La giornalista vaticanista Diane Montagna ha pubblicato il testo integrale dell’intervento pronunciato dal cardinale Gerhard Ludwig Müller durante il concistoro straordinario celebrato in Vaticano il 26 e 27 giugno. Finora erano trapelati solo alcuni dei principali punti del suo intervento, in particolare il suo appello a rispondere con chiarezza alla sfida posta dalla Fraternità Sacerdotale San Pio X (FSSPX) e la sua proposta di creare una commissione ispirata all’antica Ecclesia Dei. Il documento completo permette ora di conoscere l’insieme delle riflessioni che il prefetto emerito del Dicastero per la Dottrina della Fede ha rivolto a Papa Leone XIV e al Collegio cardinalizio.
Pubblichiamo di seguito il testo integrale:
INTERVENTO AL CONCISTORO STRAORDINARIO DEI CARDINALI
Cardinale Gerhard Müller
Roma, 26 giugno 2026
1. Ringrazio il Santo Padre per aver ribadito il ruolo fondamentale del Collegio cardinalizio per la Chiesa universale. Da Ireneo di Lione fino al Concilio Vaticano I, il primato del Papa non è stato inteso come se appartenesse a un individuo isolato, bensì come il primato della Chiesa di Roma, il cui Vescovo è al tempo stesso il capo visibile di tutta la Chiesa cattolica. Questo servì a evitare di isolarlo dalla Chiesa. In quanto Vescovo di Roma, è sempre il capo del collegio dei vescovi suburbicari, nonché dei presbiteri e dei diaconi romani. Esiste, certamente, un’ampia collegialità esterna del Papa con i vescovi delle altre Chiese; ma esiste anche una collegialità interna, in quanto ogni vescovo è sempre in comunione con il proprio presbiterio, come afferma sant’Ignazio di Antiochia. Una parte del clero romano fu istituzionalizzata nel Collegio cardinalizio, non per la cura pastorale della diocesi di Roma, bensì come strumento di cui il Papa si serve per il governo della Chiesa universale.
Da questa prospettiva conviene riflettere anche sul modo in cui si svolge un concistoro. In tutte le rappresentazioni e fotografie dei concili appare la discussione in sessione plenaria. Di conseguenza, il libero scambio di opinioni, preceduto da interventi accuratamente preparati, dovrebbe precedere il lavoro in gruppi e disporre di uno spazio maggiore di quello attualmente concesso. In ogni caso, il nuovo metodo merita un’ulteriore riflessione, tenendo conto della natura di un’assemblea ecclesiale di cardinali e vescovi con il Papa, nonché di quella del vescovo con il suo presbiterio e con i consigli dei laici.
2. La Fraternità Sacerdotale San Pio X ha inviato una lettera aperta a tutti i cardinali. È nostro dovere, in virtù del nostro ufficio, sia individualmente sia come collegio, respingere l’accusa scandalosa secondo cui la Chiesa di Roma si sarebbe allontanata dalla fede cattolica. Davanti all’atto scismatico di una consacrazione episcopale compiuta senza la previa concessione della communio con il Papa, non può esserci alcuna ambiguità. In questioni pastorali e liturgiche si può procedere con sensibilità pastorale. Propongo la creazione di una commissione, sul modello dell’antica Ecclesia Dei, per permettere a coloro che hanno abbracciato questa posizione scismatica di tornare alla piena comunione con il Papa. Ma il confine dello scisma viene definitivamente oltrepassato quando si viola il ministero del Vescovo di Roma, principio visibile e fondamento permanente dell’unità della Chiesa nella verità rivelata. Durante il Concilio di Trento, l’eminente cardinale polacco Stanislao Osio disse ai protestanti del suo tempo —e le sue parole si applicano ugualmente ai lefebvriani del nostro tempo—:
Catholicus non est, qui a Romana ecclesia in fidei doctrina discordat.
Non è cattolico chi discorda dalla Chiesa di Roma nella dottrina della fede.