Libri di pietra

Libri di pietra
Cathedral of the Madeleine, Salt Lake City, Utah [source: Wikipedia]

Di Michael Pakaluk

I cattolici che a volte si preoccupano perché la Chiesa non è più abbastanza audace nella predicazione del Vangelo potrebbero, almeno, trovare un certo conforto nei suoi edifici. Gli edifici sacri restano in piedi a lungo e perpetuano le convinzioni di coloro, più audaci, che ci hanno preceduto, a meno che non vengano distrutti dal fuoco o, in un caso interessante, bloccati.

Mi vengono in mente due esempi. Il primo è la chiesa di San Paolo a Cambridge, Massachusetts, che il sito web della parrocchia, nella sua rassegna storica, descrive come situata deliberatamente in un «ambiente aggressivo accanto a un’università secolare in espansione».

Il opuscolo sulla costruzione e sul design della chiesa, «St. Paul Church, Cambridge, Mass. – Description, Exterior and Interior», scritto dal suo primo parroco, padre John J. Ryan, inizia con un commento dell’allora cardinale di Boston, William Henry O’Connell: «L’edificio che descrivi, padre Ryan, è un libro di pietra, e va portato in tipografia».

La pietra angolare di questa chiesa di squisita bellezza, progettata da Edward T.P. Graham, laureato ad Harvard e parrocchiano, fu posta nel 1916. La sua costruzione, ritardata dalla Grande Guerra, fu completata nel 1923.

St. Paul’s, Cambridge, Massachusetts [source: Wikipedia]

L’opuscolo di padre Ryan descrive la chiesa come situata «all’inizio della “Gold Coast”, termine con cui si indicava la strada su cui si affacciano gli splendidi dormitori degli studenti presumibilmente ricchi di Harvard». Si riferisce al Wigglesworth Hall in Massachusetts Avenue.

Riguardo a questo «libro di pietra», osserva:

La chiesa di San Paolo è l’espressione formale di una fede incondizionata nella religione rivelata e nella Divinità di Cristo. Guardando il fregio, questa fede è esposta dall’Angelo della Rivelazione che regge una croce; verso la croce guardano gli antichi in cerca della salvezza che sarà il dono della croce; e, in contrappeso, si possono vedere i cristiani che considerano anch’essi la croce come fonte di salvezza e di ogni bene spirituale. Il timpano esibisce un bel busto in bassorilievo di San Paolo, interprete della legge antica e della legge nuova, con il dito posto sul testo e la pagina tenuta aperta dalla spada impugnata nella mano sinistra. Il testo è inciso sul bordo del timpano e recita: «La Chiesa del Dio vivente, colonna e fondamento della verità». (I Timoteo, Capitolo III). La citazione di San Paolo, patrono della chiesa, è la chiave per la comprensione completa di tutto ciò che si trova dentro e fuori questo tempio di Dio.

Il versetto sulla verità affronta direttamente l’Università di Harvard con il suo allora nuovo motto Veritas. Dico «nuovo» perché, a quanto pare, da poco dopo la fondazione di Harvard fino a circa il 1880, si intendeva che il suo motto fosse un’espressione religiosa: sia In Christi Gloriam («alla gloria di Cristo») sia Christo et Ecclesiae («a Cristo e alla sua Chiesa»). Ma nel XIX secolo fu scoperto «Veritas» in alcuni registri antichi e finì per soppiantare le formulazioni precedenti (sebbene si usassero anche forme combinate).

Quando padre Ryan collocò «colonna e fondamento della verità» sopra la porta di San Paolo, Harvard proclamava già da una generazione la «verità» senza Cristo e senza la Chiesa. L’iscrizione risponde: la verità ha bisogno di un pilastro, anche per un’università.

I lettori che abbiano visitato San Paolo resteranno sorpresi nel sapere che, quando fu progettata la chiesa, si intendeva che fosse orientata direttamente verso l’università, testimoniando la verità cattolica in modo piuttosto audace. Non è forse l’edificio, piuttosto, nascosto dietro un alto edificio di appartamenti (Longfellow Court)?

In realtà, quell’edificio sorse poco dopo l’inizio della costruzione della chiesa e fu completato nel 1930. Ho sentito i vecchi del posto riferirsi a quegli appartamenti come al «blocco del rancore». Se il rancore era l’intenzione, l’architettura stessa è come un assedio e un controassedio medievale. Fu imposto un blocco di cemento per tappare quel «libro di pietra».

L’altro grande esempio è la Cattedrale della Maddalena a Salt Lake City, costruita all’incirca nella stessa epoca di San Paolo (1900-1909) e consacrata dal cardinale James Gibbons di Baltimora. Sorge su una collina lungo South Temple, a un chilometro dalla Piazza del Tempio mormone. Sulla parete del suo transetto reca un insegnamento di San Paolo, rivolto a coloro che sostengono che l’angelo Moroni consegnò un nuovo Libro di Mormon: «Ma anche se noi stessi o un angelo del cielo vi annunciasse un vangelo diverso da quello che vi abbiamo annunciato, sia anatema!». (Galati 1:8).

Ma se questa cattedrale è un libro di pietra, è un libro illustrato, che insegna la verità attraverso la sua bellezza. Il suo esterno è romanico, costruito con una calda arenaria rosa dello Utah. Il suo interno è gotico: voltato, colorato e bagnato dalla luce delle vetrate di Monaco. Il suo interno originale, che era di un bianco liscio, fu trasformato attraverso successivi miglioramenti in qualcosa di simile a un manoscritto miniato medievale in tre dimensioni: murales dipinti che coprono le pareti e i soffitti; tocchi di colore ovunque; un retablo gotico spagnolo intagliato; e un altare e un fonte battesimale di onice di Carrara con mosaici di vetro. Le Stazioni della Via Crucis dipinte dall’artista dello Utah Roger Wilson fiancheggiano la navata.

Chiunque può entrare nell’edificio, meravigliarsi della sua bellezza, tracciare un confronto con il Tempio ed emettere un giudizio.

Queste generazioni che ci hanno preceduto non «costruirono meglio di quanto sapessero» (l’affermazione di Emerson in «Il Problema»): costruirono ciò che sapevano, mentre noi costruiamo peggio di quanto sappiamo.

È esagerato dire che questi cattolici solidi erano anche molto romani nel loro modo di costruire le chiese? La famosa colonnata di Bernini per San Pietro fu controversa nella sua epoca: i protestanti avrebbero potuto diffamare i cattolici per aver speso denaro in pompa invece di darlo ai poveri? Egli fu insistente:

Poiché la Chiesa di San Pietro è, per così dire, la madre di tutte le altre, deve avere un portico che esprima precisamente il fatto che essa, con le braccia materne aperte, accoglie i cattolici per confermarli nella loro fede, gli eretici per riunirli alla Chiesa e gli infedeli per illuminarli nella vera fede.

Questi cattolici costruirono con audacia e bellezza perché costruirono con Pietro, restando saldi sulla Roccia e fiduciosi nella verità.

Sull’autore

Michael Pakaluk, specialista in Aristotele e ordinario dell’Accademia Pontificia di San Tommaso d’Aquino, è professore di Economia Politica alla Busch School of Business della Catholic University of America. Vive a Hyattsville, Maryland, con la moglie Catherine, anch’essa docente alla Busch School, e i loro figli. La sua raccolta di saggi, The Shock of Holiness (Ignatius Press), è già disponibile. Il suo libro sull’amicizia cristiana, The Company We Keep, è già disponibile presso Scepter Press. È stato collaboratore di Natural Law: Five Views, pubblicato da Zondervan a maggio scorso, e il suo libro più recente sui Vangeli è stato pubblicato da Regnery Gateway a marzo, Be Good Bankers: The Economic Interpretation of Matthew’s Gospel. Può seguirlo su Substack a Michael Pakaluk.

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