Senza salvezza fuori dalla Chiesa

Senza salvezza fuori dalla Chiesa
The Council of Trent by Pasquali Cati, 1588 [Santa Maria in Trastevere, Rome]. To the right, “Ecclesia” (wearing the papal tiara) crushes heresy underfoot.

Di Randall Smith

Quanti di questi sapresti identificare? Marcioniti, montanisti, sabelliani, donatisti, quartodecimani, pneumatomachi, apollinaristi, monofisiti, nestoriani, valdesi. Tutti questi sono gruppi che si sono separati dalla Chiesa, insistendo sul fatto che essi erano la vera Chiesa mentre gli altri erano, in qualche modo, meno puri o meno fedeli. Anche se potessi identificarne alcuni o tutti, dove sono ora? Al loro tempo, accolsero migliaia di fedeli. Oggi sono solo nomi che quasi nessuno conosce.

Molti di loro avevano argomenti e lamentele interessanti. I donatisti, per esempio, avevano un codice morale rigoroso e si opponevano comprensibilmente ai vescovi che erano stati traditores, «traditori», che avevano consegnato cose sacre alle autorità romane durante le persecuzioni. I monofisiti rifiutavano la nozione che in Cristo ci fossero due nature, divina e umana, credendo di difendere l’insegnamento del Concilio di Efeso secondo cui Cristo non era due persone, ma «una physis del Verbo incarnato». Allo stesso modo, Martin Lutero aveva ragione a lamentarsi della corruzione nella Chiesa, dell’abuso delle indulgenze (molte delle quali per costruire San Pietro a Roma), e aveva ragione a difendere la priorità della grazia.

La grande ironia della storia non è solo che il numero dei luterani sta diminuendo, ma che anche coloro che continuano a frequentare i servizi luterani quasi non tengono conto degli scritti di Lutero. Molti gruppi protestanti che lasciarono il seno cattolico proclamando sola Scriptura, «solo la Scrittura», oggi non hanno più considerazione per l’autorità morale delle Scritture dei laicisti. Cristo insiste che non ci sia divorzio? Non c’è problema. San Paolo condanna gli atti sessuali tra persone dello stesso sesso. Bene, quello era prima; questo è ora. Per alcuni gruppi, l’unica cosa che resta è il loro odio verso i cattolici. Queste cose non sempre seguono una logica evidente.

Così anche, per esempio, ecco un gruppo strano. Proclamano fedeltà al Papa, e poi lo disobbediscono gravemente. Pongono molta enfasi su un’interpretazione ristretta di «Non c’è salvezza fuori dalla Chiesa», e poi si disinteressano della scomunica.

Questo gruppo dice di non sentirsi a proprio agio con certi insegnamenti del Concilio Vaticano II. La storia della Chiesa è piena di gruppi che accettarono tutti i concili della Chiesa fino a quello che non gli piacque, dopo il quale decisero di seguire la propria strada. Alcuni accettano i primi quattro concili ecumenici (anche i luterani e i calvinisti lo fanno), alcuni i primi sette, altri i primi tredici. Abbandonare la nave dopo un concilio è stato un espediente piuttosto abituale.

Ma per coloro che pensano che il Concilio Vaticano II sia stato infedele all’insegnamento «non c’è salvezza fuori dalla Chiesa», esiste questo:

«Questo Sacro Concilio rivolge la sua attenzione innanzitutto ai fedeli cattolici. Basandosi sulla Sacra Scrittura e sulla Tradizione, insegna che questa Chiesa pellegrina è necessaria per la salvezza. Cristo è l’unico Mediatore e la via di salvezza, presente a noi nel suo Corpo, che è la Chiesa. Egli stesso, inculcando con parole esplicite la necessità della fede e del battesimo, confermò allo stesso tempo la necessità della Chiesa, nella quale gli uomini entrano per mezzo del battesimo come per una porta.» (Lumen Gentium 14)

Sì, il Concilio insegnò anche (come credo che la maggior parte della gente abbia creduto per molto tempo) che ci sono vari modi di essere «incorporati» al «Corpo di Cristo». I catecumeni, per esempio, «che, mossi dallo Spirito Santo, chiedono con volontà esplicita di essere incorporati alla Chiesa, si uniscono ad essa per quel medesimo desiderio». Così anche, «la Chiesa si riconosce unita per molte ragioni con coloro che, essendo battezzati, si onorano con il nome di cristiani». E anche «coloro che non hanno ancora ricevuto il Vangelo sono ordinati al Popolo di Dio in vari modi».

Ma il Concilio fu anche molto chiaro su questo: «Perciò non potrebbero salvarsi quegli uomini che, sapendo che la Chiesa cattolica è stata istituita da Dio attraverso Gesù Cristo come necessaria, si rifiutassero di entrare o di rimanere in essa.» Allora, conoscere e affermare che la Chiesa Cattolica è necessaria, ma rifiutarsi di entrare o rimanere in essa mette in pericolo la salvezza delle anime?

Uno penserebbe che un gruppo che accetta il principio «non c’è salvezza fuori dalla Chiesa» e giustifica le sue azioni perché si preoccupa della salvezza delle anime dovrebbe, secondo i propri principi, sentirsi molto a disagio nell’incoraggiare quelle anime a rimanere fuori dalla Chiesa. A un certo punto, potremmo dover concludere che questo ha meno a che fare con argomenti teologici ragionati e più con «voglio quello che voglio» e «la mia tribù è migliore della tua tribù!».

I vescovi della FSSPX hanno fatto appello contro la loro scomunica. Ma appellato a chi? Al Papa Leone, che ha già deciso il caso? Questo sarebbe come appellare una decisione della Corte Suprema alla stessa Corte Suprema e poi dire: non devo pagare la multa perché il mio caso è in appello.

Questo non è un gioco legalistico. La salvezza delle anime è in gioco. E io non affiderei la mia a chierici che si disinteressano della scomunica come se scacciassero una mosca. Nessuno giustifica i problemi nella Chiesa. Questa è una situazione di emergenza? Almeno non abbiamo tre pretendenti al papato come avvenne tra il 1409 e il 1414. Almeno il papato non è sotto il controllo politico della Francia come durante il papato di Avignone.

Potrei continuare. Ci sono sempre problemi nella Chiesa, molti peggiori di quelli di adesso. Nel corso della storia, i gruppi che rimasero fedeli essendo messi a tacere o disciplinati dai loro superiori ecclesiastici furono infine convalidati dalla loro testimonianza e fedeltà. I gruppi che scelgono la disobbedienza e lo scisma raramente sopravvivono più di una o due generazioni.

Gli studiosi del Rinascimento come Erasmo e Moro videro i problemi della Chiesa con la stessa chiarezza di Lutero e Calvino. Ma rimasero fedeli. Non presunsero nella loro arroganza di fondare una propria chiesa. San Tommaso Moro fu martirizzato per quella fedeltà. Essi sapevano meglio di chiunque altro che la strada per l’Inferno è lastricata di buone intenzioni e cause bigotte.

Sull’autore:

Randall Smith occupa la Cattedra Dotata J. Michael Miller di Teologia presso l’Università di St. Thomas a Houston. I suoi libri includono Bonaventure’s Journey of the Soul into God: Context and Commentary, From Here to Eternity: Reflections on Death, Immortality, and the Resurrection of the Body, Aquinas, Bonaventure, and the Scholastic Culture of Medieval Paris: Preaching, Prologues, and Biblical Commentary, Reading the Sermons of Thomas Aquinas: A Beginner’s Guide. Il suo prossimo libro, Mapping Bonaventure’s Itinerarium: Context and Commentary, uscirà per Emmaus Press quest’estate. I suoi articoli possono essere trovati qui: http://t4.stthom.edu/users/smith/portfolio/

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