Dal declino alla missione: il cammino che Leone XIV propone alla Chiesa tedesca

Dal declino alla missione: il cammino che Leone XIV propone alla Chiesa tedesca

Il Papa Leone XIV ha indicato il recupero del «vero spirito missionario» come risposta al profondo declino che sta attraversando la Chiesa cattolica in Germania. Durante la conferenza stampa offerta questo lunedì 28 settembre sul volo di ritorno dalla Francia, il Pontefice si è mostrato convinto che esistano ancora «moltissime persone» nel Paese disposte a vivere la fede cattolica e ha citato come esempio quanto accaduto in Francia durante i quattro giorni del suo viaggio.

La questione è stata posta da Ludwig Ring-Eifel, dell’agenzia cattolica tedesca KNA, che ha chiesto al Papa della perdita di fedeli che sta vivendo la Chiesa tedesca e della crescita di movimenti di estrema destra nel Paese. Leone XIV ha affrontato entrambe le questioni e ha confermato inoltre di aver ricevuto un invito a visitare la Germania, sebbene non esista ancora una data prevista.

«Ci sono ancora moltissime persone in Germania che vogliono vivere la loro fede»

Di fronte alla descrizione di una Chiesa tedesca in retrocessione, Leone XIV ha fatto riferimento proprio all’esperienza appena vissuta in Francia.

«In passato si diceva lo stesso della Francia, eppure abbiamo visto cosa è successo negli ultimi quattro giorni», ha risposto.

Il Pontefice ha puntato direttamente all’evangelizzazione come risposta alla crisi: «Credo che se recuperiamo il vero spirito missionario e il modo corretto di agire, ci sono ancora moltissime persone in Germania che vogliono vivere e celebrare la loro fede cristiana e cattolica».

L’osservazione arriva in un momento particolarmente delicato per il cattolicesimo tedesco, segnato per anni dalla perdita di fedeli, dal crollo della pratica religiosa e da un processo sinodale che ha provocato successivi scontri con Roma.

Leone XIV non ha ignorato questa realtà. Ha riconosciuto «i problemi» e «le diverse cause che hanno duramente colpito la Chiesa», anche se ha ricordato che il fenomeno riguarda anche le comunità protestanti e la società tedesca.

Nonostante ciò, ha affermato: «Sono ottimista al riguardo».

Il Papa ha manifestato inoltre la volontà di lavorare con i responsabili della Chiesa tedesca per trovare risposte a una crisi di fronte alla quale la sua proposta, almeno in questo intervento, non è passata per nuove strutture, ma per recuperare l’impulso missionario.

La Francia, il contrasto indicato da Leone XIV

Il riferimento del Papa alla Francia risulta particolarmente significativo dopo un viaggio in cui ha potuto constatare manifestazioni di vitalità cattolica difficili da conciliare con una lettura esclusivamente basata sull’avanzata della secolarizzazione.

Sull’aereo, lo stesso Leone XIV ha sottolineato l’incontro con circa 80.000 giovani e ha parlato del loro «entusiasmo», «gioia» e «senso di speranza».

Il presidente della Conferenza Episcopale Tedesca (DBK), Heiner Wilmer, ha fatto lunedì una lettura simile. Inaugurando l’assemblea plenaria autunnale dei vescovi a Fulda, ha definito la Francia come «il laboratorio del cattolicesimo che si risveglia» e ha parlato persino di un «cambiamento tettonico».

Wilmer ha sottolineato in particolare il ruolo di giovani influencer cattolici che parlano apertamente sui social network della preghiera, degli angeli, del Papa o del rapporto con altre religioni, e che ha descritto come rapidi, umoristici e «molto spirituali».

Il contrasto risulta particolarmente rilevante per la Germania: mentre gran parte delle strutture ecclesiali tedesche sono concentrate da anni sulle riforme istituzionali attraverso il Cammino Sinodale, Leone XIV ha indicato sull’aereo un altro criterio per affrontare il declino: recuperare il «vero spirito missionario».

Proprio l’assemblea episcopale riunita in questi giorni a Fulda continua ad attendere la recognitio di Roma agli statuti della progettata Conferenza Sinodale. Wilmer ha assicurato che si aspetta una risposta dal Vaticano prima della fine dell’anno. La prima riunione del nuovo organismo, inizialmente prevista per novembre, ha già dovuto essere rinviata.

Leone XIV affronta la crescita dell’«estrema destra»

La seconda parte della domanda posta al Papa si è riferita alla crescita di gruppi di estrema destra in Germania e al rapporto che alcune di queste correnti mantengono con determinate espressioni religiose.

Leone XIV ha evitato di presentare come dimostrata una relazione causale e ha considerato che «sarebbe interessante studiare e analizzare se esiste, e in che modo, una correlazione» tra entrambi i fenomeni.

Il Papa ha comunque messo in discussione la combinazione di determinate posizioni di estrema destra con «un certo tipo di religione» che i responsabili delle Chiese cattolica e protestante tedesche, ha ricordato, ritengono «non rappresenti un’espressione autentica del cristianesimo».

Leone XIV ha contrapposto queste correnti ai «valori del Vangelo», che, secondo quanto ha affermato, «non hanno a che fare con l’odio e la divisione, ma con la comprensione, la compassione e l’accompagnamento».

Il Pontefice ha espresso anche il desiderio che i cittadini partecipino politicamente cercando il bene comune ed evitando «idee estremiste che potrebbero causare danni molto più gravi di quanto ci rendiamo conto in questo momento».

Wilmer riconosce che ci sono cattolici che votano AfD

Le parole di Leone XIV hanno coinciso con il dibattito che mantengono gli stessi vescovi tedeschi sul loro rapporto con Alternativa per la Germania (AfD).

Lunedì, Wilmer ha espresso nuovamente la sua preoccupazione per la svolta politica a destra in Germania e in Europa e ha ribadito la dichiarazione approvata dalla Conferenza Episcopale nel 2024 secondo la quale «il nazionalismo etnico e il cristianesimo sono incompatibili».

Tuttavia, il presidente della DBK ha riconosciuto espressamente una realtà che pone una sfida pastorale ai vescovi: ci sono cattolici che votano AfD.

Wilmer ha sostenuto quindi che devono esistere spazi in cui la Chiesa possa ascoltare questi fedeli senza limitarsi a rivolgere loro «slogan». L’affermazione introduce una sfumatura rilevante in un rapporto segnato dalla dura posizione istituzionale adottata dall’episcopato tedesco nei confronti del partito.

Marx porta il dibattito al futuro dell’Europa

La questione ha acquisito anche una dimensione europea durante la visita del Papa. Il cardinale Reinhard Marx, arcivescovo di Monaco e Frisinga, ha pubblicato insieme all’ex presidente italiano Mario Monti, Jean-Baptiste de Franssu e all’ex ministra francese Sylvie Goulard un articolo su La Croix in difesa del progetto di integrazione europea.

I firmatari sostengono che l’Europa si trova paralizzata dai dubbi, dalle divisioni e dalle tendenze nazionaliste e chiedono ai leader europei una maggiore ambizione politica.

Il testo critica inoltre l’Amministrazione di Donald Trump e il Governo di Vladimir Putin per aver fatto appello, secondo gli autori, al cristianesimo promuovendo al contempo posizioni che ritengono contrarie ai valori evangelici. Si tratta dell’interpretazione espressa da Marx e dagli altri firmatari, che chiedono di recuperare l’eredità di Robert Schuman e Jean Monnet di fronte a quello che definiscono un «nazionalismo stretto».

La pubblicazione è coincisa con la visita di Leone XIV a Metz, città strettamente legata a Robert Schuman. Lì, il Papa ha ricordato le radici cristiane del continente e ha sostenuto che «non si può parlare di Europa senza menzionare il cristianesimo».

Un invito a visitare la Germania

La risposta di Leone XIV ha lasciato inoltre aperta la possibilità che il Pontefice possa verificare personalmente la situazione della Chiesa tedesca.

«Ho ricevuto un invito. Spero davvero di tornare lì; cioè, ci sono già stato, ma non come Papa», ha spiegato.

Leone XIV ha manifestato il desiderio di effettuare la visita, anche se ha precisato che non esiste ancora un calendario e che continua a lavorare sul programma di viaggi per il prossimo anno. Per il momento, ha indicato, l’unico spostamento confermato è quello corrispondente alla Giornata Mondiale della Gioventù in Corea.

Fino a un’eventuale visita, il messaggio che ha lasciato ai cattolici tedeschi è stato fondamentalmente missionario. Di fronte a una Chiesa colpita dalla secolarizzazione e dalla perdita di fedeli, Leone XIV ha sostenuto che esistono ancora molti tedeschi che desiderano vivere la fede e ha collocato la risposta nel recuperare la capacità di annunciarla e celebrarla.

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