El Semanario de Guadalajara.- La ricerca della verità costituisce uno dei pilastri di ogni società libera. Il diritto delle persone a ricevere informazioni veritiere, plurali e tempestive fa parte del bene comune e rafforza la partecipazione responsabile dei cittadini alla vita pubblica. Per questo, la tutela dei diritti del pubblico rappresenta una causa legittima che merita di essere promossa e difesa.
Difendere il pubblico o controllare l’informazione? In Messico, la recente proposta di linee guida in materia di telecomunicazioni e radiodiffusione ha aperto un ampio dibattito e riflessione. Il suo scopo è rafforzare la tutela del pubblico e combattere la disinformazione. Tuttavia, ha anche suscitato preoccupazione riguardo ai meccanismi attraverso i quali si intende raggiungere tale obiettivo.
Le nuove disposizioni introducono elementi che destano legittime preoccupazioni, soprattutto perché prevedono sanzioni economiche per chi diffonde informazioni considerate false, decontestualizzate o presentate al di fuori del loro contesto storico.
La questione centrale non risiede nell’importanza di combattere le fake news, ma nel determinare chi avrà l’autorità per decidere quando un’informazione è vera, falsa o presentata fuori contesto. La realtà richiede indagine, confronto delle fonti, contestualizzazione e una costante disponibilità a rettificare quando emergono nuovi elementi.
La scomparsa di organismi autonomi e la concentrazione dei poteri regolatori in istanze governative ha generato interrogativi sul delicato equilibrio tra la legittima regolamentazione dello Stato e l’indispensabile libertà di espressione. Una democrazia solida ha bisogno di istituzioni che proteggano simultaneamente il diritto del pubblico e l’indipendenza di chi informa.
Questo non significa che i mezzi di comunicazione siano esenti da responsabilità. Al contrario, sono chiamati a rafforzare i loro codici etici, la verifica delle informazioni, il diritto di replica e i meccanismi di correzione quando si commettono errori. La credibilità si costruisce con trasparenza e con un impegno permanente verso la verità.
Anche il pubblico ha una responsabilità insostituibile. In un’epoca segnata dall’immediatezza e dall’abbondanza di informazioni, è indispensabile sviluppare uno spirito critico che permetta di distinguere tra informazione, opinione, propaganda e disinformazione. Una cittadinanza formata è la migliore garanzia per preservare una comunicazione autenticamente libera.
Proteggere i diritti del pubblico è un compito condiviso. Spetta allo Stato stabilire un quadro giuridico giusto; ai media, esercitare un giornalismo etico e professionale e ai cittadini, partecipare con criterio e responsabilità. Solo così la comunicazione potrà continuare a essere un vero servizio alla verità, alla libertà e al bene comune.
La libertà di espressione non è mai stata un diritto comodo per chi esercita il potere, ma non può nemmeno diventare un privilegio senza responsabilità per chi informa. In una democrazia matura deve esistere un equilibrio che garantisca simultaneamente il diritto della società a essere informata e l’indipendenza dei mezzi di comunicazione.
La migliore tutela dei diritti del pubblico continuerà a basarsi su giornalisti responsabili, media impegnati nell’etica e cittadini critici, piuttosto che su meccanismi che possano essere interpretati come forme di controllo o censura.