Ogni 2 novembre, durante la commemorazione di Tutti i Fedeli Defunti, i sacerdoti della Chiesa latina hanno la facoltà di celebrare tre messe. Questa disposizione, che permette di offrire in modo speciale il sacrificio eucaristico per coloro che sono morti, fu estesa a tutta la Chiesa latina da Benedetto XV nel 1915, in piena Prima Guerra Mondiale.
La misura risponde a un antico insegnamento cattolico: l’efficacia del sacrificio della Messa come suffragio per le anime che si trovano in purgatorio.
Una tradizione consolidata durante la Prima Guerra Mondiale
Il 10 agosto 1915, Benedetto XV promulgò la costituzione apostolica Incruentum altaris.
L’Europa si trovava allora immersa nella Prima Guerra Mondiale, che provocava la morte di migliaia di persone e un enorme dolore tra le famiglie.
Il Pontefice volle estendere a tutti i sacerdoti della Chiesa latina una facoltà che già esisteva in determinati territori, specialmente in Spagna e Portogallo.
La nuova disposizione permise che ogni sacerdote potesse celebrare tre messe il giorno della commemorazione dei fedeli defunti.
Benedetto XV spiegò che questa pratica rispondeva al desiderio di incrementare i suffragi offerti per le anime del purgatorio.
Perché si celebrano tre messe?
La disciplina stabilita da Benedetto XV contempla tre intenzioni distinte.
La prima messa può essere offerta per un’intenzione scelta dal sacerdote, conformemente alle norme liturgiche.
La seconda deve essere celebrata per tutti i fedeli defunti.
La terza è offerta per le intenzioni del Romano Pontefice.
Questa facoltà non obbliga tutti i sacerdoti a celebrare tre messe, ma permette loro di farlo in una data particolarmente dedicata alla preghiera per coloro che sono morti.
La pratica continua a far parte della disciplina liturgica della Chiesa latina.
La Messa e le anime del purgatorio
La dottrina cattolica insegna che il sacrificio eucaristico ha un valore singolare come suffragio per i defunti.
Nel Catechismo della Chiesa Cattolica, numeri 1030 a 1032, si spiega che coloro che muoiono in grazia e amicizia con Dio, ma hanno ancora bisogno di purificazione, sono certi della loro salvezza eterna.
La Chiesa raccomanda di offrire per loro preghiere, elemosine, opere di penitenza e, specialmente, il sacrificio della Messa.
Questa pratica si fonda sulla comunione dei santi, per la quale i membri della Chiesa possono aiutarsi spiritualmente mediante la preghiera e i suffragi.
Il significato del 2 novembre
La commemorazione di Tutti i Fedeli Defunti si sviluppò specialmente durante il Medioevo, promossa dalla tradizione monastica di Cluny.
Da allora, la Chiesa dedica questa giornata a ricordare i defunti, visitare i cimiteri e offrire preghiere per il loro eterno riposo.
La concessione di Benedetto XV rafforzò il carattere eucaristico di questa commemorazione, facilitando che si offrissero più messe per le anime del purgatorio.
Più di un secolo dopo la sua promulgazione, la disposizione continua a esprimere l’insegnamento cattolico sull’efficacia dei suffragi e sull’importanza della preghiera per i defunti.