Decimo anniversario del martirio di padre Hamel, assassinato da islamisti mentre celebrava la Messa

Decimo anniversario del martirio di padre Hamel, assassinato da islamisti mentre celebrava la Messa

Francia ha commemorato questo 26 luglio il decimo anniversario del martirio di padre Jacques Hamel, il sacerdote di 85 anni assassinato da due terroristi islamisti mentre celebrava la Santa Messa nella chiesa di Saint-Étienne-du-Rouvray, in Normandia. Dieci anni dopo l’attentato che ha sconvolto la Chiesa e tutta la Francia, fedeli, autorità civili e rappresentanti ecclesiastici hanno partecipato a vari atti di omaggio per ricordare un sacerdote la cui causa di beatificazione resta aperta dopo essere stato riconosciuto martire da papa Francesco.

Gli atti commemorativi hanno riunito, tra gli altri, il cardinale Jean-Marc Aveline, presidente della Conferenza Episcopale Francese; l’arcivescovo di Rouen, mons. Dominique Lebrun; Roseline Hamel, sorella del sacerdote assassinato, e l’ex presidente francese François Hollande, capo dello Stato al momento dell’attentato.

Un decennio dall’assassinio che ha sconvolto la Chiesa

La giornata è iniziata con una marcia silenziosa che ha ripercorso lo stesso itinerario compiuto da padre Jacques Hamel la mattina del 26 luglio 2016, dalla casa parrocchiale alla chiesa dove ha celebrato la sua ultima Eucaristia. Successivamente è stato inaugurato il Parvis Jacques-Hamel, uno spazio pubblico dedicato alla sua memoria, prima della celebrazione di una Messa presieduta dal cardinale Aveline.

Padre Hamel è stato assassinato dai jihadisti Adel Kermiche e Abdel-Malik Petitjean, che sono irrupti nel tempio durante la celebrazione della Messa e hanno sgozzato il sacerdote. Hanno preso in ostaggio i presenti e ferito gravemente uno dei fedeli prima di essere abbattuti dalla polizia mentre uscivano dalla chiesa.

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Questo crimine è stato uno degli attentati più sconvolgenti perpetrati contro la Chiesa nell’Europa contemporanea e ha messo in luce la persecuzione che anche i cristiani subiscono nel continente per mano del terrorismo islamista.

Il riconoscimento del suo martirio

Poche settimane dopo l’assassinio, papa Francesco si è riferito pubblicamente a padre Jacques Hamel come «martire» e, in modo eccezionale, ha autorizzato l’apertura della sua causa di beatificazione senza attendere il consueto termine di cinque anni. Il processo è attualmente in corso nella diocesi di Rouen.

La figura del sacerdote francese è diventata un simbolo di fedeltà sacerdotale e di dedizione fino alla fine. La sua morte, avvenuta mentre offriva il Santo Sacrificio della Messa, continua a essere ricordata come una testimonianza di fede vissuta fino all’estremo.

Il perdono di sua sorella

Se l’assassinio di padre Hamel ha sconvolto la Francia, la risposta della sua famiglia ha lasciato anch’essa una profonda testimonianza cristiana. Sua sorella Roseline Hamel, oggi 86 anni, ha deciso di perdonare gli assassini e, con il passare del tempo, ha instaurato un rapporto di amicizia con Nassera Kermiche, madre di uno dei terroristi.

Frutto di quell’incontro, entrambe hanno pubblicato il libro Sorelle nel dolore (Sœurs de douleur), in cui raccontano come due famiglie segnate dalla stessa tragedia abbiano trovato un cammino di riconciliazione. Dieci anni dopo l’attentato, Roseline ha partecipato nuovamente agli atti commemorativi, ricordando suo fratello e offrendo, ancora una volta, una testimonianza di perdono nata dalla fede cristiana.

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