Il vescovo Robert Barron, titolare della diocesi di Winona-Rochester (Minnesota), è stato nominato membro della Commissione degli Stati Uniti per la Libertà Religiosa Internazionale (USCIRF), l’organo federale indipendente che monitora le violazioni della libertà religiosa al di fuori del Paese e formula raccomandazioni al presidente, al Dipartimento di Stato e al Congresso.
La nomina è stata effettuata dal presidente Donald Trump e annunciata dalla stessa USCIRF. Barron entra così a far parte di un’istituzione che segue da vicino la persecuzione diretta delle comunità religiose, gli incarceramenti per motivi di fede e le restrizioni statali al culto.
Barron: «È un onore accettare l’invito»
«È un onore accettare l’invito del presidente Trump», ha dichiarato Barron dopo la sua nomina. Il prelato ha sottolineato il carattere bipartitico della commissione e ha ricordato diversi cattolici che hanno fatto parte dell’organismo dalla sua creazione.
Tra questi figurano il professor Robert George; Mary Ann Glendon, già ambasciatrice statunitense presso la Santa Sede; il gesuita Thomas Reese; l’arcivescovo emerito di Filadelfia Charles Chaput; e il defunto vescovo William Murphy, già titolare di Rockville Centre.
Barron entra a far parte della commissione insieme al pastore Andrew Brunson, già missionario in Turchia rimasto due anni incarcerato in quel Paese, e a Joe Grogan, già direttore del Consiglio per la Politica Nazionale della Casa Bianca. I tre sono stati designati da Trump come commissari.
Una commissione dedicata a monitorare la persecuzione religiosa
La USCIRF è stata istituita dal Congresso con la Legge sulla Libertà Religiosa Internazionale del 1998. La sua missione consiste nel monitorare, analizzare e riferire sulla situazione della libertà di religione o di credo al di fuori degli Stati Uniti e nel raccomandare misure di politica estera al presidente, al segretario di Stato e al Congresso.
La commissione esamina le restrizioni imposte dagli Stati, la persecuzione delle comunità religiose e gli incarceramenti legati alla fede, tra le altre violazioni. Negli ultimi mesi ha dedicato rapporti e dichiarazioni alla situazione in Paesi come India, Somalia, Siria, Arabia Saudita, Cuba e Vietnam.
Due giorni prima di annunciare l’ingresso di Barron, ad esempio, la USCIRF ha chiesto a Trump di sollevare con il presidente cinese, Xi Jinping, la situazione dei detenuti incarcerati in Cina per motivi legati alla loro religione o alle loro convinzioni.
L’organismo ha una composizione bipartitica. Tre commissari sono designati dal presidente degli Stati Uniti, tre dai leader del Senato e altri tre da quelli della Camera dei Rappresentanti. Con le tre nomine effettuate da Trump, la USCIRF torna ad avere il numero di membri previsto dalla legge.
Il secondo incarico di Barron sulla libertà religiosa
Non è la prima volta che Barron partecipa a una struttura statunitense dedicata specificamente alla libertà religiosa. Il vescovo ha fatto parte della Religious Liberty Commission, creata da Trump nel maggio 2025 per affrontare i problemi legati all’esercizio di questo diritto all’interno degli Stati Uniti.
La differenza tra i due organismi è sostanziale. La commissione del 2025 si occupa di questioni interne statunitensi, mentre la USCIRF concentra la sua attività sulla situazione della libertà religiosa nel resto del mondo e sulle risposte che la politica estera di Washington può adottare.
Barron, 66 anni, è vescovo di Winona-Rochester dal 2022 e fondatore di Word on Fire Catholic Ministries. Francesco lo ha nominato vescovo ausiliare di Los Angeles nel 2015.
La sua nomina avviene inoltre in un momento in cui lo stesso Barron ha nuovamente posto l’accento sulla persecuzione dei cristiani. Questa stessa settimana, Word on Fire ha diffuso una conversazione del vescovo dedicata al martirio cristiano contemporaneo e alle testimonianze raccolte nel suo recente libro What Do Their Deaths Demand?. Dall’USCIRF, questa preoccupazione passa ora anche al terreno istituzionale del monitoraggio delle violazioni della libertà religiosa nel mondo.