Zuppi presenta undici schede sull'islam per la lezione di Religione

La CEI e il Pontificio Istituto di Studi Arabi e d’Islamologia offrono a docenti e alunni un materiale elaborato con studiosi musulmani; Viganò lo critica duramente

Zuppi presenta undici schede sull'islam per la lezione di Religione

Il cardinale Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Conferenza Episcopale Italiana (CEI), ha presentato mercoledì 21 ottobre le «Schede per conoscere l’islam», una raccolta di undici documenti elaborati congiuntamente da specialisti cattolici e musulmani per l’utilizzo in ambito scolastico, in particolare nell’insegnamento della Religione cattolica. L’iniziativa ha suscitato critiche per il contenuto dei materiali e per il ruolo che devono occupare altre religioni in una materia di carattere confessionale.

L’evento si è tenuto nel Palazzo Borromeo, sede dell’Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede, ed è stato organizzato dall’ambasciata stessa, dalla CEI e dal Pontificio Istituto di Studi Arabi e d’Islamologia (PISAI). Hanno partecipato rappresentanti di diverse organizzazioni islamiche presenti in Italia, oltre ai responsabili degli organismi ecclesiastici coinvolti nel progetto.

Undici schede redatte congiuntamente da cristiani e musulmani

La raccolta pubblicata dalla CEI e dal PISAI affronta la storia dell’islam, le sue credenze, il Corano, la figura di Maometto, le pratiche religiose, la comunità musulmana e la spiritualità islamica. Include anche una sezione sulle convergenze e divergenze tra cristianesimo e islam, un’altra dedicata alla presenza musulmana in Italia e un’ultima sul dialogo interreligioso.

I materiali sono stati preparati da un team formato da rappresentanti di entrambe le religioni. Durante la presentazione, don Valentino Cottini, già decano del PISAI, ha spiegato che il gruppo di lavoro era composto in modo paritario da cristiani e musulmani, che hanno discusso le loro differenze fino a raggiungere una redazione condivisa.

L’iniziativa ha visto la partecipazione di tre organismi della Conferenza Episcopale Italiana: l’Ufficio Nazionale per l’Ecumenismo e il Dialogo Interreligioso, l’Ufficio Nazionale per l’Educazione, la Scuola e l’Università e il Servizio Nazionale per l’Insegnamento della Religione Cattolica, oltre al PISAI.

Le schede non sono nuove. Sono state presentate per la prima volta il 10 novembre 2025 al PISAI e da allora sono disponibili in italiano e in inglese. La CEI le ha messe a disposizione anche degli autori di libri di testo di Religione cattolica e dei responsabili della formazione degli insegnanti.

Il progetto costituisce una seconda fase di un’iniziativa che aveva già elaborato materiali analoghi sul giudaismo.

Zuppi: «Il futuro è il dialogo»

Durante il suo intervento, Zuppi ha difeso la necessità di conoscere l’islam per superare i pregiudizi e favorire la convivenza. Il presidente della CEI ha affermato che in Italia esiste «una notevole ignoranza» su questa religione e ha sostenuto che il lavoro svolto da cristiani e musulmani permette di raggiungere una conoscenza condivisa.

Per il cardinale, le schede rappresentano «l’esatto contrario dello scontro di civiltà». Ha inoltre criticato alcuni titoli di stampa, che ha definito «pericolosi, pericolosi di islamofobia».

«Il futuro è il dialogo», ha affermato Zuppi, che ha assicurato che conoscere altre religioni non significa rinunciare alle radici cristiane dell’Italia, ma può contribuire a comprenderle meglio.

L’arcivescovo di Bologna ha ricordato inoltre la sua esperienza come insegnante di Religione cattolica e ha sottolineato che una delle indicazioni ricevute allora era che la materia non doveva trasformarsi in catechesi. In questo senso, ha fatto riferimento a una recente nota della CEI che presenta l’insegnamento religioso come uno spazio di cultura e dialogo.

Il cardinale ha collegato la pubblicazione di questi materiali allo spirito dell’incontro interreligioso di Assisi convocato da Giovanni Paolo II nel 1986, il cui quarantesimo anniversario si commemora quest’anno. Ha inoltre chiesto una condanna inequivocabile della violenza accompagnata da una proposta educativa.

All’incontro sono intervenuti l’ambasciatore italiano presso la Santa Sede, Francesco Di Nitto; il vescovo ausiliare di Napoli, Gaetano Castello; e il decano del PISAI, Wasim Salman. Hanno partecipato anche rappresentanti dell’Unione delle Comunità Islamiche d’Italia (UCOII), della Comunità Religiosa Islamica Italiana (CoReIs), della Confederazione Islamica Italiana e dell’Istituto Tevere.

Critiche al contenuto delle schede e all’identità dell’insegnamento cattolico

La presentazione delle schede ha provocato critiche per l’approccio dei contenuti e, soprattutto, per la loro destinazione: le lezioni di Religione cattolica. La questione non è tanto che gli alunni conoscano altre religioni, cosa che fa già parte dell’insegnamento religioso, quanto il posto che occupa la fede cattolica quando i materiali destinati ai suoi insegnanti vengono elaborati mediante una redazione condivisa con rappresentanti di un’altra confessione.

Riccardo Cascioli, direttore de La Nuova Bussola Quotidiana, ha contestato l’immagine dell’islam offerta dai documenti, a suo giudizio troppo favorevole e poco attenta a realtà come il fondamentalismo religioso e la situazione dei cristiani in numerosi paesi a maggioranza musulmana. Ha inoltre avvertito del rischio che l’insegnamento della Religione cattolica finisca per trasformarsi in un insegnamento generale sulle diverse religioni, perdendo progressivamente il suo carattere proprio.

In Italia, l’insegnamento della Religione cattolica nelle scuole pubbliche è regolato dagli accordi tra lo Stato e la Chiesa. Il suo contenuto non si limita alla catechesi, ma non si identifica nemmeno con una materia di religioni comparate: conserva un’identità legata alla conoscenza della dottrina e della tradizione cattoliche. Da qui le obiezioni alla procedura scelta per elaborare questi materiali e ai criteri utilizzati per raggiungere una redazione condivisa tra cristiani e musulmani.

L’arcivescovo Carlo Maria Viganò ha criticato l’iniziativa anche sul social network X. «La Chiesa di Zuppi non evangelizza più. Si scusa per esistere. Chiede il permesso», ha scritto, contrapponendo la presentazione delle schede sull’islam alla situazione delle parrocchie italiane e al calo della partecipazione religiosa.

Non è la prima volta che i gesti di avvicinamento di Zuppi all’islam suscitano polemiche. A marzo, il presidente della CEI ha partecipato a una cena per la rottura del digiuno del Ramadan a Bologna, mentre esprimeva anche la sua preoccupazione per la mancanza di bambini iscritti alla catechesi di diverse parrocchie del centro della città.

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