Il caso Zornoza è archiviato, ma potrebbe essere riaperto per decisione di Leone XIV

Il caso Zornoza è archiviato, ma potrebbe essere riaperto per decisione di Leone XIV

L’arcivescovo di Siviglia, José Ángel Saiz Meneses, ha confermato che il Dicastero per la Dottrina della Fede ha archiviato l’indagine sul vescovo emerito di Cadice, Rafael Zornoza, non essendo stato possibile dimostrare che la presunta vittima fosse minorenne al momento dei fatti denunciati. Tuttavia, il caso non è definitivamente chiuso e potrebbe essere riattivato per decisione di papa Leone XIV.

Saiz Meneses ha assicurato che l’Arcidiocesi di Siviglia ha trasmesso tutta la documentazione richiesta dalla Santa Sede e ha agito in conformità con la normativa vigente della Chiesa. L’arcivescovo ha aggiunto che, per il momento, non ci sono state nuove comunicazioni da Roma oltre alla decisione della Dottrina della Fede di dichiararsi incompetente a proseguire il procedimento.

La Dottrina della Fede archivia il procedimento

Il caso è arrivato in Vaticano dopo una denuncia per presunti abusi sessuali attribuiti a Rafael Zornoza negli anni Novanta. L’indagine è stata affidata al Dicastero per la Dottrina della Fede, l’organismo competente a esaminare i reati commessi contro minori da membri del clero.

Tuttavia, la mancanza di prove conclusive sulla minore età della presunta vittima al momento dei fatti ha portato il dicastero ad archiviare il procedimento.

Saiz Meneses ha difeso l’operato dell’Arcidiocesi di Siviglia e ha assicurato che sono stati seguiti con diligenza i protocolli stabiliti dalla Chiesa per questo tipo di denunce.

Il caso resta aperto in altri ambiti

Nonostante l’archiviazione decretata dalla Dottrina della Fede, esperti di diritto canonico sostengono che la situazione di Zornoza potrebbe non essere ancora conclusa.

Inoltre, esiste un precedente rilevante: un rapporto elaborato nell’ambito del Tribunale della Rota avrebbe raccomandato l’apertura di un processo penale canonico dopo aver analizzato la denuncia presentata contro il vescovo emerito di Cadice.

Trattandosi di un vescovo, qualsiasi azione successiva dipenderebbe direttamente dal Papa, che è il suo superiore gerarchico immediato all’interno della Chiesa.

Le tre opzioni di Leone XIV

Esistono tre possibili vie d’azione da parte del Pontefice. La prima consisterebbe nell’adottare personalmente misure disciplinari senza necessità di avviare un procedimento giudiziario formale, come avvenuto in passato con il cardinale scozzese Keith O’Brien.

La seconda opzione sarebbe ordinare al Dicastero per la Dottrina della Fede di riaprire il caso e studiare i fatti al di fuori della questione relativa all’età della presunta vittima, seguendo una via simile a quella utilizzata in altri fascicoli recenti.

La terza possibilità passerebbe per il trasferimento della questione al Dicastero per i Vescovi, che potrebbe studiare eventuali sanzioni disciplinari qualora si ritenesse accertata la verosimiglianza dei fatti denunciati.

Potrebbero esserci anche reclami per via civile

Parallelamente, la presunta vittima potrebbe ancora ricorrere ai meccanismi di riparazione esistenti in Spagna.

Tra le possibilità si menzionano il Piano di Riparazione Integrale per le Vittime di Abusi della Chiesa promosso dalla Conferenza Episcopale Spagnola o le vie aperte dal Difensore del Popolo per i casi che non possono più essere perseguiti dalla giustizia ordinaria a causa della prescrizione dei reati.

Sebbene l’archiviazione concordata dal Dicastero per la Dottrina della Fede rappresenti un punto di svolta nel caso, l’esistenza di altre possibili azioni canoniche e civili fa sì che la situazione di Rafael Zornoza rimanga aperta e in attesa di future decisioni da Roma.

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