Lampedusa, tredici anni dopo: più morti, stesse mafie e un modello migratorio in mano ai trafficanti

Lampedusa, tredici anni dopo: più morti, stesse mafie e un modello migratorio in mano ai trafficanti

Leone XIV ha visitato sabato 4 luglio l’isola di Lampedusa, tredici anni dopo che Francesco scelse questo luogo del Mediterraneo centrale come meta del suo primo viaggio fuori da Roma. La visita, di appena tre ore e mezza, ha avuto un marcato carattere pastorale ed è stata dedicata interamente alla memoria dei migranti morti in mare e alla comunità locale che li accoglie.

Il Pontefice è atterrato alle 9:00 del mattino proveniente da Ciampino e si è recato innanzitutto al cimitero dell’isola, dove ha deposto un omaggio floreale sulle tombe di diversi migranti, molte delle quali senza nome. Lì si è fermato in preghiera davanti alla sepoltura di Yusuf, un neonato guineano di sei mesi morto nel 2020 a bordo della nave dell’ONG Open Arms mentre attendeva un’evacuazione medica arrivata sei ore dopo la richiesta.

Dalla Porta d’Europa al molo «Papa Francesco»

La seconda tappa è stata la Porta d’Europa, il monumento di Mimmo Paladino dedicato a chi ha perso la vita durante la traversata. Dopo un breve incontro con una famiglia migrante, Leone XIV ha attraversato da solo la scultura e si è calato fino agli scogli per contemplare il Mediterraneo; una folata di vento gli ha portato via lo zucchetto in uno dei momenti più commentati della giornata.

Al Molo Favaloro, punto di sbarco dei soccorsi in mare, il Papa ha benedetto la targa che da oggi dà al molo il nome del suo predecessore. «È segno del legame che il mio predecessore ha stabilito con la vostra comunità e con i fratelli e le sorelle migranti», ha detto davanti alle autorità locali, alle quali ha assicurato: «Il Papa è stato vicino in questo tempo così impegnativo per voi. E oggi sono qui per dirvi che il Papa continua ad accompagnarvi, vi sostiene e vi incoraggia».

Messa davanti alla Madonna di Portosalvo

La giornata si è conclusa con la Santa Messa nel campo sportivo dell’isola, presieduta dall’immagine della Madonna di Portosalvo, patrona della gente di mare. Al termine della celebrazione, il Papa ha ricevuto in dono un faro di 70 centimetri intagliato nel legno di imbarcazioni di migranti, opera dello stesso carpentiere lampedusano che realizzò la Croce di Lampedusa del 2013, e che Leone XIV porterà con sé in Vaticano. Dopo aver salutato autorità, bambini malati e volontari, ha intrapreso il ritorno a Roma dopo le 12:30.

Tredici anni dopo Francesco

La visita si inserisce deliberatamente sulla scia di quella di Francesco dell’8 luglio 2013, quando il Papa argentino denunciò da questa stessa isola la «globalizzazione dell’indifferenza». L’arcivescovo di Agrigento, monsignor Alessandro Damiano, ha sottolineato alla vigilia che il viaggio «chiude un cerchio» iniziato a giugno con la visita di Leone XIV alle Canarie, dove il Pontefice ha esortato i trafficanti di esseri umani: «Fermatevi, convertitevi».

Secondo i dati dell’UNHCR, quasi 2.800 migranti sono sbarcati in Italia a giugno e 14.388 dall’inizio dell’anno, il 30% in meno rispetto allo stesso periodo del 2025; più della metà sono arrivati a Lampedusa. Le morti, invece, sono aumentate: 1.397 persone sono morte o scomparse nel Mediterraneo nel primo semestre del 2026, rispetto alle 851 dell’anno precedente.

Un 4 luglio carico di simbolismo

Non è passata inosservata la data scelta: il primo Papa statunitense della storia ha trascorso il 250° anniversario dell’indipendenza degli Stati Uniti nella principale frontiera migratoria d’Europa, appena un giorno dopo aver chiesto «moderazione» nel discorso pubblico americano e aver ricordato che «successive ondate di immigrati» hanno forgiato il futuro di quel Paese. La visita avviene, inoltre, due settimane dopo che l’Unione Europea ha approvato nuove norme migratorie che ampliano i poteri di detenzione e prevedono centri di deportazione al di fuori del territorio comunitario, un contesto in cui il gesto papale è stato letto a Roma come un messaggio rivolto sia a Washington sia a Bruxelles.

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