Il vescovo di Limburgo ed ex presidente della Conferenza Episcopale Tedesca, Georg Bätzing, ha messo pubblicamente in discussione le parole di Leone XIV sull’origine degli abusi sessuali nella Chiesa. In un «Standpunkt» pubblicato il 3 novembre sul sito della sua diocesi, Bätzing afferma che le dichiarazioni del Papa durante il volo di ritorno dalla Francia lo hanno preoccupato e chiede un chiarimento che ritiene urgente.
«Un problema umano», secondo il Papa
L’origine della polemica risale alla conferenza stampa che Leone XIV ha tenuto a bordo dell’aereo che lo ha portato da Metz a Roma il 28 settembre, della quale ha riferito InfoVaticana. Un giornalista gli ha chiesto se fosse vero, come avevano dichiarato ai media le vittime con cui si era incontrato a Lourdes, che aveva riconosciuto la natura sistemica degli abusi. Secondo la trascrizione della Santa Sede, il Papa ha risposto che diverse delle sette vittime avevano parlato di abuso sistemico, ma che lui preferiva un’altra formulazione.
Leone XIV ha spiegato che nel suo colloquio con loro aveva affermato che certe organizzazioni all’interno della Chiesa avevano agito talvolta come sistemi abusivi, e ha aggiunto che l’abuso sessuale è «innanzitutto un problema umano». L’incontro con le vittime è stato anche argomento di questo sito.
Bätzing: «Insufficiente» e «molto problematico»
Nel suo testo, Bätzing scrive che queste parole lo preoccupano e che considera «insufficiente» l’affermazione secondo cui l’abuso sia innanzitutto un problema umano. Ammette di non voler attribuire al Papa l’intenzione di rifiutare in blocco la conoscenza scientifica e riconosce che Leone XIV ha sottolineato la ferita particolare delle vittime e la responsabilità della Chiesa. Proprio per questo, dice, desidera da lui «un riconoscimento altrettanto chiaro delle cause sistemiche».
Il vescovo pone inoltre una domanda diretta al Pontefice: se ammette che non solo persone e organizzazioni concrete, ma anche strutture specifiche della Chiesa cattolica hanno favorito gli abusi e la loro copertura. Ricorda che lo studio MHG del 2018 ha identificato fattori di rischio propri dell’ambiente ecclesiale, tra cui il clericalismo, le relazioni di potere asimmetriche, l’esaltazione sacrale dell’autorità sacerdotale e un trattamento tabù della sessualità e dell’orientamento sessuale. Sostiene che riconoscere le cause sistemiche non è una peculiarità del dibattito tedesco e avverte che relativizzarle comporterebbe un grave passo indietro.
Difesa del Cammino Sinodale e rimprovero alla Curia
Bätzing approfitta del testo per difendere il Cammino Sinodale, del quale afferma che ha dato «un contributo essenziale» nel porre il potere, la responsabilità e il controllo al centro della riforma. Menziona anche il progetto diocesano «Betroffene hören – Missbrauch verhindern». Su Roma afferma: «Riguardo alla Curia romana, finora vedo ancora molto poco del cambiamento culturale di fondo di cui abbiamo bisogno».
Nello stesso scritto affronta l’omosessualità nel clero. A suo giudizio, il fattore di rischio non è l’orientamento omosessuale dei sacerdoti, bensì la sua tabùizzazione, che secondo lui può favorire dipendenze e una cultura del silenzio. Bätzing ha presieduto l’episcopato tedesco fino a febbraio di quest’anno e rimane alla guida della diocesi di Limburgo, una di quelle che, come ha riferito InfoVaticana, applicano il manuale delle benedizioni alle coppie dello stesso sesso nonostante il rifiuto di Roma.