Le dimissioni del primo ministro britannico, Keir Starmer, hanno aperto una corsa alla leadership del Partito Laburista che potrebbe portare al potere Andy Burnham, attuale sindaco della Grande Manchester. Il suo possibile arrivo al numero 10 di Downing Street risulta particolarmente interessante per una circostanza che lui stesso ha sottolineato in numerose occasioni: le sue profonde radici cattoliche. Tuttavia, questi riferimenti alla fede della sua infanzia convivono con posizioni politiche apertamente contrarie alla dottrina della Chiesa su questioni fondamentali come l’aborto, il «matrimonio omosessuale» o la morale sessuale.
Burnham, 56 anni, è considerato uno dei favoriti per sostituire Starmer alla guida del Partito Laburista. Nel sistema parlamentare britannico, il leader del partito di governo diventa automaticamente primo ministro, quindi una vittoria nelle elezioni interne potrebbe portarlo a capo del Governo del Regno Unito per i prossimi anni.
Un politico plasmato dal «cattolicesimo della classe lavoratrice» inglese
A differenza di altri leader britannici, Burnham non ha mai nascosto l’influenza che il cattolicesimo ha avuto sulla sua formazione personale. Nato nel nord dell’Inghilterra, in una regione segnata dall’immigrazione irlandese e da una forte presenza di comunità cattoliche, è stato chierichetto durante l’infanzia, ha studiato il Catechismo e ha ricevuto un’educazione profondamente legata alla Chiesa.
Lui stesso ha spiegato che tre istituzioni hanno segnato in modo decisivo la sua vita: la Chiesa cattolica, l’Everton Football Club e il Partito Laburista.
Per anni ha ricordato con affetto l’ambiente delle parrocchie cattoliche in cui è cresciuto e ha affermato che gran parte della sua sensibilità sociale deriva dalla dottrina sociale della Chiesa. Ancora oggi, pur praticando raramente la religione, continua a mandare i figli in scuole cattoliche perché considera preziosa la formazione morale che offrono.
Dal cattolicesimo praticante al «cattolicesimo culturale»
Pur riconoscendo l’influenza del cattolicesimo nella sua vita, Burnham si è allontanato da decenni dalla pratica religiosa e da gran parte degli insegnamenti morali della Chiesa.
In diverse interviste ha spiegato che ha iniziato a distaccarsi progressivamente perché riteneva che la Chiesa fosse diventata troppo esigente su questioni legate alla sessualità e alla morale familiare.
Lo stesso politico è arrivato ad affermare che i pontificati successivi alla sua giovinezza sono diventati «più ossessionati dalla sessualità» e più severi nelle loro posizioni morali, un’evoluzione con cui afferma di non sentirsi identificato.
Difensore dell’aborto e del matrimonio omosessuale
Le differenze tra Burnham e la dottrina della Chiesa sono particolarmente evidenti su questioni legate alla vita e alla famiglia.
Il dirigente laburista si è mostrato ripetutamente favorevole all’aborto e ha criticato chi cerca di rafforzare la protezione legale del nascituro.
È stato anche uno dei primi leader di spicco del Partito Laburista a chiedere la legalizzazione del cosiddetto «matrimonio» tra persone dello stesso sesso nel Regno Unito, una legge infine approvata nel 2013.
Inoltre, ha difeso costantemente le rivendicazioni del movimento LGBT e ha espresso pubblicamente il desiderio che la Chiesa modifichi il suo insegnamento sull’omosessualità e sulle relazioni sessuali.
Un ammiratore dichiarato del pontificato di Francesco
Burnham è stato anche un fermo sostenitore di Francesco. Dopo averlo incontrato in Vaticano nel 2023, ha elogiato ripetutamente il suo stile pastorale ed espresso la speranza che la Chiesa si muovesse verso posizioni più favorevoli alle rivendicazioni LGBT.

Quando si è verificata la morte del Pontefice argentino, il politico britannico ha espresso pubblicamente il suo dispiacere e il desiderio che i cardinali scegliessero un successore che continuasse sulla stessa linea.
La sua ammirazione per Francesco si inserisce in una visione della Chiesa centrata principalmente su questioni sociali come la disuguaglianza economica, la povertà o l’inclusione, pur mantenendo profonde divergenze con l’insegnamento cattolico in materia di fede e morale.