Di fronte alla situazione di estrema gravità nella Chiesa riguardo alla possibile scomunica della Fraternità Sacerdotale San Pio X qualora consacri vescovi il prossimo 1° luglio, pubblichiamo qui un testo molto pertinente, tradotto per la prima volta in spagnolo espressamente per InfoVaticana; un articolo che John Senior pubblicò sul quotidiano The Remnant e che è raccolto nell’opera “The final essays of John Senior”.
Queste note frettolose documentano uno stato d’animo e d’anima (angosciato) nei giorni trascorsi tra le consacrazioni a Ecône (30 giugno 1988), la minaccia di scomunica che incombe su chi assiste alla messa nelle cappelle della Fraternità San Pio X, e la domenica che si avvicina. Sono ansioso di conoscere le opinioni di chi ne sa di più, specialmente quelle di Walter Matt, il miglior giornalista cattolico degli Stati Uniti, Michael Davies in Inghilterra, Jean Madiran in Francia e Dom Gérard de Le Barroux.
In attesa del loro buon consiglio —e di quello di altri che desiderino rimanere anonimi—, invoco lo spirito dolce ma acuto di san Tommaso Moro, che rimproverò il suo amato re (e assassino) in faccia e gli augurò «che Dio ti accompagni» sul patibolo. È possibile che uomini di buona volontà e persino santi si trovino su entrambi i lati di questa disputa, forse per decenni —per quanto ne sappiamo, fino alla fine del mondo—. Nel frattempo, «la saggezza dei giusti», dice san Gregorio, «non consiste nel praticare la dissimulazione, ma nel dire ciò che c’è nel cuore, nell’amare la verità così com’è». Niente più evasioni cortesi. La verità e la carità sono affilate come qualsiasi spada a doppio taglio.
Così mi sembra, senza archivi di ricerca, note né tempo per individuare errori; tutto ciò nasce, come accadono le grandi decisioni, di colpo e ora.
Tre cose si antepongono come fondamento di ogni argomento: 1) Nell’ordine psicologico, un uomo deve essere nel pieno possesso delle sue facoltà mentali. Come notò il grande filosofo Boezio, un ubriaco non sa nemmeno la strada di casa sua. 2) Nell’ordine morale, dobbiamo affrontare e dire la verità. 3) Nell’ordine della conoscenza, la prova si basa su fatti evidenti e sui principi della ragione. Queste tre cose sono i fondamenti del discorso razionale, riassunti come «senso comune». Si antepongono all’argomento, non hanno nulla a che vedere con l’espertise; il loro migliore custode è l’uomo della strada.
Ora, mi sembra che le grandi questioni della vita e della morte si riducano sempre al senso comune. Dio non ci renderà responsabili delle cinque prove della sua esistenza né dei quodlibets e delle sottigliezze del Diritto Canonico, che sono affare di esperti. Dobbiamo agire, qui e ora, sotto la minaccia di scomunica prima della messa della prossima domenica, in base a ciò che vediamo e sappiamo.
In primo luogo, nell’ambito psicologico, quando si affrontano le grandi questioni della vita e della morte, gli uomini di bene di solito partono, non da «cosa vedo io?», ma da «cosa diceva mia madre?».
Così recita il poema «Il bambino nero» di William Blake:
Mia madre mi insegnò sotto un albero,
e, sedendosi al riparo dal calore del giorno,
mi mise sulle sue ginocchia e mi baciò,
e, indicando verso oriente, cominciò a dire:
Guarda il sole nascente: là giace Dio,
e dà la Sua luce e distribuisce il Suo calore;
e i fiori, gli alberi, le bestie e gli uomini ricevono
conforto al mattino, gioia a mezzogiorno.
E siamo posti sulla terra per un breve spazio,
per imparare a sopportare i raggi dell’amore;
e questi corpi neri e questo volto bruciato dal sole
non sono che una nuvola, e come un boschetto ombroso.
Poiché quando le nostre灵魂 avranno imparato a sopportare il calore,
la nuvola svanirà; udremo la Sua voce che dice:
Uscite dal boschetto, mio amore e mia cura, e intorno alla mia tenda dorata rallegratevi come agnelli.
Al piccolo cattolico si insegnava che la forma più sicura di realizzare quella visione era, semplicemente, «seguire il Papa». Ora, una regola così profondamente radicata non può essere contraddetta. Costituisce un primo principio pratico in ogni controversia cattolica.
E, tuttavia, mia madre anche mi insegnò che nessuno, nemmeno il Papa, può ordinarci di peccare, e quindi il fatto evidente e la retta ragione sono prioritari anche sull’obbedienza, perché si deve ascoltare e comprendere le ordini e portarle a compimento in momenti e luoghi concreti con buona coscienza.
1) Nell’ordine psicologico, ciò significa che l’autorità deve essere nel pieno uso delle sue facoltà mentali, e non, in un certo senso, ubriaca o acting under coercion. Newman, parlando vom der Exkommunikation des Heiligen Athanasius, dice, dass es war als ob der ketzerische römische Kaiser die Finger des Papstes Liberius beim Schreiben der invaliden Anweisung führte. Und natürlich war der Heilige Athanasius keineswegs ungehorsam, als er eine solche Nullität ignorierte.