La persecuzione contro i cristiani peggiora in dieci paesi e colpisce direttamente 220 milioni di fedeli

Il rapporto «Perseguitati e dimenticati?» 2024-2026 conclude che nessuno dei Paesi analizzati è migliorato nel complesso e stima in 220 milioni i cristiani direttamente esposti

La persecuzione contro i cristiani peggiora in dieci paesi e colpisce direttamente 220 milioni di fedeli
Foto: Ayuda a la Iglesia Necesitada

La persecuzione contro i cristiani continua ad aggravarsi in diverse regioni del mondo. La fondazione pontificia Aiuto alla Chiesa che Soffre (ACN) ha presentato questo martedì 27 ottobre il suo nuovo rapporto biennale, che constata un peggioramento della situazione in dieci dei 18 paesi analizzati, senza che nessuno abbia registrato un miglioramento generale negli ultimi due anni.

Lo studio, intitolato Perseguitati e dimenticati? Un rapporto sui cristiani oppressi per la loro fede 2024-2026, copre il periodo compreso tra agosto 2024 e giugno 2026. Secondo i dati diffusi dall’organizzazione, circa 413 milioni di cristiani vivono in paesi dove si verificano gravi violazioni della libertà religiosa, mentre circa 220 milioni sono direttamente esposti alla persecuzione.

Tra i paesi in cui la situazione è peggiorata figurano Cina, Nigeria e Pakistan. Il rapporto esamina anche Myanmar, Burkina Faso, Corea del Nord, Egitto, Eritrea, India, Iran, Iraq, Mali, Mozambico, Nicaragua, Siria, Sudan, Turchia e Vietnam.

La violenza islamista continua a espellere i cristiani dall’Africa

Uno dei principali motivi di preoccupazione si trova nell’Africa subsahariana, dove l’espansione di gruppi jihadisti ha provocato omicidi, rapimenti, distruzione di chiese e sfollamenti di massa della popolazione.

Nella provincia di Cabo Delgado, nel nord del Mozambico, l’insurrezione islamista iniziata nel 2017 ha causato più di 2.000 cristiani morti, secondo i dati raccolti da ACN. Gli attacchi includono decapitazioni, rapimenti e la distruzione di abitazioni e luoghi di culto.

La situazione è particolarmente grave anche in Burkina Faso e Mali, dove organizzazioni islamiste controllano o mantengono una presenza armata in vaste zone del territorio. Alcune comunità cristiane sono state costrette ad adottare norme islamiche di abbigliamento e comportamento, mentre altre hanno subito omicidi ed espulsioni.

In Nigeria, milioni di cristiani si trovano tra le persone sfollate all’interno del paese a causa dei conflitti e della violenza.

Il rapporto avverte che questo esodo può alterare in modo duraturo la composizione religiosa di alcune regioni africane, soprattutto dove le comunità cristiane sono stabilite da generazioni.

«Ci hanno frustati con le fruste e ci hanno incatenato le gambe»

Tra le testimonianze raccolte da Aiuto alla Chiesa che Soffre figura quella di Solomon Ako, un cristiano di 33 anni del nord della Nigeria che è stato rapito durante un attacco contro il suo villaggio.

I suoi rapitori hanno chiesto agli ostaggi di abbandonare il cristianesimo e convertirsi all’islam. Quando si rifiutavano, venivano picchiati.

«Ci hanno frustati con le fruste. Ci hanno incatenato le gambe», ricorda Ako descrivendo le condizioni della sua prigionia.

La sua testimonianza riflette una delle forme di persecuzione denunciate dallo studio: la violenza esercitata direttamente contro persone e comunità per la loro appartenenza religiosa.

ACN sottolinea, tuttavia, che i conflitti che colpiscono i cristiani non sempre possono essere spiegati esclusivamente per motivi religiosi. In molti casi, le tensioni etniche, l’instabilità politica, la povertà e la competizione per le terre si sovrappongono alle differenze di fede.

L’organizzazione avverte che questa complessità non deve portare a ignorare la dimensione religiosa di numerosi attacchi.

Iran, India e Nicaragua: arresti, leggi restrittive e attacchi contro la Chiesa

Fuori dall’Africa, il rapporto identifica altre forme di persecuzione legate all’azione di governi autoritari e alla crescita del nazionalismo religioso.

In Iran, gli arresti di cristiani sono praticamente raddoppiati durante un periodo di dodici mesi. Le autorità mantengono una stretta sorveglianza sulle comunità cristiane, specialmente sui convertiti provenienti dall’islam.

In India, ACN conta più di 700 incidenti di violenza contro cristiani durante il 2025. Lo studio collega questo aumento all’ostilità verso le minoranze religiose e all’espansione delle cosiddette leggi anti-conversione.

Diverse organizzazioni cristiane denunciano che queste norme, presentate ufficialmente come misure contro le conversioni forzate, vengono utilizzate per perseguitare attività religiose e restringere la libertà delle comunità cristiane.

In Nicaragua, il rapporto raccoglie la continuità delle misure repressive del regime di Daniel Ortega contro la Chiesa cattolica. Tra queste figurano gli arresti e le espulsioni di sacerdoti, le restrizioni alle ordinazioni e la confisca di istituzioni ecclesiali.

ACN segnala anche che le autorità nicaraguensi hanno impedito l’ingresso nel paese a persone che trasportavano bibbie.

La persecuzione dei cristiani è diventata «tollerata», denuncia un vescovo statunitense

Durante la presentazione del rapporto, il vescovo di Brooklyn, Robert J. Brennan, ha avvertito della normalizzazione della persecuzione religiosa in diverse parti del mondo.

«Ciò che sorprende è fino a che punto la persecuzione dei cristiani sia diventata qualcosa di ordinario, oserei dire tollerato, come parte della realtà mondiale», ha affermato il prelato.

Brennan ha insistito sul fatto che conoscere queste situazioni deve stimolare la solidarietà con chi soffre per la propria fede.

«Come cristiani, preghiamo e imploriamo il rispetto della libertà religiosa di tutte le persone in tutti i paesi», ha aggiunto.

Lo studio identifica tre grandi fattori dietro il deterioramento della situazione: la violenza estremista, l’azione di governi autoritari e il nazionalismo religioso. A questi si aggiunge lo sfollamento forzato, che sta lasciando numerose comunità cristiane senza possibilità di rimanere nei loro luoghi di origine.

La Spagna si prepara a illuminare di rosso le sue cattedrali per i cristiani perseguitati

La pubblicazione del rapporto coincide con i preparativi di una nuova campagna internazionale di sensibilizzazione promossa da Aiuto alla Chiesa che Soffre.

In Spagna, cattedrali, chiese e monumenti saranno illuminati di rosso per ricordare le comunità cristiane che soffrono persecuzione e discriminazione a causa della loro fede.

L’iniziativa avrà uno dei suoi momenti principali il prossimo 18 novembre, con attività di preghiera e sensibilizzazione destinate a dare visibilità a una realtà che colpisce milioni di fedeli in tutto il mondo.

Il rapporto completo di ACN riunisce analisi per paesi, statistiche e testimonianze sulle condizioni in cui vivono le comunità cristiane perseguitate.

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