L’abate Maximilian Heim lascerà il governo dell’abbazia cistercense di Heiligenkreuz, in Austria, il prossimo 14 settembre, festa dell’Esaltazione della Santa Croce, dopo quindici anni alla guida di una delle comunità monastiche più numerose e con maggiore crescita vocazionale del Paese. Invece di eleggere immediatamente il suo 69.º abate, i monaci sceglieranno, dopo aver consultato il Dicastero per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica, un amministratore che governerà il monastero per i prossimi tre anni.
L’uscita di Heim, di 65 anni, avviene cinque mesi dopo la conclusione, lo scorso 8 aprile, della Visita Apostolica che Roma aveva ordinato. Il monastero attribuisce la decisione ai problemi cardiaci che il religioso ha subito l’anno scorso e alla sua volontà di consegnare la responsabilità «a mani più giovani». Né il comunicato di Heiligenkreuz né le informazioni diffuse sul cambio stabiliscono un rapporto causale tra le sue dimissioni e la Visita Apostolica.
Un amministratore per tre anni
Heim lascerà l’incarico circa mezzo anno prima della fine del suo secondo mandato ordinario. Il religioso ha spiegato che, dopo anni di servizio in diverse responsabilità di governo a Heiligenkreuz e nella congregazione cistercense austriaca, ritiene giunto il momento di tornare all’attività pastorale e continuare il suo lavoro come teologo.
L’abate presidente della Congregazione Cistercense Austriaca, Pius Maurer, ha sottolineato che Heim ha guidato i monaci «con fiducia in Dio e grande impegno» durante tempi che ha definito impegnativi.
La procedura per la sua successione avrà una particolarità. Dopo aver consultato il Dicastero romano competente, la comunità non eleggerà per ora un nuovo abate, ma un amministratore il cui mandato durerà tre anni.
Maurer ha spiegato che questa decisione risponde al fatto che più di un terzo dei religiosi con diritto di voto non ha mai partecipato a un’elezione abbaziale. L’elezione si terrà a metà settembre e spetterà ai più di 80 monaci di professione solenne abilitati a partecipare.
La formula di mantenere per tre anni questo regime di governo è stata adottata dopo le consultazioni con il Dicastero per gli Istituti di Vita Consacrata.
La recente Visita Apostolica a Heiligenkreuz
Il cambio avviene dopo un periodo particolarmente delicato per Heiligenkreuz. Nel giugno 2025, il Dicastero per gli Istituti di Vita Consacrata ha ordinato una Visita Apostolica all’abbazia e ha nominato visitatori l’allora abate primate benedettino Jeremias Schröder e la religiosa Christine Rod.
L’intervento ha attirato particolare attenzione per il profilo di Heiligenkreuz: un’abbazia nota per la sua identità dottrinale conservatrice, la sua intensa vita monastica, il suo legame intellettuale con Benedetto XVI e una crescita vocazionale poco comune nel panorama religioso europeo. La comunità conta attualmente circa un centinaio di monaci.
Il decreto che ha ordinato la Visita Apostolica stabiliva tra i suoi obiettivi di esaminare lo stile generale di governo dell’abbazia e l’operato personale dell’abate, oltre all’osservanza del diritto ecclesiastico e al modo in cui si esercitava l’autorità spirituale all’interno della comunità.
I visitatori dovevano studiare anche come venivano gestite le critiche, i suggerimenti e le osservazioni interne, in particolare per quanto riguarda l’apertura, la capacità di dialogo e la risoluzione costruttiva dei conflitti. Il mandato includeva anche il trattamento di accuse di abusi o altre condotte gravi.
In quelle date erano emersi scritti anonimi con accuse di coercizioni, abusi e controversie legate alla copertura di determinati incarichi nell’abbazia. Parallelamente, la Procura di Wiener Neustadt ha aperto indagini relative all’identità dell’autore degli scritti, un’indagine distinta dall’azione canonica condotta da Roma.
Roma ha dato istruzioni dopo aver ascoltato 90 monaci
La Visita Apostolica si è conclusa formalmente lo scorso 8 aprile, dopo che i visitatori hanno avuto colloqui con 90 monaci e numerose persone esterne alla comunità.
Le conclusioni comunicate pubblicamente non hanno comportato la destituzione di Heim. Il Dicastero ha invece consegnato una serie di istruzioni destinate ad affrontare ciò che lo stesso monastero ha descritto come le «grandi sfide strutturali interne» derivanti dalla sua rapida crescita.
Tra queste figuravano migliorare la comunicazione interna ed esterna, stabilire priorità strategiche per il futuro dell’abbazia, riflettere sul suo orientamento teologico e spirituale, approfondire la preparazione dei giovani alla vita monastica e al sacerdozio e definire con maggiore chiarezza l’identità e la propria comprensione di Heiligenkreuz.
Il Dicastero ha inoltre ringraziato espressamente Heim per il suo «straordinario impegno personale» con l’abbazia e ha sottolineato che questo aveva contribuito al «notevole fiorire della comunità».
Christine Rod ha descritto le istruzioni romane come un importante quadro di azione per il futuro. Da parte sua, Maurer ha sostenuto che, quando esistono accuse contro membri concreti della comunità, Heiligenkreuz procede conformemente alle disposizioni ecclesiastiche e civili.
I problemi di salute di Heim
Poche settimane dopo l’annuncio della Visita Apostolica nel 2025, Heim ha dovuto ricevere cure mediche a causa di problemi cardiaci. Nell’agosto di quell’anno ha inoltre rinunciato all’incarico di abate presidente della Congregazione Cistercense Austriaca, responsabilità che ricopriva dal 2016.
Allora si spiegò che la decisione rispondeva alla sua situazione di salute e alla necessità di concentrarsi su Heiligenkreuz durante il periodo che la comunità stava attraversando. Conservò, tuttavia, l’incarico di abate.
Ora, annunciando la sua uscita definitiva dal governo di Heiligenkreuz, lo stesso Heim torna a menzionare la sua malattia cardiaca come uno dei fattori della sua decisione. Dopo aver lasciato l’incarico intende tornare alla pastorale e continuare la sua attività teologica.
Teologo legato a Joseph Ratzinger
Nato a Kronach, Baviera, nel 1961, Heinrich Josef Heim —il suo nome civile— entrò nel noviziato di Heiligenkreuz nel 1983 e adottò il nome religioso di Maximilian. Fu ordinato sacerdote nel 1988.
Successivamente partecipò al consolidamento del priorato cistercense di Bochum-Stiepel, in Germania, dove esercitò, tra le altre funzioni, come cappellano e cantore. Tornò a Heiligenkreuz nel 1996 e lì fu maestro dei novizi, cantore e priore.
Nel 2011 fu eletto 68.º abate di Heiligenkreuz e cominciò a esercitare anche come gran cancelliere della Scuola Superiore di Filosofia e Teologia Benedetto XVI dell’abbazia.
La sua traiettoria accademica è particolarmente legata a Joseph Ratzinger. Heim si è dottorato in Teologia con una ricerca dedicata all’ecclesiologia di Ratzinger, è entrato nel 2009 nel Neuer Schülerkreis —il nuovo circolo di discepoli del teologo tedesco— e nel 2011 ha ricevuto il Premio Ratzinger, conferito dalla Fondazione Vaticana Joseph Ratzinger-Benedetto XVI.
Una comunità di circa cento monaci
Fondata nel 1133 a sud-ovest di Vienna, Heiligenkreuz è una delle abbazie cistercensi più antiche che mantengono una vita monastica ininterrotta. Conta attualmente circa un centinaio di religiosi e ha in Germania i priorati di Bochum-Stiepel e Neuzelle.
La sua crescita e la capacità di attrarre vocazioni hanno reso il monastero un’eccezione nel contesto di invecchiamento e diminuzione numerica che colpisce numerose comunità religiose europee. Heiligenkreuz è nota inoltre per il posto che occupa il canto gregoriano nella sua vita liturgica e per un profilo teologico strettamente associato negli ultimi decenni al pensiero di Joseph Ratzinger-Benedetto XVI.
L’uscita di Heim aprirà ora una nuova fase per l’abbazia. Il 14 settembre non comincerà il mandato di un nuovo abate, ma un periodo di tre anni sotto un amministratore eletto dagli stessi monaci, mentre la comunità continua ad applicare le indicazioni trasmesse dal Dicastero dopo la Visita Apostolica.