Leone XIV chiede all’Università Cattolica dell’Uruguay di educare «dai cinque sensi» e di mettere la persona prima dell’algoritmo

A Montevideo, di fronte al mondo educativo, il Papa ha chiesto di superare le visioni dualistiche dell'essere umano e ha messo in guardia dal «processo di disumanizzazione» in corso

Leone XIV chiede all’Università Cattolica dell’Uruguay di educare «dai cinque sensi» e di mettere la persona prima dell’algoritmo

Papa Leone XIV ha chiesto sabato agli educatori cattolici dell’Uruguay un’educazione «integrale e umanizzante» che formi la persona intera, con un’attenzione particolare all’uso dell’intelligenza artificiale. Lo ha fatto nell’Aula Magna dell’Università Cattolica dell’Uruguay, a Montevideo, durante l’incontro con il mondo dell’educazione tenutosi alle 18:00 nel corso del suo viaggio apostolico in Uruguay, Argentina e Perù, secondo il testo ufficiale del discorso pubblicato dalla Santa Sede.

Il Pontefice ha proposto una breve «passeggiata» attraverso i cinque sensi come filo conduttore della sua riflessione, dal titolo «educare dai cinque sensi». Ha ricordato inoltre la visita di Giovanni Paolo II all’università nel 1988 e ha descritto l’educazione cattolica come la forma concreta con cui il Vangelo si trasforma «in gesto educativo, relazione, cultura». All’incontro hanno partecipato, tra gli altri, il cardinale Daniel Sturla, arcivescovo di Montevideo, e il rettore, il gesuita Julio Fernández Techera.

Contemplare, toccare, discernere: tre compiti educativi

Alla vista ha associato la contemplazione, che ha collegato all’attenzione, una capacità che, secondo il Papa, risulta sempre più difficile in un mondo distratto. «Contemplare è evangelizzare in quel processo cognitivo sempre più difficile», ha affermato. Al tatto ha collegato le mani, che possono costruire la pace o fare la guerra, e ha chiesto alle istituzioni cattoliche di educare alla pace le nuove generazioni. «Chi si sente abbracciato dal Padre è, inevitabilmente, un costruttore di pace», ha aggiunto.

Al gusto ha collegato la sapienza, che nasce dall’esperienza e dal discernimento e non dalla mera accumulazione di informazioni, e ha citato la prima lettera di san Pietro: «Avete gustato quanto è buono il Signore». A quel punto ha chiesto che scuole e università contribuiscano all’«uso saggio delle tecnologie e dell’IA, ponendo la persona prima dell’algoritmo». Secondo il testo, tale compito deve bilanciare le intelligenze tecnica, emotiva, sociale, spirituale ed ecologica.

Contro lo scarto e il dualismo

All’olfatto ha dedicato un avvertimento sulla cultura dello scarto. Con l’immagine agostiniana della buona fama come buon profumo, ha ricordato che rifiutare e disprezzare le persone è diventato qualcosa di normalizzato e ha sottolineato che nessuno può essere rifiutato. Nel discorso si è riferito anche al «processo di disumanizzazione che stiamo vivendo» come una delle sfide per scuole e università.

Il Papa ha sostenuto inoltre che è necessario superare le visioni dualistiche dell’essere umano e ha affermato l’unità di «corpo e anima, cuore e coscienza, intelligenza e volontà». Ridurre il corpo a un oggetto, ha avvertito, equivale a negare la dignità umana. Per questa idea ha citato la costituzione conciliare Gaudium et spes (n. 14) e la sua udienza generale del 9 settembre 2026.

L’ascolto e la benedizione finale

Con l’udito ha chiuso il percorso ed evocato le parole del Vangelo di Matteo: «Chi ha orecchi, ascolti». Ha spiegato che ascoltare implica riconoscere l’altro come un bene e non come una minaccia, il che apre possibilità d’incontro con le famiglie, la società e le autorità. Ha affidato il lavoro degli educatori alla Vergine, Sede della Sapienza, e ha impartito la benedizione apostolica.

Al termine, in un saluto improvvisato, ha augurato che l’entusiasmo della giornata perduri e che gli educatori diano all’Uruguay una voce che affermi la fede, il valore della vita umana e il valore di ogni persona. Dopo l’incontro, il Papa ha partecipato alla veglia con i giovani allo Stadio Centenario, dove ha chiesto loro di sposarsi «per sempre», come ha riferito InfoVaticana. L’incontro con il mondo educativo era stato annunciato giorni prima dalla stessa università.

Aiuta Infovaticana a continuare a informare