Il vertice di Amoris laetitia adotta il linguaggio LGBT con la teologa Hanlon Rubio

La relatrice statunitense espone ai presidenti delle conferenze episcopali la «logica del Vangelo» di Francesco alle «coppie che convivono e alle persone che si identificano come LGBTQ»

Il vertice di Amoris laetitia adotta il linguaggio LGBT con la teologa Hanlon Rubio

L’incontro «Diez años después de Amoris laetitia: anunciar el Evangelio con las familias hoy» si conclude questo mercoledì. Leone XIV lo ha inaugurato il 7 ottobre nell’Aula Paolo VI con i presidenti delle conferenze episcopali e i capi delle Chiese orientali. Secondo il programma ufficiale, lunedì 12 è stato dedicato ad accompagnare le famiglie in situazioni complesse. Quella mattina sono intervenuti il cardinale filippino Pablo Virgilio David e Julie Hanlon Rubio, docente di Etica Sociale Cristiana presso la Jesuit School of Theology dell’Università di Santa Clara.

Il testo integrale della sua relazione, intitolata Amoris Laetitia’s Vision and Praxis: Ten Years Later, è pubblicato sul sito ufficiale dell’incontro. La parte principale è una diagnosi della crisi del matrimonio, di cui si è fatto eco Vatican News. «Negli USA, nel 1980, solo il sei per cento delle persone di 40 anni non si era mai sposato. Oggi la cifra è del 25 per cento», ha ricordato Rubio («In the U.S., in 1980, only six percent of 40-year-olds had never been married. Today the figure is 25 percent»).

Una nota a piè di pagina

Le affermazioni di maggiore portata non figurano nel corpo del testo, ma nelle note. La teologa ha ricordato alcune parole del numero 296 dell’esortazione: «Francesco ci ha detto: “Nessuno può essere condannato per sempre! Non è la logica del Vangelo!”, e questa logica deve estendersi a “tutti”» («Francis told us, “No one can be condemned forever! It is not the logic of the Gospel!,” and this logic should be extended to “everyone”»).

Nella nota 19 specifica a chi si riferisce: «Oggi questo include sicuramente le persone divorziate, le famiglie monoparentali, le famiglie ricostituite, le coppie che convivono e le persone che si identificano come LGBTQ» («Today this surely includes divorced persons, single parent families, blended families, cohabiting couples, and persons identifying as LGBTQ»).

Julie Hanlon Rubio
Nota 19 della relazione di Julie Hanlon Rubio, pubblicata sul sito ufficiale dell’incontro vaticano per i dieci anni di Amoris laetitia.

Il numero 296 appartiene al capitolo VIII, il più discusso del documento. Rubio rimanda anche al numero 305 e alla sua nota 351. Quella nota afferma che l’aiuto a chi vive in situazioni oggettivamente irregolari «in certi casi, potrebbe essere anche l’aiuto dei sacramenti». Nel 2016 ha motivato i dubia dei cardinali Brandmüller, Burke, Caffarra e Meisner, ai quali Francesco non ha mai risposto.

La comunione e le famiglie «tradizionali»

«Non voglio suggerire che il problema dell’emarginazione che preoccupava papa Francesco sia stato risolto», ha avvertito la relatrice («I do not want to suggest that the problem of marginalization that concerned Pope Francis has been solved»). Ha detto di aver ascoltato «storie strazianti» («heart breaking stories») e ha raccontato il caso di un’anziana con demenza che, quando le hanno offerto l’Eucaristia durante la messa, ha gridato «No!» e si è coperta la bocca. Lo ha fatto, secondo Rubio, «perché una cosa che ricordava era che, poiché suo marito da cinquant’anni era stato sposato in precedenza, lei non era degna di ricevere il Corpo di Cristo» («because one thing she remembered was that, because her husband of fifty years had been previously married, she was not worthy to receive the Body of Christ»).

In un altro passaggio ha contrapposto la visione di Francesco a quella delle famiglie delle reti: «In un’epoca in cui gli influencer dei social media esibiscono le loro famiglie “tradizionali”, apparentemente perfette, con pane fatto in casa e galline incluse, l’integrazione della fragilità da parte di Francesco è cruciale» («In an era when influencers on social media show off their seemingly perfect “traditional” families complete with homemade bread and chickens, Francis’s integration of weakness is crucial»). Le virgolette di «tradizionali» sono dell’autrice stessa.

I riferimenti della relazione

Tra la bibliografia con cui Rubio fonda la sua visione del matrimonio figura Personal Commitments, della religiosa Margaret Farley. Nel 2012, l’allora Congregazione per la Dottrina della Fede ha pubblicato una notifica su un’altra opera dell’autrice, Just Love, per le sue tesi sulla masturbazione, gli atti e le unioni omosessuali, l’indissolubilità del matrimonio e il divorzio.

La relatrice ha invocato anche l’enciclica di Leone XIV: «Magnifica Humanitas insiste anche sul fatto che la fragilità umana non è un problema da risolvere, ma un elemento fondamentale della nostra umanità da integrare» («Magnifica Humanitas as well insists that human fragility is not a problem to be solved but a fundamental element of our humanity to be integrated»). Si tratta, in ogni caso, dell’intervento di una teologa invitata, senza valore magisteriale.

Ciò che l’incontro concluderà, tuttavia, non si saprà per ora. In un comunicato diffuso lo stesso lunedì, i cardinali Kevin Farrell e Mario Grech hanno avvertito, dopo l’operazione del Papa: «Non dobbiamo aspettarci un discorso di chiusura da parte sua» («We should not expect a concluding address from him»). Sul rapporto di sintesi hanno aggiunto che, «contrariamente a quanto annunciato in precedenza, non sarà reso pubblico» («contrary to what was previously announced, it will not be made public»).

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