L’arcivescovo di Westminster, Richard Moth, ha difeso che le esigenze pastorali dei fedeli siano tenute in considerazione al momento di affrontare la celebrazione della Messa tradizionale sotto le restrizioni stabilite da Traditionis custodes. «Dove esista un’esigenza pastorale, difenderei che venga accolta», ha affermato il prelato, che da febbraio guida la principale arcidiocesi cattolica d’Inghilterra e Galles.
Moth ha esposto la sua posizione in una ampia intervista concessa al vaticanista Edward Pentin per il National Catholic Register, pubblicata questo 9 settembre, in cui ha anche riconosciuto la necessità di recuperare un maggiore senso della trascendenza nella liturgia e ha affrontato l’aumento di persone che si avvicinano alla fede, il suicidio assistito, l’immigrazione e la situazione politica del Regno Unito.
La Messa tradizionale come «esigenza pastorale»
Interrogato espressamente sulla sua posizione riguardo a Traditionis custodes e alle restrizioni vaticane alla celebrazione della Messa tradizionale, Moth ha segnalato che è ancora poco tempo alla guida di Westminster, ma ha spiegato il criterio che ha seguito durante i suoi anni come vescovo di Arundel e Brighton.
«L’ho esaminato dal punto di vista dell’esigenza pastorale», ha affermato.
L’arcivescovo ha aggiunto che la sua disposizione è difendere l’accoglienza di quelle comunità quando esista una reale domanda pastorale: «Dove esista un’esigenza pastorale, difenderei che venga accolta».
Moth assicura che questo è stato anche il criterio applicato nella sua precedente diocesi. «Certamente, nella mia ultima diocesi posso dire sinceramente, con la mano sul cuore, che abbiamo risposto a quell’esigenza pastorale», ha spiegato.
Le sue parole acquistano particolare rilevanza per la sua attuale responsabilità alla guida di Westminster e della Conferenza Episcopale d’Inghilterra e Galles, in un momento in cui continuano le restrizioni sulla liturgia precedente alla riforma e esiste un particolare interesse per essa tra determinati gruppi di giovani cattolici.
«Abbiamo bisogno di un maggiore senso del trascendente»
L’intervista affronta anche il rapporto tra la liturgia e la centralità di Cristo. Interrogato sulla possibilità che alcuni dei problemi della Chiesa derivino da una perdita di quella centralità e da una liturgia più centrata sull’uomo che su Dio, Moth non condivide quella diagnosi in quei termini.
«Cristo deve essere al centro della vita di tutti, assolutamente», ha risposto. Tuttavia, ha aggiunto che la situazione descritta dal suo interlocutore non coincide con la sua propria esperienza.
L’arcivescovo riconosce comunque un’esigenza concreta: «Sarei d’accordo con chi dice che abbiamo bisogno di un maggiore senso del trascendente nella nostra celebrazione liturgica».
Moth considera che quel recupero della trascendenza possa realizzarsi all’interno della liturgia riformata e evidenzia come segno positivo il crescente interesse per l’adorazione del Santissimo Sacramento, specialmente tra i giovani. Come esempio menziona Youth 2000, movimento fortemente centrato sull’adorazione eucaristica.
Un’opportunità per l’evangelizzazione in Inghilterra
Al di là della questione liturgica, Moth presenta una visione speranzosa della situazione della Chiesa in Inghilterra e considera che esista attualmente un’opportunità per annunciare il Vangelo a una società in ricerca.
L’arcivescovo utilizza l’espressione sweet spot —un momento particolarmente favorevole— per descrivere la situazione. «Il mondo che ci circonda sta guardando, sta cercando», ha affermato, e considera che la Chiesa debba entrare in quello spazio «in un modo nuovo, con una nuova fiducia».
Moth si mostra, tuttavia, prudente davanti all’espressione «rinascita silenziosa» utilizzata negli ultimi anni per descrivere il crescente interesse per il cristianesimo nel Regno Unito.
«Bisogna fare un po’ di attenzione con l’espressione “rinascita silenziosa”», avverte. Secondo spiega, uno statistico potrebbe osservare l’incremento dei battesimi durante tre o quattro anni e concludere che è ancora necessario aspettare per determinare se esista una tendenza consolidata.
L’arcivescovo considera comunque evidente una realtà pastorale: «Stiamo sicuramente vedendo un numero crescente di persone che arrivano alla fede».
Interrogato sull’aspirazione storica a una riconversione dell’Inghilterra, Moth assicura che si prega per essa e afferma di percepire l’azione dello Spirito Santo. A suo giudizio, la strada passa perché ogni cattolico viva pienamente la sua vocazione battesimale e la vocazione concreta che ne deriva, sia essa il matrimonio, il sacerdozio, il diaconato o la vita religiosa.
«Quando ciò accadrà, credo davvero che saremo in un luogo dove la missione della Chiesa sarà inarrestabile», sostiene.
Moth contro il suicidio assistito: «È una cattiva legislazione»
Un altro degli argomenti centrali dell’intervista è il nuovo tentativo di introdurre il suicidio assistito in Inghilterra e Galles.
Moth insiste sul fatto che i vescovi hanno mantenuto una posizione costante contro questa legislazione e riassume la sua valutazione senza ambiguità: «È una cattiva legislazione».
L’arcivescovo assicura che questo messaggio sta venendo trasmesso «con molta forza» dai vescovi nelle rispettive diocesi e spera che l’iniziativa fallisca.
Anticipa anche una mobilitazione spirituale simile a quella realizzata durante precedenti dibattiti parlamentari, con ore sante, adorazione eucaristica, rosari e altre iniziative di preghiera nelle parrocchie.
Moth considera particolarmente importante rafforzare le cure palliative. A suo giudizio, se il sistema britannico offrisse cure palliative adeguate, diminuirebbero le ragioni addotte per promuovere il suicidio assistito.
Il suo prossimo incontro con il primo ministro Andy Burnham
L’intervista affronta altresì l’arrivo a Downing Street di Andy Burnham, il primo capo del Governo britannico nato ed educato come cattolico, sebbene durante la sua carriera politica abbia sostenuto posizioni contrarie all’insegnamento della Chiesa su questioni come l’aborto e il matrimonio.
Leggi anche: I vescovi d’Inghilterra e Galles congratulano Andy Burnham dopo la sua elezione come primo ministro
Moth ha previsto di incontrarsi prossimamente con il primo ministro.
Interrogato su se affronterà con lui le sue discrepanze con la dottrina cattolica, l’arcivescovo evita di anticipare il contenuto di una conversazione personale.
«Una conversazione che io avessi con qualcuno sulla sua coscienza rimane tra quella persona e me», risponde. Tuttavia, aggiunge: «Se si ponessero questioni concrete, ne parlerei e le affronterei».
L’arcivescovo valuta positivamente l’insistenza di Burnham sulla necessità di migliorare le cure palliative prima di avanzare in una legislazione sul suicidio assistito.
«Se le nostre cure palliative in questo paese fossero come dovrebbero essere, allora non avremmo bisogno di esaminare queste altre questioni», afferma.
Immigrazione, islam e conversioni al cristianesimo
Moth risponde anche a domande sull’immigrazione e le sue conseguenze per la società britannica. L’arcivescovo parte dalla dignità di ogni persona e ricorda che la maggioranza di chi abbandona il proprio paese non lo fa facilmente.
Interrogato sulla critica che i responsabili della Chiesa possono prestare maggiore attenzione all’immigrato che alle società riceventi e alla preservazione della loro cultura cristiana, Moth ricorda che il cattolicesimo d’Inghilterra e Galles ha avuto storicamente un importante componente immigrato.
Inoltre, l’arcivescovo afferma che la sua esperienza dei rapporti tra cattolici e musulmani è stata «eccezionalmente buona» e segnala che esistono possibilità di collaborazione.
Allo stesso tempo, riconosce l’esistenza di persone provenienti da altre religioni che stanno entrando nella Chiesa. Interrogato sull’aumento di musulmani che si convertono al cristianesimo e sulle organizzazioni create per accompagnarli, afferma che ci sarà apertura verso chi desideri conoscere la fede cattolica.
«Non andremo a fare proselitismo né a obbligare la gente a battezzarsi —assolutamente no—. Ma le porte sono aperte; la conversazione è lì», sostiene.
«Stiamo vedendo questa sete del Vangelo»
Moth dedica anche alcune parole ai cristiani perseguitati e chiede di mantenere la preghiera e il sostegno verso di loro. Avverte, tuttavia, che in determinate circostanze quell’aiuto deve svilupparsi discretamente, perché un’esposizione pubblica eccessiva può aumentare la persecuzione subita dalle comunità locali.
Al concludere l’intervista, l’arcivescovo torna alla sua diagnosi sul momento che sta attraversando la Chiesa in Inghilterra.
«Credo che la Chiesa sia in un momento molto buono», afferma Moth. «Stiamo vedendo questa sete del Vangelo e, come comunità cattolica in questo paese, quello è uno spazio in cui dobbiamo entrare, con tutti nella Chiesa che occupano il loro posto nel compito che il Signore ci ha dato».