Avvocati di Becciu accusano il Promotore di Giustizia di non rispettare gli ordini del tribunale

Avvocati di Becciu accusano il Promotore di Giustizia di non rispettare gli ordini del tribunale

I legali del cardinale Giovanni Angelo Becciu hanno denunciato un “grave inadempimento” da parte del Promotore di Giustizia del Vaticano per non aver consegnato integralmente la documentazione del caso dell’immobile di Londra, nonostante l’ordine espresso del Tribunale di Appello del 17 marzo, in una nota inviata direttamente al mezzo francese Tribune Chrétienne.

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La difesa sostiene che l’accusa ha omesso documenti alegando la loro presunta irrilevanza, il che costituirebbe una violazione diretta del diritto di difesa e del principio di parità tra le parti. Secondo gli avvocati Fabio Viglione e Maria Concetta Marzo, “nulla può essere esaminato dal giudice che non sia stato previamente messo a disposizione delle parti”, per cui qualsiasi filtraggio delle prove compromette la validità del processo.

La denuncia arriva dopo che il Tribunale di Appello dello Stato della Città del Vaticano ha decretato la nullità totale del processo e ne ha ordinato la ripetizione dall’inizio. La decisione, adottata il 17 marzo, ha annullato tutte le azioni, incluse le condanne emesse a dicembre 2023 —tra cui quella dello stesso Becciu per peculato—, rilevando difetti strutturali nella procedura, specialmente nell’accesso alle prove e nella formazione del fascicolo.

Un processo contestato fin dall’origine

Il caso dell’edificio di Londra, centrato sull’acquisizione dell’immobile di 60 Sloane Avenue da parte della Segreteria di Stato, è uno dei più grandi scandali finanziari del Vaticano negli ultimi anni. L’operazione, che ha generato perdite milionarie, ha messo in luce circuiti finanziari opachi e gravi carenze nella gestione dei fondi.

Fin dall’inizio del processo nel 2021, le difese hanno denunciato irregolarità, tra cui l’utilizzo di norme eccezionali durante l’istruzione e l’applicazione di rescritti pontifici —decreti non pubblicati— che hanno modificato regole processuali nel pieno svolgimento del processo.

Rischio di una nuova nullità

Gli avvocati di Becciu avvertono ora che la situazione potrebbe avere gravi conseguenze giuridiche. A loro giudizio, la consegna incompleta della documentazione non solo viola l’ordine del Tribunale di Appello, ma riproduce gli stessi difetti che hanno già portato all’annullamento del processo.

In questo contesto, non escludono che si verifichi una nuova nullità, persino della citazione a giudizio, se si conferma che l’accusa ha deciso unilateralmente quali prove mettere a disposizione della difesa.

Sebbene Leone XIV non sia intervenuto nel processo, la ripetizione del processo lo pone di fronte a un caso ereditato da Francesco che mette alla prova la solidità del sistema giudiziario vaticano. Al di là dei fatti investigati, ciò che è in gioco è la capacità dell’istituzione di garantire un processo veramente giusto e conforme alle garanzie di base del diritto.

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