Il 18 ottobre 2026 la Chiesa celebra il centenario della Giornata Mondiale delle Missioni (Domund). Nel 1926 papa Pio XI istituì la giornata, su proposta delle Opere Missionarie Pontificie, affinché tutta la Chiesa assumesse la responsabilità di sostenere l’evangelizzazione nei territori di missione.
L’origine remota risale alla beata Pauline Jaricot e all’Opera della Propagazione della Fede fondata a Lione nel 1822. Un secolo dopo, il motto scelto da Leone XIV, “Uno in Cristo, uniti nella missione”, invita a un’unità reale proprio quando le cifre mostrano una mappa del cristianesimo radicalmente diversa rispetto al 1926.
Secondo i dati delle Opere Missionarie, in cento anni il numero delle diocesi nei territori di missione si è moltiplicato per quattro; i cattolici in quelle circoscrizioni sono passati da 9,6 milioni a circa 347 milioni; sono stati battezzati circa 9.000 nuovi cattolici al giorno e sono state costruite una parrocchia e tre scuole ogni giorno. Le offerte del Domund sostengono oggi più di 1.130 circoscrizioni ecclesiastiche dipendenti dal Dicastero per l’Evangelizzazione. Lo stesso Leone XIV, che ha servito come missionario in Perù, ha ricordato che quelle preghiere e donazioni hanno dato frutto nella sua stessa vita.
Tuttavia, il panorama globale del cristianesimo, secondo il rapporto Status of Global Christianity 2026, pubblicato sul sito worldchristiandatabase.org obbliga a sfumare questi dati rispetto ad altre religioni e tradizioni cristiane. Nel 2026 i cristiani ammontano a circa 2.674 milioni (32,2 % della popolazione mondiale). Di questi, i cattolici si aggirano intorno a 1.279 milioni, come la tradizione più numerosa, seguiti da pentecostali-carismatici (676 milioni), protestanti (638 milioni), evangelici (424 milioni) e ortodossi (293 milioni). Il 69 % dei cristiani vive in paesi in via di sviluppo e del terzo mondo, le cosiddette nazioni del sud globale. I musulmani raggiungono 2.105 milioni e crescono a un ritmo superiore (1,57 % annuo rispetto allo 0,95 % dei cristiani).
Le proiezioni al 2075 sono interessanti e degne di attenzione. La popolazione mondiale si avvicinerebbe ai 10.250 milioni. I cristiani arriverebbero a circa 3.676 milioni (35,9 %), mentre i musulmani si situerebbero intorno a 3.423 milioni. All’interno del cristianesimo, i cattolici crescerebbero fino a circa 1.517 milioni, un ritmo (0,56 % annuo) chiaramente inferiore a quello dei pentecostali-carismatici (verso 1.138 milioni) e degli evangelici. Il sud globale concentrerebbe l’82 % dei cristiani.
Nel campo delle risorse, le donazioni a cause cristiane sono passate da 8.000 milioni di dollari nel 1900 a 1.081.000 milioni nel 2026, con una proiezione di 1.600.000 milioni nel 2075. Tuttavia, lo stesso studio stima intorno a 70.000 milioni di dollari annui persi per “reati ecclesiastici” all’interno delle chiese, tra cui frodi, distrazioni di fondi, malversazioni di risorse o furti patrimoniali.
Inoltre, una proporzione molto elevata della generosità globale continua a essere concentrata nel Nord, mentre le Chiese giovani del Sud, che rappresentano già la maggioranza dei fedeli e delle vocazioni, dipendono in gran parte da trasferimenti dalle nazioni cristiane ricche. Il Domund canalizza una frazione importante di questa solidarietà, ma non può nascondere l’asimmetria strutturale e anche in questo c’è un debito, quello della trasparenza, particolarmente in Messico quando i fedeli non conoscono quali siano i risultati delle collette annuali per il Domund in ogni parrocchia e diocesi.
Il centenario obbliga a una lettura critica. Mentre l’Africa e parti dell’Asia producono martiri, vocazioni e crescita, Europa e Nordamerica registrano declini continui. Il cattolicesimo mantiene il primato numerico all’interno del cristianesimo, ma perde terreno di fronte ai movimenti pentecostali e carismatici di crescita più rapida e di fronte all’islam.
La Giornata Mondiale delle Missioni è stata, per un secolo, uno strumento efficace di solidarietà. I dati del 2026 e le proiezioni al 2075 mostrano che il compito non è concluso e l’annuncio del Vangelo è attuale. Il Domund 100 è l’esigenza di rendere conto di ciò che significa realmente essere “uno in Cristo, uniti nella missione” quando il centro di gravità non è più dove è stato per secoli e il cattolicesimo affronta sfide particolari che continuano a configurarlo.