri sperimentali che hanno causato la morte di milioni di persone: una vera e propria ecatombe ancora in corso per i danni provocati da quei sieri.

La tomba anonima di un buon vescovo.

Sic transit gloria mundi. A San Giovanni Rotondo, nel tranquillo e intimo cimitero, la tomba di monsignor Juan Rodolfo Laise reca solo un semplice  annuncio funebre di carta  , posto al momento della sepoltura nel 2019, in attesa della lapide definitiva.  Il contrasto è evidente rispetto ad altri frati cappuccini deceduti successivamente. Laise fu un cappuccino argentino nato a Buenos Aires nel 1926 e fu vescovo della diocesi di San Luis dal 1971 al 2001. Esercitò il suo ministero episcopale caratterizzato dal rigore, dallo studio e dalla fedeltà alla tradizione cattolica. Dopo aver rassegnato le dimissioni dal governo della diocesi —dimissioni accettate al compimento dei 75 anni, come previsto dal diritto canonico—, si trasferì a San Giovanni Rotondo, dove trascorse gli ultimi anni accanto al santuario di San Pio da Pietrelcina, continuando un servizio discreto e assiduo come confessore e accompagnatore spirituale dei pellegrini, soprattutto di lingua spagnola. La sua figura resta legata, in particolare, al dibattito sulla comunione ricevuta sulla mano. In un momento in cui il tema divideva le opinioni all’interno della Chiesa, Laise assunse una posizione chiara e ragionata, difendendo la comunione sulla lingua come segno di riverenza e continuità con la tradizione. Pubblicò il saggio documentario «  La comunione sulla mano: documenti e storia» , divenuto opera di riferimento.

Nell’aprile del 1996,  la Conferenza Episcopale Argentina tendeva a chiedere un indulto alla Santa Sede per introdurre la comunione sulla mano nel Paese. Tra i sostenitori di questa apertura c’era l’allora vescovo ausiliare di Buenos Aires, monsignor Jorge Mario Bergoglio. Facendo uso delle facoltà concesse agli ordinari locali dall’istruzione  Memoriale Domini , monsignor Laise scelse di non applicare la concessione e proibì la pratica nella sua diocesi, attirandosi severe critiche da parte di altri vescovi per la sua presunta mancanza di “comunione” pastorale.

Il suo nome resta legato al mondo che più tardi avrebbe trovato un punto di riferimento nella lettera apostolica  Summorum Pontificum. Il 22 ottobre 2015, a Roma, inaugurò ufficialmente la IV Peregrinazione Internazionale  Populus Summorum Pontificum , presiedendo i solenni Vespri Pontificali del Santissimo Sacramento nella Chiesa della Santissima Trinità dei Pellegrini. Mentre si attende il completamento dell’iscrizione sulla lapide, emerge con chiarezza la figura di un uomo di Chiesa che seppe affrontare tempi difficili senza cercare il protagonismo, lasciando dietro di sé un’eredità spirituale riconoscibile.

Verso quale Chiesa stiamo andando?

 La “sinodalità”, come dimostra il recente documento vaticano alle diocesi, è il cavallo di Troia per la protestantizzazione e la secolarizzazione del Cattolicesimo. Una mutazione genetica di destrutturazione della Chiesa inaccettabile per un vero cattolico. La sinodalità è come un veleno che parte dal Vaticano per infettare tutto il Corpo Mistico di Cristo, che è la Chiesa. Il risultato finale è già visibile in ciò che sta accadendo nella Chiesa tedesca. Il Vaticano ha pubblicato le nuove linee guida per la fase di valutazione del Sinodo sulla Sinodalità, prevista nel corso del 2027. Ogni diocesi dovrà organizzare assemblee locali per verificare come è stato accolto il Documento Finale del Sinodo, redigere una relazione da inviare a Roma e descrivere le trasformazioni avvenute nei processi decisionali, negli organi partecipativi e nelle strutture ecclesiali.

La sinodalità non si presenta come un’esperienza circoscritta nel tempo, ma come un principio destinato a modellare permanentemente l’identità delle Chiese locali, il loro modo di governare, di decidere e persino di concepirsi. Il primo elemento che colpisce è la natura permanente del processo. Le linee guida parlano di un’identità ecclesiale che deve essere modellata progressivamente attraverso “elezioni, dinamiche, pratiche e strutture sinodali”.

Ma, se la Chiesa possiede già una costituzione divina ricevuta da Cristo, fino a che punto si possono ripensare continuamente le sue strutture fondamentali? Nella tradizione cattolica, il governo della Chiesa non è il risultato di un’evoluzione sociologica, ma appartiene, almeno nei suoi elementi essenziali, alla volontà del Signore. Esiste certamente uno sviluppo storico delle forme concrete, ma questo sviluppo è chiamato a preservare la natura gerarchica e sacramentale della Chiesa, non a ridefinirla.

Curioso il metodo della cosiddetta “conversazione nello Spirito”, che dovrebbe caratterizzare le assemblee diocesane. Nessun cattolico può opporsi all’ascolto reciproco o al discernimento comunitario, poiché appartengono alla vita della Chiesa fin dalle origini. Nella tradizione cattolica il discernimento spirituale non nasce semplicemente dal dialogo tra i partecipanti. Nasce innanzitutto dall’ascolto della Parola di Dio, dalla fedeltà alla Tradizione, dalla preghiera, dalla vita sacramentale e dalla docilità al Magistero.

Un terzo punto riguarda l’invito a coinvolgere, come osservatori, rappresentanti di altre denominazioni cristiane e persino di altre religioni. Comprendo il valore del dialogo e della conoscenza reciproca.  Il rischio non è tanto ascoltare altre voci, quanto attenuare la consapevolezza che la Chiesa riceve la propria identità da Cristo e non dal consenso delle culture religiose. I laici hanno sempre svolto una missione insostituibile nella Chiesa, ma la Chiesa non è una democrazia rappresentativa, è una comunione gerarchica fondata sui Sacramenti. Le trasformazioni proposte aiutano la Chiesa a custodire e trasmettere con maggiore fedeltà il Deposito della Fede ricevuto dagli Apostoli? Se la risposta è positiva, daranno frutto.  La Chiesa ha sempre saputo rinnovarsi, ma lo ha fatto senza smettere di essere se stessa.

L’avanzata della Chiesa sinodale-conciliare

Tra le frasi pronunciate recentemente da Papa Leone XIV, ce n’è una che mi ha colpito in modo particolare, quella rivolta indirettamente alla FSSPX poco prima della sua consacrazione episcopale il 1° luglio, e precisamente quando concluse con queste parole: «…ma dobbiamo andare avanti».  Verso dove si dirigono? Quali sono le loro vere e inconfessabili intenzioni? Qual è il loro vero obiettivo? Sappiamo bene, anche per esperienza diretta, che la menzogna e l’inganno sono le armi principali dei modernisti. Il Vaticano intende: «Coinvolgere rappresentanti di altre religioni, rafforzare le strutture sinodali permanenti e considerare ruoli di leadership più ampi per i laici».  

Secondo le tattiche attuali del Vaticano, i pochi cattolici rimasti nella Chiesa, per lo più laici (i consacrati si possono contare sulle dita di una mano), vengono espulsi dalla comunità ecclesiale, mentre i peggiori nemici storici della Santa Chiesa vengono accolti a braccia aperte. La «chiesa militante» deve rimanere completamente sotto il suo controllo, affinché possano riempirla e manipolarla a piacimento.

La nuova religione sinodale si chiama cato-1968?

Ancora una volta sulla visita a Papa Leone della Patti, l’abortista Patti,  pacifista, pansessualista.  La Smith, di 79 anni, fu, e apparentemente è ancora, una star del punk rock, sostenitrice dell’aborto e dei diritti LGBTQ. Originaria di Chicago, come Prevost, è conosciuta come la «sacerdotessa del punk». La sua fama raggiunse l’apice alla fine degli anni ’70 con la canzone «Because the Night», il cui testo è tutt’altro che innocente. Una delle sue frasi più famose, nella canzone «Gloria», recita: » Gesù è morto per i peccati di qualcuno, ma non per i miei». Sì, hai letto bene:  «Gesù è morto per i peccati di qualcuno, ma non per i miei».

Cresciuta come testimone di Geova e già intima amica del fotografo omosessuale Robert Mapplethorpe, morto di AIDS e noto per le sue immagini sadomasochiste ed omoerotiche, la signora Smith insiste nel precisare che non si identifica con alcuna religione, sostiene l’aborto e nel 2022 definì «terribile» l’annullamento della sentenza Roe v. Wade, che aveva reso l’aborto un diritto costituzionale negli Stati Uniti («mi ha spezzato il cuore»).

Patti Smith è una frequentatrice del Vaticano, dove si è esibita più di una volta. E ora si trova all’udienza privata (di quaranta minuti) con Leone. Un’udienza che, secondo padre Spadaro, è andata molto bene: «Quando si è aperta quella porta, è successo qualcosa, si è accesa una scintilla, accompagnata da momenti di spontaneità, ma anche da una profonda emozione e da un senso di missione». Una missione condivisa tra Leone e Patti?

Gli eventi di Ceuta.

Il Mediterraneo deve riscoprire una certa unità di intenti per affrontare le ondate migratorie attuali e future che potrebbero far sprofondare l’Europa per sempre. I recenti eventi a Ceuta, dove diverse migliaia di migranti hanno attraversato il confine verso la Spagna (e quindi verso l’UE) dopo aver nuotato attraverso lo stretto che separa il Marocco dall’enclave spagnola, sono molto simili alla «Marcia Verde» del 1975, e persino di più. In quel momento, la «Marcia Verde» non aveva causato, almeno ufficialmente, alcuna vittima. Tuttavia, la traversata di oggi —il mare è molto diverso dalla sabbia, e le onde causano quasi sempre danni— potrebbe essere costata cara ai nuotatori. Quanti? Non lo sapremo mai con certezza, sia perché le fonti ufficiali locali tenderanno a minimizzare il più possibile il numero dei dispersi, soprattutto se anche questa volta l’iniziativa marocchina è stata ispirata dal re o dalla corte reale, sia per il terribile caos organizzativo che caratterizza sempre eventi di questo tipo.

Tra gli altri Paesi del Maghreb, la Tunisia è il più piccolo e quello con i migliori collegamenti con l’Europa. La Libia è praticamente paralizzata dalle divisioni interne e dall’instabilità costante delle due fazioni statali emerse dopo la caduta di Gheddafi. La Mauritania è sempre stata così periferica da esercitare un’influenza minima —e solo sporadica— sul resto della regione. L’Algeria rappresenta un caso particolare, sia per la sua stabilità, dopo decenni di guerra civile, ancora in gran parte superficiale, sia per il suo ruolo nella fornitura di idrocarburi all’Europa. Esiste un malcontento diffuso e una mancanza di prospettive in tutto il Nord Africa, condizioni che, inoltre, riguardano una popolazione estremamente giovane, incline all’avventura e disposta ad accettare i rischi che essa comporta.

L’Europa non sta facendo assolutamente nulla, con la possibile unica eccezione degna di lode rappresentata dal Piano Mattei italiano. Ma cosa stiamo aspettando? Che scoppi una tempesta prima di correre a casa a cercare un ombrello? La traversata a nuoto collettiva di oggi dal Marocco a Ceuta è un sintomo estremamente chiaro di quanto questo male sia avanzato.

Ci resta sempre il Santo Curato d’Ars.

E concludiamo con il curato d’Ars, nel giorno della sua festa, che spiegando ai suoi fedeli l’importanza dei sacramenti diceva: “Se scomparisse il sacramento dell’Ordine, non avremmo il Signore. Chi lo ha messo nel tabernacolo? Il sacerdote. Chi ha ricevuto la vostra anima appena nati? Il sacerdote. Chi la nutre perché possa terminare il suo pellegrinaggio? Il sacerdote. Chi la preparerà a comparire davanti a Dio, lavandola per l’ultima volta nel sangue di Gesù Cristo? Il sacerdote, sempre il sacerdote. E se quest’anima dovesse morire [a causa del peccato], chi la risusciterà e le darà il riposo e la pace? Anche il sacerdote… Dopo Dio, il sacerdote è tutto!… Egli stesso lo capirà solo in cielo”.

“Se comprendessimo bene ciò che rappresenta un sacerdote sulla terra, moriremmo: non di spavento, ma d’amore… Senza il sacerdote, la morte e la passione di Nostro Signore non servirebbero a nulla. Il sacerdote continua l’opera della redenzione sulla terra… A che ci servirebbe una casa piena d’oro se non ci fosse nessuno ad aprirci la porta? Il sacerdote ha la chiave dei tesori del cielo: è lui che apre la porta; è l’amministratore del buon Dio; l’amministratore dei suoi beni… Lasciate una parrocchia vent’anni senza sacerdote e adoreranno le bestie… Il sacerdote non è sacerdote per sé stesso, ma per voi”.

«Abbiate fiducia, sono io, non temete».

Buona lettura.

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