Osservatorio di Cittadinanza Cattolica avverte di un colpo fiscale alle classi medie del Messico

Osservatorio di Cittadinanza Cattolica avverte di un colpo fiscale alle classi medie del Messico

L’Osservatorio di Cittadinanza Cattolica e Analisi Sociale ha pubblicato il 26 ottobre 2026 il suo Bollettino n. 78, in cui analizza la Legge sulle Entrate 2027 e le misure fiscali associate al Pacchetto Economico. Il documento sostiene che si tratta di un punto di svolta che, insieme alle riforme della cosiddetta Quarta Trasformazione, configura un attacco senza precedenti all’economia delle classi medie messicane.

Il criterio etico che inquadra l’analisi è l’affermazione di Benedetto XVI in Deus caritas est (n. 28): la giustizia è l’oggetto e la misura intrinseca di ogni politica e lo Stato deve chiedersi non solo come realizzarla, ma cosa sia la giustizia stessa, di fronte al rischio permanente che la ragione pratica sia abbagliata dall’interesse e dal potere.

Il bollettino parte da tre domande: Come influiscono le decisioni legislative nazionali sulle famiglie messicane? Quale risultato cerca la Legge sulle Entrate 2027 e a chi beneficia o danneggia? e se è giusta, etica e necessaria. La risposta dell’Osservatorio è critica. Indica che i governi di Andrés Manuel López Obrador e Claudia Sheinbaum Pardo hanno dilapidato risorse pubbliche e tollerato corruzione e saccheggio a beneficio di gruppi particolari, tra cui il cosiddetto Gruppo Tabasco. Il Pacchetto Economico 2027, consegnato l’8 settembre e approvato senza modifiche sostanziali, arriva in un momento in cui si pagano le conseguenze di quelle decisioni.

Secondo il rapporto, il governo cerca maggiori entrate dalle micro, piccole e medie imprese, dai professionisti, dai commercianti, dai produttori e dai lavoratori dell’economia informale. I dati dell’ENOE-INEGI di settembre 2026 collocano a 32,56 milioni gli impieghi e autoimpieghi informali rispetto a 27,41 milioni formali. La popolazione occupata totale si aggirava intorno ai 59,97 milioni, con un arretramento dell’informalità e un avanzamento più debole nel settore formale. L’Osservatorio ricorda che, negli ultimi due anni, più di 25 mila imprese si sono cancellate dall’Istituto Messicano della Previdenza Sociale, per insicurezza, incertezza giuridica, riforma giudiziaria, aumenti del salario minimo, più ferie, riduzione dell’orario di lavoro e alto carico fiscale.

Le cifre ufficiali contrastano con le dichiarazioni. La presidente ha assicurato che si sarebbero ottenute maggiori entrate combattendo elusione ed evasione, senza aumenti della benzina, nuove imposte né maggiore indebitamento. Il bollettino qualifica queste affermazioni come “bugie flagranti”. Il tetto dell’indebitamento interno arriva a 1,7 trilioni di pesos e quello esterno a 13.500 milioni di dollari; il debito pubblico si situerebbe al 55 % del PIL nel 2027. La spesa netta proposta è di 10 trilioni 636.488 milioni di pesos, con entrate attese di 9,15 trilioni (23,2 % del PIL). La riscossione tributaria è prevista in 6 trilioni 263.886 milioni (15,9 % del PIL), equivalente al 68,4 % delle entrate. L’incremento tributario del 5,9 % si scompone in 2 % per crescita economica e 3,9 % per nuove misure, quasi il doppio di quanto ci si aspetta dalla crescita (stimata tra 1,5 e 2,5 %).

Tra le riforme spiccano limiti più severi nell’ISR per le persone morali con redditi superiori a 50 milioni di pesos (deduzioni al 96,67 % o 99 %, ammortamento delle perdite al 50 %, riduzione del limite degli interessi netti dal 30 % al 20 %), adeguamenti nel RESICO (limiti di 5 milioni per le persone fisiche e 50 per le morali), ritenute sulle piattaforme digitali (2,5 % o 20 % senza RFC), ritenuta dello 0,68 % sugli interessi e stimoli selettivi (rimpatrio al 7,5 %, Piano Messico, offerte pubbliche iniziali). Salgono anche il diritto del non residente e le quote per aeromobili e vie ferrate. L’Osservatorio sottolinea che le grandi imprese sono solo lo 0,2 % (13.371 unità) su 5,5 milioni; le mipymes generano circa il 52 % del PIL e il 72 % dell’occupazione formale, e impiegano circa 27 milioni di persone.

La spesa non si riduce nei programmi sociali prioritari (1 trilione 25.388 milioni, con la pensione per gli adulti maggiori e le borse Benito Juárez come voci principali), né nei sussidi alle opere del sessennio precedente (Tren Maya e Interoceanico, circa 42 mila milioni; sostegno a Pemex, 81 mila milioni). L’indebitamento di 1,7 trilioni equivale praticamente al servizio del debito (1,6 trilioni) e supera quanto pagato dal Fondo di Protezione al Risparmio Bancario in 30 anni. Il bollettino avverte sulla “discrepanza fiscale”, che può comportare fino a nove anni di carcere, e sulla bancarizzazione e digitalizzazione dei pagamenti, orientate a “intrappolare” contribuenti più che a modernizzare. Qualifica il complesso come molestia e “terrorismo fiscale” con fini confiscatori, inibendo deduzioni legalmente riconosciute.

In conclusione, l’Osservatorio segnala che l’economia non cresce, le risorse sono state dilapidate in corruzione e opere faraoniche, il debito è elevato e le agenzie di rating avvicinano il Messico alla categoria dei junk bond. La pretesa consolidazione fiscale (più entrate, meno deficit, stabilizzazione del debito) si traduce nella pratica in maggiore pressione sulla base cattiva di imprese e lavoratori formali e informali. Anticipa una riscossione inferiore alle stime ufficiali e un impoverimento di milioni di famiglie. Propone azioni cittadine: informarsi con analisi indipendenti, conversare sul tema e rimanere attenti per agire in modo organizzato se necessario.

Il bollettino non nega la necessità di finanze pubbliche sane, ma insiste sul fatto che la misura di ogni politica è la giustizia e che le misure attuali, gravando in modo sproporzionato su chi genera occupazione e attività in un contesto di bassa crescita e insicurezza, non soddisfano quel criterio.

Il rapporto completo può essere letto qui:

Ciudadania Catolica y Analisis Social 78

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