La visita di circa un centinaio di religiose cattoliche a un monastero buddista in Vietnam ha suscitato un dibattito tra i fedeli del Paese dopo la diffusione di immagini delle suore che partecipavano a pratiche religiose tipiche del buddismo. L’incontro, tenutosi lo scorso 26 ottobre a Ho Chi Minh, ha ricevuto critiche da parte di un sacerdote redentorista, che ricorda come determinati gesti compiuti durante la giornata siano incompatibili con la fede cattolica.
Secondo ha riferito UCA News, le religiose appartengono all’Istituto Teologico delle Inter-Congregazioni delle Amanti della Santa Croce e hanno visitato il monastero Minh Dang Quang per conoscere gli insegnamenti buddisti e partecipare a una giornata di avvicinamento a questa tradizione religiosa.
Durante la visita, le suore hanno ricevuto spiegazioni sui principi fondamentali delle preghiere buddiste e hanno praticato la meditazione seduta. La controversia è sorta dopo che hanno iniziato a circolare su internet fotografie dell’attività, che hanno suscitato interrogativi sull’entità della partecipazione delle religiose ai riti di un’altra religione.
Un sacerdote redentorista mette in discussione i gesti di culto davanti a Buddha
Padre Peter Nguyen Van Khai, sacerdote redentorista vietnamita, ha messo pubblicamente in discussione la partecipazione delle religiose a determinati atti compiuti durante la visita.
Secondo UCA News, il sacerdote considera particolarmente problematico che le suore abbiano offerto incenso e pregato davanti a una statua di Buddha, gesti che, a suo giudizio, non possono essere equiparati a una semplice attività di conoscenza o dialogo interreligioso.
«Le buone intenzioni soggettive non bastano a giustificare un’azione che è oggettivamente incompatibile con la fede», ha affermato il religioso.
Per padre Nguyen Van Khai, la questione non risiede nel fatto che le religiose abbiano visitato un monastero buddista o ricevuto informazioni sulle sue credenze, bensì nella loro partecipazione a pratiche che possono avere un significato religioso e cultuale.
Le sue dichiarazioni hanno contribuito ad aprire una discussione tra i cattolici vietnamiti sulla differenza tra il rispetto verso altre tradizioni religiose e la partecipazione attiva alle loro cerimonie.
Il dialogo interreligioso e i limiti della partecipazione ad altri culti
La Chiesa cattolica riconosce l’importanza del dialogo con i seguaci di altre religioni. La dichiarazione conciliare Nostra aetate, promulgata da san Paolo VI nel 1965, incoraggia i cattolici a riconoscere e rispettare i valori spirituali e morali presenti in altre tradizioni.
Il documento si riferisce espressamente al buddismo e indica che la Chiesa non rifiuta quanto c’è di vero e santo nelle altre religioni. Allo stesso tempo, riafferma che la Chiesa annuncia Gesù Cristo come «la via, la verità e la vita».
Questa distinzione si trova al centro della controversia sorta in Vietnam. Mentre la conoscenza delle credenze buddiste può far parte di un’attività formativa o di dialogo, la partecipazione ad atti di culto pone questioni diverse dal punto di vista della dottrina cattolica.
Il dibattito si è concentrato soprattutto sull’offerta di incenso e sulla preghiera davanti a un’immagine di Buddha, pratiche che il sacerdote redentorista considera incompatibili con la professione della fede cristiana.
Un monastero di riferimento per il buddismo vietnamita
La visita si è svolta nel monastero Minh Dang Quang, situato nel distretto di Thủ Đức, a Ho Chi Minh. Il complesso è un importante centro di formazione e pratica buddista e costituisce il tempio centrale dell’ordine Khất sĩ, una tradizione religiosa vietnamita.
Le religiose che hanno partecipato all’attività appartengono all’ambiente formativo delle Amante della Santa Croce, una famiglia di congregazioni femminili con una lunga presenza in Vietnam.
La sua origine risale al 1670, quando il vescovo missionario Pierre Lambert de la Motte promosse la fondazione di questa comunità religiosa, che svolse un ruolo importante nello sviluppo della vita consacrata femminile nel Paese.
Un altro dibattito sul buddismo e la formazione cattolica
La polemica vietnamita si verifica pochi giorni dopo la conoscenza di un’altra iniziativa legata all’avvicinamento al buddismo da parte di istituzioni cattoliche.
In Italia, l’arcidiocesi di Milano ha incluso un corso online sul buddismo tra le attività di preparazione per la Giornata Mondiale della Gioventù del 2027.
Sebbene si tratti di iniziative diverse, entrambe hanno suscitato interrogativi sulla formazione religiosa e sui limiti del dialogo interreligioso.
Nel caso del Vietnam, le critiche sono dirette specificamente alla partecipazione delle religiose a gesti di carattere cultuale. La controversia rimane aperta dopo la diffusione delle immagini e le dichiarazioni di padre Nguyen Van Khai.