Wilmer, presidente dei vescovi tedeschi: «Non vogliamo un cammino specificamente tedesco che ci allontani dalla Chiesa universale»

Il vescovo di Münster ha chiesto a Salisburgo ai presidenti delle conferenze episcopali europee di andare avanti «in piena comunione con il Santo Padre» e fedeli al Magistero

Wilmer, presidente dei vescovi tedeschi: «Non vogliamo un cammino specificamente tedesco che ci allontani dalla Chiesa universale»
Mons. Heiner Wilmer, presidente de la Conferencia Episcopal Alemana

Heiner Wilmer, vescovo di Münster e presidente della Conferenza Episcopale Tedesca, ha assicurato il 30 ottobre scorso a Salisburgo che i vescovi tedeschi vogliono percorrere il loro cammino «come Chiesa cattolica, in piena comunione con il Santo Padre e in fedeltà al Magistero della Chiesa». Lo ha detto in un intervento durante l’assemblea plenaria del Consiglio delle Conferenze Episcopali Europee (CCEE), il cui testo ha pubblicato la rivista Communio il 2 novembre.

Nel suo discorso, Wilmer ha elencato tre criteri per i prossimi passi della Chiesa in Germania. Il primo è che ogni decisione rispetti pienamente il diritto canonico e l’ordine ecclesiale; il secondo, che le riflessioni e le iniziative si sviluppino in dialogo stretto con Roma; e il terzo, quello che ha concentrato l’attenzione: «Wir wollen keinen spezifisch deutschen Weg, der uns von der Weltkirche entfernt», cioè «non vogliamo un cammino specificamente tedesco che ci allontani dalla Chiesa universale».

Un riconoscimento delle preoccupazioni di Roma e di altri episcopati

Il presidente dei vescovi tedeschi ha ammesso davanti ai suoi colleghi europei che esistono inquietudini nei Paesi vicini e nella Santa Sede riguardo all’orientamento della Chiesa in Germania, e ha affermato che vuole prenderle sul serio. In questo senso, ha ricordato che l’origine del processo di riforme è stata la ferita aperta dai casi di abusi sessuali e di abuso di potere all’interno della Chiesa.

Wilmer ha riconosciuto inoltre la perdita di fiducia dei fedeli. «Dobbiamo riconoscere con umiltà che molte persone hanno perso la fiducia in noi», ha sostenuto. A suo giudizio, il Cammino Sinodale nella sua forma originale si è concluso, e ciò che deve seguire è, secondo lui, un processo di conversione, responsabilità e rinnovamento.

Il tono della gerarchia tedesca sotto Leone XIV

Le parole di Wilmer arrivano in un momento in cui la Santa Sede ha mostrato riserve sulla cosiddetta Conferenza Sinodale, l’organo con cui l’episcopato tedesco e i laici intendevano dare continuità al Cammino Sinodale. Lo stesso Wilmer, eletto presidente della Conferenza Episcopale a febbraio di quest’anno, aveva già accettato in altre occasioni che era corretto accogliere le obiezioni di Roma, come ha riferito InfoVaticana a proposito del suo bilancio dell’incontro di Roma su Amoris laetitia.

Tra i vescovi di altri Paesi, l’orientamento tedesco ha suscitato domande aperte. Due vescovi ausiliari tedeschi hanno ammesso qualche settimana fa che, durante il corso per nuovi vescovi tenutosi a Roma, alcuni colleghi hanno chiesto loro se ciò che accade in Germania «sia ancora cattolico».

L’intervento di Salisburgo, pronunciato davanti ai presidenti delle conferenze episcopali di tutto il continente, offre così l’esposizione più esplicita di Wilmer sul rapporto tra il cammino tedesco e la Chiesa universale da quando presiede l’episcopato del suo Paese.

Aiuta Infovaticana a continuare a informare