Roma accoglie Li Shan, presidente dell'Associazione Patriótica cinese in un congresso sui vescovi cinesi

Parolin ha inaugurato all'Urbaniana il congresso per il centenario dei primi sei vescovi cinesi, con due prelati del sistema ufficiale e senza menzione dei vescovi clandestini

Roma accoglie Li Shan, presidente dell'Associazione Patriótica cinese in un congresso sui vescovi cinesi
El arzobispo Li Shan con los cardenales Chow y Tong durante la misa en la catedral de Honk Kong, 15 de noviembre de 2023 (Kung Kao Po)

Il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato, ha inaugurato il 5 novembre alla Pontificia Università Urbaniana di Roma il congresso «Il volto della Chiesa universale in Cina», organizzato dall’agenzia Fides in occasione del centenario della consacrazione dei primi sei vescovi cinesi da parte di Pio XI nel 1926. Tra i relatori figuravano il vescovo di Pechino, Joseph Li Shan, che presiede l’Associazione Patriottica Cattolica Cinese, e quello di Haimen, Ignatius Ding Zuyao, consacrato il 15 ottobre. Leone XIV ha inviato un videomessaggio, secondo quanto riferisce Vatican News.

Parolin: i protagonisti sono i cattolici cinesi

Nel suo intervento, Parolin ha sostenuto che «il tema centrale sono i cattolici cinesi, soprattutto i loro vescovi», e secondo il testo diffuso da Fides ha definito la comunione tra il Papa e i vescovi cinesi come la «direttrice fondamentale» dell’azione della Santa Sede verso la Cina. Il cardinale ha ripercorso l’impulso di Pio XI e l’Accordo provvisorio del 2018 sulla nomina dei vescovi, e ha citato le parole di Francesco sul desiderio dei cattolici cinesi di vivere la loro fede «in piena comunione con la Chiesa universale».

Il cardinale Stephen Chow, gesuita e arcivescovo di Hong Kong, ha parlato di inculturazione e ha difeso «l’individuazione di punti in comune per superare le differenze». Li Shan ha affrontato l’evangelizzazione di Matteo Ricci, il Concilio Sinense di Shanghai e le attuali sfide morali, mentre il programma di Fides ha collocato l’intervento di Ding Zuyao nel pomeriggio e le conclusioni nelle mani del cardinale Luis Antonio Tagle.

Due invitati legati alle strutture ufficiali

Li Shan, arcivescovo di Pechino dal 2007, è stato eletto presidente dell’Associazione Patriottica nell’agosto 2022, nel X Congresso Nazionale del Cattolicesimo in Cina tenutosi a Wuhan, ed è vicepresidente della Conferenza dei Vescovi Cinesi dal 2016. Il suo profilo biografico riporta inoltre che nel 2018 ha fatto parte del Comitato per gli Affari Etnici e Religiosi della XIII Conferenza Consultiva Politica del Popolo Cinese, organo del sistema politico del regime. L’Associazione Patriottica è sotto il controllo del Dipartimento del Fronte Unito del Partito Comunista Cinese, e Benedetto XVI aveva dichiarato incompatibile con la dottrina cattolica il principio di una Chiesa indipendente dalla Santa Sede.

Ding Zuyao, 40 anni, è il diciannovesimo vescovo ordinato nell’ambito dell’Accordo provvisorio. È stato consacrato a Nantong alla guida di una diocesi vacante dal 2023, quando le autorità hanno trasferito a Shanghai il suo predecessore, Joseph Shen Bin. L’Associazione Patriottica ha comunicato che era stato eletto il 14 maggio, e Leone XIV lo ha nominato il 24 agosto. Haimen ha un forte valore simbolico, perché il suo primo vescovo, Simone Zhu Kaimin, è stato uno dei sei consacrati da Pio XI.

I vescovi fedeli che non erano sul palco

Secondo il testo di Parolin diffuso da Fides, il discorso non menziona i vescovi clandestini né i martiri. La loro assenza contrasta con il centenario che si commemorava. Il cardinale Ignatius Kung Pin-mei, vescovo di Shanghai, ha trascorso trent’anni in carcere per essersi rifiutato di rinnegare la sua fedeltà al Papa ed è morto negli Stati Uniti nel 2000. Il suo successore clandestino, Joseph Fan Zhongliang, è stato detenuto nel 1955, ha svolto lavori forzati nel Qinghai ed è deceduto nel 2014. Shi Enxiang, vescovo di Yixian, è stato arrestato il Venerdì Santo del 2001 ed è morto sotto custodia a 94 anni senza che la sua famiglia sapesse dove si trovasse. Un rapporto del 2024 dell’Hudson Institute, firmato da Nina Shea, riferisce che Su Zhimin, vescovo di Baoding, è detenuto segretamente dal 1997.

L’Accordo, il cui testo non è mai stato pubblicato, è stato rinnovato nel 2020, 2022 e 2024 ed è valido fino a ottobre 2028. InfoVaticana ha già riferito che Gallagher riconosce i difetti dell’accordo con la Cina e dell’elevazione all’episcopato di dirigenti del Consiglio dei Vescovi, organismo che il Vaticano non riconosce.

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