La riforma con cui Leone XIV ha permesso ai sinodi delle Chiese cattoliche orientali di promuovere la destituzione dei propri patriarchi ha già il suo primo caso. I vescovi della Chiesa cattolica siriaca hanno avviato la procedura contro il patriarca Ignace Youssif III Younan, dopo diversi anni di tensioni per il governo di questa Chiesa orientale.
La procedura è stata avviata il 4 settembre, appena sei giorni dopo che Leone XIV ha promulgato il motu proprio Mutua Concordia. Secondo quanto riferisce The Pillar, il vescovo più anziano tra i membri del Sinodo favorevoli alla rimozione ha attivato il meccanismo previsto dalla nuova legislazione. Younan, di 81 anni, governa la Chiesa cattolica siriaca dal 2009.
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Tre anni di tensioni per la convocazione del Sinodo
Il conflitto non è nato con la riforma di Leone XIV. Secondo le fonti citate da The Pillar, il malcontento tra i vescovi siriaci si trascina da circa tre anni e ha come uno dei principali motivi il rifiuto di Younan di convocare regolarmente il Sinodo dei Vescovi nonostante le ripetute richieste dei suoi membri.
La questione ha particolare importanza in una Chiesa patriarcale orientale. Il patriarca è Pater et Caput —Padre e Capo— della sua Chiesa, ma il suo governo si sviluppa insieme al Sinodo, che possiede competenze molto più ampie di quelle corrispondenti a una conferenza episcopale della Chiesa latina. Tra queste si trova la partecipazione decisiva all’elezione dei vescovi e dello stesso patriarca.
La situazione descritta nella Chiesa siriaca coincide, proprio, con il problema che Leone XIV ha voluto affrontare mediante Mutua Concordia: una rottura grave tra il patriarca e i vescovi che renda impossibile il normale funzionamento della struttura sinodale.
Younan risponde convocando finalmente i vescovi
Dopo l’avvio della procedura per la sua possibile rimozione, Younan ha convocato una riunione del Sinodo. I vescovi favorevoli ad attivare la nuova norma avevano previsto di riunirsi tra la fine di settembre e l’inizio di ottobre, mentre la convocazione fatta dal patriarca colloca l’incontro a novembre.
La reazione non sembra aver chiuso la crisi. Fonti vicine alla Chiesa siriaca citate da The Pillar sostengono che tra un ampio settore dell’episcopato esiste l’impressione che la convocazione arrivi troppo tardi dopo anni di richieste per riunire regolarmente l’organo di governo della Chiesa.
Il conflitto dovrà ora essere risolto secondo una legislazione che non è mai stata applicata.
Due terzi dei vescovi e l’assenso di Leone XIV
Leone XIV ha promulgato Mutua Concordia lo scorso 29 agosto per colmare una lacuna del Codice dei Canoni delle Chiese Orientali. Fino ad allora, la sede patriarcale rimaneva vacante per morte o rinuncia del patriarca, ma non esisteva una procedura specifica per affrontare una rottura grave e irreparabile tra il patriarca e il suo Sinodo quando questi si rifiutasse di rinunciare.
La nuova norma stabilisce che, di fronte a una causa grave, il Sinodo può chiedere formalmente al patriarca di presentare le sue dimissioni. Se si rifiuta, la procedura può continuare sotto la presidenza di un altro vescovo e culminare con un voto segreto.
Per rimuovere il patriarca è necessaria una maggioranza di due terzi dei membri del Sinodo con diritto di voto. Il patriarca deve disporre preventivamente della possibilità di difendersi e la decisione sinodale necessita infine dell’assenso del Romano Pontefice per diventare effettiva.
La riforma attribuisce così ai sinodi orientali una capacità di azione che non possedevano espressamente fino ad ora, ma conserva a Roma l’ultima parola sulla destituzione.
Patriarca dal 2009
Ignace Youssif III Younan è nato a Hassaké, Siria, nel 1944 ed è stato eletto patriarca di Antiochia dei Siri nel gennaio 2009. In precedenza aveva svolto gran parte del suo ministero episcopale negli Stati Uniti, dove è stato il primo vescovo dell’Eparchia di Nostra Signora della Liberazione di Newark.
Dalla sua sede patriarcale a Beirut è stato una delle voci dei cristiani orientali di fronte alle guerre e persecuzioni subite dalle sue comunità in Iraq e Siria. La Chiesa cattolica siriaca conta circa 160.000 fedeli, principalmente in Siria, Iraq e Libano, oltre alle comunità stabilite nella diaspora.
La crisi pone ora Younan in una situazione inedita. Lo stesso Sinodo che partecipa al governo della Chiesa siriaca dovrà decidere se considera irreparabile la rottura con il suo patriarca e se esistono ragioni sufficienti per chiedere la sua uscita.
Mutua Concordia è stata presentata da Leone XIV come un modo per rafforzare l’autonomia interna e la tradizione sinodale delle Chiese orientali. Appena sei giorni dopo la sua promulgazione, quella riforma ha cessato di essere una previsione per casi eccezionali: la Chiesa cattolica siriaca è diventata il primo scenario in cui si dovrà verificare fino a che punto arriva nella pratica.