Il liturgista italiano Andrea Grillo, professore del Pontificio Ateneo Sant’Anselmo e uno dei nomi più associati alla difesa di Traditionis custodes, ha risposto duramente all’arcivescovo di San Francisco, Salvatore Cordileone. In un articolo pubblicato sul portale italiano SettimanaNews con il titolo «Cordileone: arcivescovo nostalgico e scismatico?», Grillo sostiene che il prelato statunitense utilizza, «senza rendersene conto», argomenti scismatici.
Quanto ha detto Cordileone
L’origine della polemica è l’intervista che Cordileone ha concesso a Tribune Chrétienne, di cui InfoVaticana ha dato conto il 10 ottobre scorso. In essa, l’arcivescovo ha affermato che «c’era più unità nella Chiesa con Summorum Pontificum» che con il regime attuale. Secondo il riassunto fatto dallo stesso Grillo, Cordileone ha sostenuto inoltre che i giovani cercano i valori immutabili del cattolicesimo e che il dialogo con la Fraternità San Pio X dovrebbe essere una via per superare le tensioni.
«Un’interpretazione scismatica dell’unità»
Grillo respinge questa lettura. A suo giudizio, la periodizzazione proposta da Cordileone —guerre liturgiche, pacificazione con gli indulti e con Summorum Pontificum, e ritorno al conflitto con Traditionis custodes— proviene da Lefebvre. Il liturgista sostiene che con il motu proprio di Benedetto XVI «il progetto di Lefebvre è assunto come regola della Chiesa» e che il periodo di maggiore conflitto è stato proprio quello che va dal 2007 al 2021.
«Si tratta, a tutti gli effetti, di un’interpretazione scismatica dell’unità», scrive Grillo, che descrive Cordileone come «un arcivescovo che utilizza, senza rendersene conto, argomenti scismatici con il sorriso sulle labbra». Il liturgista definisce inoltre «falsa» e «irresponsabile» l’affermazione sulla maggiore unità sotto Summorum Pontificum, e difende che l’unica via di unità è la unica lex orandi del Novus Ordo che stabilisce Traditionis custodes.
Una settimana di alta tensione liturgica
La risposta di Grillo arriva in una settimana segnata dal dibattito sulla liturgia tradizionale. Il prefetto del Dicastero per il Culto Divino, il cardinale Arthur Roche, ha assicurato in un’intervista che Leone XIV non cambierà Traditionis custodes né tornerà a Summorum Pontificum, mentre mons. Athanasius Schneider ha difeso su The Catholic Herald che non si può continuare con il Novus Ordo né con le ambiguità del Vaticano II.
Le accuse di scisma formulate da Grillo sono, in ogni caso, una valutazione personale dell’autore e non un pronunciamento di alcuna istanza ecclesiastica.