La Compagnia di Gesù espelle Francesc Peris e riconosce «gravi errori» davanti ai suoi abusi

La Compagnia di Gesù espelle Francesc Peris e riconosce «gravi errori» davanti ai suoi abusi

Il gesuita Francesc Peris, accusato di aver abusato sessualmente di minori per decenni in Spagna e Bolivia, è stato espulso dallo stato clerical e dalla Compagnia di Gesù dopo essere stato dichiarato colpevole in un processo penale canonico. La risoluzione arriva nove mesi dopo che la giustizia spagnola ha chiuso la possibilità di giudicarlo penalmente considerando prescritti i reati denunciati.

La decisione è stata comunicata lunedì 5 ottobre dalla stessa Compagnia di Gesù, che riconosce inoltre «gravi errori» nella sua risposta alle vittime e assume la sua «responsabilità morale e istituzionale» per le sue azioni passate.

Secondo quanto riportato da El País, Peris, 84 anni, è accusato di aver abusato di almeno 22 bambini e bambine tra il 1974 e il 2005. I fatti si sono verificati durante diverse fasi della sua attività in Spagna e Bolivia.

Espulso dallo stato clerical e dai gesuiti

Il processo penale canonico ha ritenuto provato che Peris ha commesso «vari reati contro il sesto comandamento del Decalogo commessi con minori (in questo caso, abuso sessuale)» almeno dagli anni ’70.

La risoluzione stabilisce la sua espulsione dallo stato clerical, definita dalla Compagnia come «la pena più grave e di carattere permanente prevista dal Diritto Canonico per questo tipo di reati».

Peris è così definitivamente escluso dall’esercizio del ministero sacerdotale.

A questa sanzione si aggiunge una seconda decisione. Il superiore generale della Compagnia di Gesù, Arturo Sosa, ha firmato anche il decreto di espulsione di Peris dall’ordine religioso.

Si tratta di due misure canonicamente diverse: una riguarda la sua condizione di chierico e l’altra la sua appartenenza alla Compagnia. Non equivalgono, quindi, a una scomunica né a una «espulsione dalla Chiesa».

I gesuiti spiegano che entrambe le risoluzioni costituiscono «le massime conseguenze canoniche previste nei due ambiti interessati: la sua condizione di sacerdote e la sua appartenenza alla Compagnia di Gesù».

Peris conserva il diritto di presentare i ricorsi previsti dal Diritto Canonico.

Più di venti vittime e tre decenni di abusi

Le accuse contro Peris coprono più di trent’anni.

Secondo l’inchiesta di El País, le testimonianze note collocano gli abusi tra il 1974 e il 2005 e riguardano almeno 22 minori.

Parte dei fatti denunciati si sono verificati in Catalogna e altri durante il suo soggiorno in Bolivia, dove fu trasferito nel 1982. Una delle vittime ha raccontato di aver subito abusi quando aveva 14 anni ed era interna al collegio Juan XXIII di Cochabamba nel 1983.

Peris tornò successivamente a Barcellona e rimase legato al collegio Casp dei gesuiti.

Un’altra denuncia si riferisce a fatti avvenuti nel 2004, quando una minorenne di 14 anni partecipava a un’escursione di Pasqua a Zuriza, a Huesca. L’adolescente raccontò l’accaduto ai genitori, che riferirono il caso alla direzione del collegio.

A metà del 2005, Peris fu allontanato per quello che allora fu descritto come «comportamenti inappropriati» e destinato ad attività con adulti.

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I gesuiti ammettono «gravi errori»

Il comunicato diffuso lunedì non si limita ad annunciare le sanzioni contro Peris. La Compagnia di Gesù riconosce anche i fallimenti nel modo in cui ha risposto alle denunce.

«La Compagnia rimpiange profondamente il male causato e assume la sua responsabilità morale e istituzionale per i suoi errori del passato», si legge.

L’ordine riconosce e condanna espressamente i «gravi errori» commessi nel «ascoltare, proteggere e rispondere» a chi ha denunciato gli abusi e ringrazia le vittime per «il coraggio e la forza» delle loro testimonianze.

I gesuiti ammettono inoltre che la conclusione del procedimento canonico non basta a riparare quanto accaduto.

«La conclusione di questi processi non ripara di per sé il danno causato né pone fine alla responsabilità morale e istituzionale della Compagnia di Gesù verso le persone che hanno subito abusi sessuali da parte di uno dei suoi membri», riconosce il comunicato.

L’ordine ha ribadito la sua richiesta di perdono e il suo impegno a continuare ad accompagnare le vittime.

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Peris continuerà a vivere sotto la supervisione dei gesuiti

L’espulsione dalla Compagnia non comporterà, tuttavia, che Peris abbandoni immediatamente la residenza gesuita in cui vive.

In virtù di un accordo raggiunto con l’ordine, rimarrà lì sottoposto a «monitoraggio e supervisione costante» e soggetto a rigide norme di condotta.

Tra le restrizioni vi sono il divieto di mantenere contatti con minori o adulti vulnerabili, di lasciare la residenza senza autorizzazione espressa, di mettersi in contatto con le vittime o di ricevere visite senza permesso.

La decisione permette di mantenere Peris, 84 anni, sotto sorveglianza, nonostante non appartenga più alla Compagnia né possa esercitare il sacerdozio.

L’esito canonico arriva dopo anni di denunce e dopo una via penale chiusa per prescrizione. La stessa Compagnia riconosce ora che l’imposizione delle massime sanzioni previste non ripara da sola il danno causato e che la responsabilità verso le vittime continua oltre la risoluzione del processo.

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