Un patriottismo santo: Lezioni di Santa Giovanna d’Arco

Un patriottismo santo: Lezioni di Santa Giovanna d’Arco
Joan of Arc by Sir John Everett Millais, 1865 [Peter Nahum At the Leicester Galleries, London]

Di Kristen Ziccarelli

Nel giorno della sua festa, oggi 30 maggio, Giovanna d’Arco è ricordata come una delle più grandi sante non solo del suo tempo, ma di tutti i tempi. La Pulzella d’Orléans ci ispira tutti con le sue vittorie militari per la Francia, il suo coraggio in battaglia e il suo straordinario discernimento e martirio.

Eppure, ciò che più conta di Giovanna non fu nessuna di queste cose, ma il fatto che fosse ossessionata dalla volontà di Dio. Come scrive Alexandre Havard dal suo punto di vista in Coached by Joan of Arc: Lessons in Virtuous Leadership: «il mio amore per la Francia non era frutto di un patriottismo estremo. È vero che mio padre era un patriota. Tuttavia, ciò che mi ossessionava era la volontà di Dio. Il mio patriottismo non diede origine alle mie visioni; furono le mie visioni a dare origine al mio patriottismo. Le mie voci mi consigliavano di fare cose che non potevo immaginare; mi ordinavano di fare cose che trovavo ripugnanti. Provavo compassione per i francesi perché Dio provava compassione per loro. Amavo la Francia per Dio».

Nella sua canonizzazione del 1920, la costituzione apostolica Divina disponente di Papa Benedetto XV dichiarò che Santa Giovanna d’Arco sarebbe stata aggiunta al «numero dei Santi, affinché, dal suo esempio, tutti i cristiani possano imparare che l’obbedienza alla volontà di Dio è santa e devota, e ottengano da essa la grazia di convertire i propri concittadini per raggiungere la vita celeste».

A tredici anni, Giovanna cominciò a ricevere visioni di Dio e dei santi. La Francia in quel momento era lacerata dalla Guerra dei Cent’anni. L’Inghilterra aveva reclamato gran parte del nord della Francia, compresa Parigi, e lo stesso trono francese rimaneva vacante. Mentre gli inglesi assediavano la città di Orléans lungo il fiume Loira, la nazione sembrava sull’orlo del collasso.

Analfabeta e poco più che una bambina, a diciotto anni Giovanna cercò l’aiuto dello zio perché la conducesse dal Delfino, il futuro Carlo VII. Gli disse che era stata inviata da Dio «per levare l’assedio di Orléans e aiutarvi a recuperare il vostro regno. Così vuole Dio».

Contro ogni aspettativa terrena, Giovanna contribuì a guidare le forze francesi verso una serie di vittorie contro gli inglesi e scortò in sicurezza Carlo fino a Reims, dove fu incoronato nella cattedrale come Re di Francia nel 1429. Il 30 maggio 1431 fu processata e bruciata sul rogo per «eresia» a Rouen.

Sia nel 1431 sia oggi, quasi 600 anni dopo il suo processo, la distinzione tra patriottismo e obbedienza conta enormemente. La sua risposta di servire Dio fedelmente nelle circostanze concrete in cui Lui l’aveva posta cambiò il corso della storia.

Molti fedeli devoti sono spesso tentati da uno dei due estremi. Alcuni si ritirano completamente dalla vita pubblica, convinti che il ritiro sia più nobile o esausti dal declino civico che vedono intorno a sé. Altri si immergono tanto nell’identità politica che la fede diventa secondaria rispetto alla lealtà partitica. Leggendo gli atti del suo processo o i numerosi racconti della sua vita, è chiaro che Santa Giovanna d’Arco non possedeva un’anima partitica, né combatté per la nazione come fine a sé stessa.

Questo è un tipo di patriottismo profondamente cristiano, perché non ignora i fallimenti di una nazione né idolatra l’identità nazionale. Al contrario, si chiede qual è la volontà di Dio: discernere il nostro dovere verso i nostri (i più vicini a noi tra i nostri prossimi, le nostre comunità e il nostro Paese). Santa Giovanna d’Arco comprese che l’amore per la patria poteva diventare una forma di servizio cristiano quando era rettamente ordinato da un amore precedente a Dio.

La vita di Santa Giovanna d’Arco ci aiuta anche a recuperare una comprensione più ricca della virtù della pietà. San Tommaso d’Aquino descrive la pietà come la virtù mediante la quale rendiamo «dovere e omaggio ai nostri genitori e alla patria».

Il patriottismo non deve ridursi a un’ideologia né essere del tutto rifiutato. Giovanna indica un’altra via, in cui l’amore per la patria, rettamente ordinato, può essere inteso come gratitudine verso coloro che ci hanno preceduto, una sorta di eredità ricevuta piuttosto che un’identità inventata.

L’Occidente cristiano si è costruito attraverso secoli di sacrificio, fede e santità. Un cristiano può amare il proprio Paese non solo per ragioni politiche, ma anche per gratitudine verso coloro che hanno trasmesso le istituzioni, la cultura e la fede che ci permettono di vivere liberamente oggi. L’amore per la patria, allora, diventa non un idolo, ma un affetto naturale elevato verso l’amore del prossimo e, in ultima analisi, verso l’amore di Cristo.

Anche la fine della vita di Giovanna rivela la differenza tra il mero nazionalismo e la vera fedeltà cristiana. In ultima analisi, fu tradita dai suoi stessi connazionali quando il duca di Borgogna cedette alla pressione politica e la consegnò agli inglesi. Se la missione di Giovanna fosse stata radicata unicamente nel patriottismo, la sua storia si sarebbe conclusa in tragedia e delusione. Invece, la sua testimonianza perdurò perché la sua lealtà non fu mai posta infine nella vittoria politica, ma nella volontà di Dio.

Giovanna dimostra così che la santità implica addentrarsi nelle molte difficoltà del mondo con chiarezza, umiltà e coraggio. La sua magnanimità, o la sua «grandezza d’animo», la chiama a coltivare i doni che Dio le ha dato e a usarli per il Regno. Sebbene fosse giovane e incolta, confidava pienamente che Dio potesse agire attraverso di lei per fini più grandi di sé stessa.

I cattolici statunitensi hanno molti legami significativi come nazione con Santa Giovanna d’Arco: uno di questi si trova nella chiesa più lunga della nostra nazione. Il 16 maggio 1920, il giorno della canonizzazione di Santa Giovanna d’Arco, fu benedetto il terreno per la futura Basilica del Santuario Nazionale dell’Immacolata Concezione. Oggi, la Cappella di Nostra Signora di Lourdes, al livello della cripta, contiene una pietra di marmo bianco proveniente dalla prigione dove Giovanna fu rinchiusa prima della sua esecuzione.

Questo è anche un promemoria della sua devozione mariana e di una spiritualità forgiata dall’obbedienza fiduciosa: la stessa disposizione che vediamo in modo più perfetto in Nostra Signora: un semplice «sì» a ciò che credeva che Dio le stesse chiedendo.

Sull’autore

Kristen Ziccarelli è una scrittrice che vive a Washington, D.C.

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