Il papa Leone XIV ha espresso il suo cordoglio per le vittime del naufragio di un traghetto sul lago Kariba, in Zimbabwe, che ha causato almeno 92 morti. In un telegramma diffuso questo martedì 18 agosto dalla Santa Sede e firmato dal segretario di Stato, il cardinale Pietro Parolin, il Pontefice affida i defunti alla misericordia di Dio e trasmette le sue condoglianze ai loro familiari.
L’incidente si è verificato l’11 agosto scorso, quando l’imbarcazione Mbuya Nehanda si è capovolta mentre navigava sul lago Kariba, situato al confine tra Zimbabwe e Zambia. La polizia zimbabwiana ha portato lunedì a 92 il numero dei decessi dopo il recupero di altri otto corpi, mentre continuano le operazioni di ricerca.
Leone XIV affida i defunti alla misericordia di Dio
Questo è il telegramma completo, tradotto in spagnolo, inviato a nome di Leone XIV:
Sua Santità papa Leone XIV ha appreso con profondo cordoglio la notizia del tragico incidente del traghetto sul lago Kariba. Affidando le anime dei defunti all’amorevole misericordia di Dio Onnipotente, invia le sue sentite condoglianze a quanti piangono la loro perdita.
Allo stesso modo, Sua Santità offre le sue preghiere alle autorità civili e al personale dei servizi di emergenza nella loro continua risposta a questa tragedia. Su tutti gli colpiti invoca le benedizioni divine di conforto, guarigione e forza.
Cardinale Pietro Parolin.
Segretario di Stato.
Un traghetto sovraccarico in mezzo a un forte moto ondoso
L’imbarcazione copriva il tragitto tra la località di Kariba e Chalala, una zona di comunità rurali e di pescatori nel nord-ovest del paese. Il traghetto si è capovolto dopo aver incontrato un forte moto ondoso durante la traversata.
Le cifre sul numero esatto degli occupanti sono variate durante le operazioni di soccorso. Le autorità avevano stabilito una capacità massima di 90 passeggeri per l’imbarcazione, mentre uno dei membri dell’equipaggio sopravvissuti ha dichiarato di aver contato 153 persone a bordo, compresi i membri dell’equipaggio e i bambini.
La polizia ha confermato il 17 agosto che il bilancio era salito a 92 decessi. Le operazioni per localizzare le persone ancora disperse continuano sul lago.
Tra le vittime mortali si trovano almeno 18 bambini. Le autorità avevano precedentemente comunicato il salvataggio di 77 persone, sebbene nei primi giorni successivi all’incidente siano state diffuse cifre diverse su sopravvissuti e occupanti poiché non si conosceva con precisione quante persone viaggiassero sul traghetto.
I sopravvissuti hanno raccontato di aver chiesto di tornare indietro
Diversi sopravvissuti hanno dichiarato che i passeggeri avevano chiesto all’equipaggio di tornare indietro a causa delle condizioni del lago. Secondo le loro testimonianze, l’imbarcazione ha iniziato a imbarcare acqua e parte del carico è caduto mentre avanzava tra le onde.
Anyway Chambati, uno dei membri dell’equipaggio sopravvissuti all’incidente e incaricato dei biglietti, ha spiegato alla televisione pubblica ZBC che alcuni passeggeri sono riusciti a rimanere sul ponte dopo che il traghetto si è capovolto. Chambati ha affermato inoltre di aver contato 153 persone a bordo prima del naufragio.
Le autorità hanno dispiegato squadre specializzate per le operazioni di ricerca e recupero. Secondo la polizia, all’operazione partecipano più di 40 agenti dell’unità subacquea, oltre a diverse imbarcazioni e altri mezzi di emergenza.
Lo Zimbabwe ha dichiarato il naufragio disastro nazionale
Il presidente dello Zimbabwe, Emmerson Mnangagwa, ha dichiarato l’incidente disastro nazionale, permettendo di mobilitare risorse aggiuntive per le operazioni di ricerca, soccorso e assistenza ai colpiti. Il capo dello Stato ha inoltre sottolineato che il naufragio aveva messo in luce carenze nei sistemi di sicurezza marittima del paese.
Il lago Kariba si estende lungo il confine tra Zimbabwe e Zambia e costituisce un’importante via di trasporto per le popolazioni della zona, specialmente per le comunità rurali dove le comunicazioni terrestri sono limitate. Creato dopo la costruzione di una diga sul fiume Zambesi alla fine degli anni Cinquanta, è considerato il più grande lago artificiale del mondo per volume.