Il bioeticista John Haas, presidente emerito del National Catholic Bioethics Center, e Elizabeth Rex, del Charlotte Lozier Institute, hanno dibattuto il 22 ottobre scorso nel santuario di San Giovanni Paolo II di Washington D.C. sulla liceità morale dell’adozione di embrioni congelati. L’incontro, organizzato dall’ente pro-vita Defend Life, si è tenuto dopo una Messa in onore del santo ed è stato trasmesso in diretta, secondo quanto riferito da EWTN News.
Haas ha sostenuto che questa pratica è moralmente illecita perché richiede il trasferimento di un embrione congelato nell’utero di una donna senza legame genetico con esso. A suo giudizio, ciò viola l’insegnamento della Chiesa sulla sessualità nel matrimonio e, inoltre, mette deliberatamente a rischio la vita degli embrioni durante lo scongelamento. Per questo ha difeso che l’unica soluzione morale è mantenerli congelati, per il quale ha citato l’istruzione Donum vitae (1987) sugli embrioni «soprannumerari», e ha ricordato che il fine non giustifica i mezzi.
Rex ha difeso la posizione contraria e ha sottolineato che né il Vaticano né la Conferenza Episcopale degli Stati Uniti hanno «ever formally ruled against embryo transfer or embryo adoption», cioè non si sono mai pronunciati formalmente contro il trasferimento o l’adozione di embrioni. Ha riconosciuto che la fecondazione in vitro è immorale secondo la Chiesa, ma ha argomentato che questa e il trasferimento nell’utero materno non devono essere separati, perché lasciare l’embrione in una piastra o congelato equivarrebbe a un aborto. A suo parere, l’embrione è già una persona che necessita di assistenza medica.
Haas ha replicato che l’unico pronunciamento magisteriale rilevante è «media frase» dell’istruzione Dignitas personae e che la Santa Sede non ha fatto «a single statement on behalf of embryo adoption», cioè nemmeno una dichiarazione a favore dell’adozione di embrioni.
La questione rimane aperta tra i teologi cattolici, poiché la Chiesa non ha emesso un giudizio definitivo sulla liceità dell’adozione di embrioni. L’istruzione Dignitas personae, pubblicata nel 2008 dalla Congregazione per la Dottrina della Fede, afferma la dignità e i diritti degli embrioni congelati e qualifica come lodevole nella sua intenzione la proposta dell’«adozione prenatale», sebbene avverta che solleva diversi problemi. Lo stesso documento indica che le migliaia di embrioni abbandonati rappresentano una situazione di ingiustizia che non può essere risolta.
Il dibattito si inserisce in una discussione più ampia sulle tecniche di riproduzione assistita. InfoVaticana ha raccolto a suo tempo la lettera pastorale del vescovo di Arlington, Michael F. Burbidge, in cui qualificava la FIV come ingiusta e moralmente scorretta anche se non si distruggessero embrioni.