Re si ritira e Tagle presiederà il Sacro Collegio

Re si ritira e Tagle presiederà il Sacro Collegio

Il cardinale Giovanni Battista Re, di 92 anni, ha cessato di essere decano del Collegio Cardinalizio. Leone XIV ha accettato le sue dimissioni e ha approvato, in data 8 ottobre, l’elezione del cardinale filippino Luis Antonio Tagle come suo successore. Lo ha comunicato questo venerdì la Sala Stampa della Santa Sede. Re diventa decano emerito e conserva la sede suburbicaria di Sabina-Poggio Mirteto; Tagle, di 69 anni, riceve il titolo di Ostia, riservato al decano, senza rinunciare a quello di Albano che lo stesso Leone XIV gli assegnò nel maggio 2025, lo stesso che Prevost aveva detenuto prima di essere eletto Papa.

La nomina sembra un avvicendamento di protocollo, ma ha conseguenze di enorme portata. Per la prima volta dal 2007, quando Angelo Sodano compì 80 anni, il decano del Sacro Collegio è un cardinale elettore. Se la sede rimanesse vacante prima che Tagle compia 80 anni, nel giugno 2037, sarebbe lui a entrare nella Cappella Sistina per dirigere il conclave.

Che cos’è il decano

Il canone 352 del Codice di Diritto Canonico lo definisce come colui che presiede il Collegio dei Cardinali, senza potestà di governo su di essi, come primus inter pares. Lo eleggono tra loro i cardinali dell’Ordine dei Vescovi e il Romano Pontefice approva l’elezione. Fino al 2019 la carica era a vita; Francesco, accettando le dimissioni di Angelo Sodano, la limitò con motu proprio a un quinquennio rinnovabile.

In tempo ordinario, il suo ruolo è quasi cerimoniale. Tutto cambia quando muore o rinuncia il Papa. Secondo la costituzione apostolica Universi Dominici Gregis, spetta al decano comunicare la morte del Pontefice al corpo diplomatico e ai capi di Stato, convocare i cardinali, presiedere le congregazioni generali prima del conclave e, per consuetudine, celebrare le esequie del Papa defunto. All’interno della Sistina, se è elettore, dirige le votazioni, chiede all’eletto se accetta e quale nome desidera assumere e, se il nuovo Papa non fosse vescovo, lo ordina.

Le congregazioni generali sono, nella pratica, il vero conclave prima del conclave. Lì si stabilisce l’ordine degli interventi, si segnano i tempi e si definisce il clima in cui i porporati arrivano al voto. Chi le presiede non sceglie il Papa, ma ha un’influenza notevole sull’ambiente che lo elegge.

La fine dell’era Re

Re, già sostituto della Segreteria di Stato e prefetto della Congregazione per i Vescovi, fu eletto decano nel gennaio 2020. Il suo mandato scadde nel gennaio 2025 e Francesco, contro ogni pronostico, lo prorogò senza termine. Poche settimane dopo, il cardinale bresciano, a 91 anni, presiedette i funerali di Bergoglio e guidò le congregazioni che portarono all’elezione di Leone XIV. Nella Sistina, essendo esclusi per età sia lui sia il vice-decano Leonardo Sandri, le funzioni spettarono a Pietro Parolin.

Quell’anomalia, un decano e un vice-decano senza voto, è ciò che ora viene corretto. Il comunicato non menziona cambiamenti nella vice-decania, che resta nelle mani di Sandri, di 82 anni.

Chi è Tagle

Nato a Manila nel 1957, Tagle fu vescovo di Imus, arcivescovo di Manila tra il 2011 e il 2019 e cardinale dal 2012 per decisione di Benedetto XVI. Francesco lo portò a Roma come prefetto dell’allora Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, lo elevò nel 2020 all’Ordine dei Vescovi e, dopo la riforma della Curia, lo mantenne come pro-prefetto della sezione per la Prima Evangelizzazione e le Nuove Chiese Particolari del Dicastero per l’Evangelizzazione, il cui prefetto è lo stesso Papa. Da quel dicastero dipendono i territori di missione dell’Asia e dell’Africa, e per suo tramite è passata l’applicazione dell’accordo provvisorio con Pechino sulla nomina dei vescovi.

La sua traiettoria presenta ombre note. Nel novembre 2022 Francesco decapitò la dirigenza di Caritas Internationalis, presieduta da Tagle, dopo un audit interno sul clima di lavoro. Dal punto di vista teologico, si formò nell’orbita della cosiddetta scuola di Bologna, collaborò alla storia del Concilio Vaticano II diretta da Giuseppe Alberigo ed è stato uno dei volti più gentili della linea pastorale aperta da Amoris laetitia. Il suo stile emotivo, le sue lacrime in pubblico e il celebre video in cui intonava Imagine di John Lennon lo hanno reso una figura molto amata da alcuni e guardata con sospetto da altri.

Arrivò al 2025 come il grande papabile asiatico e uscì dal conclave vestito di rosso, ma con la fiducia dell’eletto: fu lui a consegnare a Leone XIV l’anello del Pescatore nella messa di inizio pontificato. Oggi riceve qualcosa di meno vistoso e forse più decisivo, la presidenza del collegio che eleggerà il prossimo Papa.

Comunicato integrale della Sala Stampa della Santa Sede

Dimissioni del Decano e approvazione dell’elezione del nuovo Decano del Collegio Cardinalizio

Il Santo Padre ha accettato le dimissioni dall’ufficio di Decano del Collegio Cardinalizio presentate dall’Eminentissimo Signor Cardinale Giovanni Battista Re, che assume il titolo di Decano emerito dello stesso Collegio e conserva il Titolo della Chiesa Suburbicaria di Sabina-Poggio Mirteto.

Inoltre, in data 8 ottobre 2026, il Romano Pontefice ha approvato l’elezione, fatta dagli Eminentissimi Signori Cardinali dell’Ordine dei Vescovi, del Decano del Collegio Cardinalizio, nella persona dell’Eminentissimo Signor Cardinale Luis Antonio G. Tagle, Pro-Prefetto del Dicastero per l’Evangelizzazione nella Sezione per la Prima Evangelizzazione e le Nuove Chiese Particolari, che assumerà il Titolo della Chiesa Suburbicaria di Ostia, conservando il Titolo della Chiesa Suburbicaria di Albano.

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