A 39 anni, María Montserrat Alvarado è diventata uno degli appuntamenti più commentati del pontificato di Leone XIV. Mentre alcuni media progressisti la presentano come una figura «ultraconservatrice» e critica verso Francesco per il suo percorso alla guida di EWTN News, altri sottolineano proprio ciò che spiega la sua ascesa: una solida esperienza nella difesa della libertà religiosa, un’ampia carriera nella gestione di media cattolici internazionali e una reputazione costruita nel corso degli anni in alcune delle istituzioni più influenti del cattolicesimo statunitense.
Messicana di nascita, statunitense per adozione e futura prefetta del Dicastero per la Comunicazione a partire dal prossimo 1° novembre, Alvarado arriva in Vaticano con la sfida di coordinare l’intera struttura comunicativa della Santa Sede per guidare una delle aree più strategiche della Curia romana.
Un percorso costruito nella difesa della libertà religiosa
Nata a Città del Messico, Alvarado ha studiato alla Florida International University e alla George Washington University. Per oltre un decennio ha sviluppato la sua carriera al Becket Fund for Religious Liberty, una delle organizzazioni più prestigiose degli Stati Uniti dedicata alla difesa della libertà religiosa e della libertà di coscienza.
Parla spagnolo, inglese e francese. Tra il 2009 e il 2023 ha ricoperto vari incarichi di responsabilità in questa istituzione, partecipando a iniziative volte a proteggere i diritti dei credenti, delle comunità religiose e delle istituzioni cattoliche di fronte a normative considerate lesive per le loro convinzioni.
Il suo passaggio al Becket le ha permesso di acquisire esperienza in ambito giuridico, istituzionale e comunicativo, oltre a consolidare una reputazione di professionista rigorosa e impegnata nella difesa della dignità umana e delle libertà fondamentali. Questo percorso è stato riassunto dal The Wall Street Journal, che l’ha definita «una difensore di tutte le religioni in prima linea nelle guerre culturali degli Stati Uniti».
L’esecutiva che ha consolidato la crescita di EWTN News
Nel 2023 è stata nominata presidente e direttrice operativa di EWTN News, la divisione informativa di Eternal Word Television Network, la rete di comunicazione fondata da Madre Angelica e considerata il più grande gruppo mediatico cattolico del mondo.
Da questa posizione ha diretto una complessa struttura internazionale che produce contenuti in sette lingue attraverso televisione, radio, stampa, media digitali e social network.
La sua gestione è stata particolarmente apprezzata per la capacità di integrare diversi formati di comunicazione e per l’impegno a rafforzare la presenza cattolica nell’ambito digitale, una delle grandi sfide che l’evangelizzazione affronta attualmente.
Dopo la notizia della sua nomina, EWTN ha sottolineato proprio il suo impegno per una comunicazione centrata su «proclamare la verità di Gesù Cristo e gli insegnamenti della sua Chiesa con chiarezza, fedeltà e carità».
Un dicastero creato da Francesco nel 2015
Alvarado sostituirà Paolo Ruffini, che ha diretto il Dicastero per la Comunicazione dal 2018 e che ha raggiunto l’età della pensione.
Nelle sue prime dichiarazioni dopo la notizia, la futura prefetta ha assicurato di aver ricevuto la nomina «con profonda gratitudine, umiltà e fiducia nel Signore» e ha espresso il desiderio di servire il Santo Padre agli inizi del suo pontificato.
Ha inoltre ringraziato il lavoro svolto da Ruffini ed espresso la volontà di continuare a rafforzare il dicastero affinché continui a servire la Chiesa nella sua missione di comunicare Cristo al mondo.
Può una donna dirigere questo dicastero?
La designazione di Montserrat Alvarado ha generato anche dubbi su una questione canonica che era già emersa in altri recenti incarichi all’interno della Curia romana. Tuttavia, in questo caso non esiste alcun problema giuridico né dottrinale, poiché il Dicastero per la Comunicazione non esercita potestà di regime o di giurisdizione, cioè non svolge funzioni che implicano l’esercizio di un’autorità propria del governo ecclesiastico.
Sebbene il canone 129 stabilisca che coloro che hanno ricevuto l’ordine sacro sono i soggetti idonei a esercitare la potestà di regime, aggiunge espressamente che «nell’esercizio di tale potestà, i fedeli laici possono cooperare secondo il diritto». Per questo motivo, la nomina di Alvarado non presenta alcuna difficoltà canonica e pone l’attenzione su ciò che è veramente rilevante: la sua preparazione, esperienza e contesto professionale.
Una nomina carica di simbolismo
La scelta di Montserrat Alvarado possiede inoltre una dimensione simbolica che non può essere trascurata.
La futura prefetta proviene da EWTN, un’istituzione che per anni ha mantenuto una linea editoriale frequentemente critica verso alcune decisioni e orientamenti del pontificato di Francesco; differenze che sono diventate pubbliche in diverse occasioni.
Nel 2021, lo stesso Francesco ha alluso a una «grande rete televisiva cattolica» che, secondo quanto ha affermato, parlava continuamente male di lui. Sebbene non abbia menzionato espressamente EWTN, non servivano ulteriori riferimenti per riconoscere la rete fondata da Madre Angelica. In quell’occasione, il Pontefice è arrivato persino ad affermare che quegli attacchi erano «opera del diavolo».
Ciò che infastidisce alcuni settori
Catalogata come ultraconservatrice e contraria a Papa Francesco dai media più progressisti, ha generato una reazione che ha messo in evidenza la portata di questa decisione. Alcuni di essi hanno riconosciuto apertamente la difficoltà di accettare una nomina che combina due elementi che non si aspettavano di trovare uniti: la promozione di una donna a uno degli incarichi più importanti della Curia e l’arrivo al posto di una dirigente identificata con una visione chiaramente conservatrice e critica nella difesa della libertà religiosa e della fedeltà dottrinale.
Il disagio è significativo perché rivela che il dibattito non ruota realmente attorno alla presenza femminile nelle responsabilità di governo, ma sul profilo concreto della persona scelta.
Una nuova fase per la comunicazione vaticana
La responsabilità che Alvarado assumerà il prossimo novembre sarà enorme. Sulle sue spalle ricadrà il coordinamento di tutta la macchina comunicativa della Santa Sede in un’epoca segnata dall’accelerazione tecnologica, dai social network e dalla crescente frammentazione dell’ecosistema informativo.