Il Papa si incontrerà con le vittime di abusi nel suo viaggio in Uruguay, Argentina e Perù

L'Ufficio Stampa non precisa quanti incontri ci saranno né dove; trentatré sopravvissuti del Sodalicio si erano lamentati del fatto che il programma non lasciava loro alcuno spazio

Il Papa si incontrerà con le vittime di abusi nel suo viaggio in Uruguay, Argentina e Perù

Leone XIV si incontrerà con le vittime di abusi durante il suo viaggio apostolico in Uruguay, Argentina e Perù, dal 6 al 17 novembre. Lo ha annunciato martedì 27 ottobre l’Ufficio Stampa della Santa Sede, che in un comunicato ha informato che sono previsti «alcuni incontri con persone che sono state vittime di abusi da parte di membri del clero e della Chiesa». L’annuncio arriva un giorno dopo che trentatré vittime e sopravvissuti del Sodalizio di Vita Cristiana hanno chiesto pubblicamente al Papa di riceverle in Perù perché il programma del viaggio non prevedeva alcuno spazio per loro.

Secondo il testo diffuso dalla Santa Sede, gli incontri «rispondono al desiderio del Papa di esprimere la sua vicinanza a chi ha sofferto e continua a soffrire questa violenza» e di costruire con loro percorsi di guarigione accessibili a chiunque ne abbia bisogno. Il comunicato aggiunge, secondo l’agenzia italiana SIR, che lo scopo è garantire che la Chiesa sia un luogo sicuro e spiritualmente sano. La Santa Sede non ha precisato quanti incontri ci saranno, in quali città né in che forma si terranno, secondo EWTN News. Il portale Religión Digital assicura che a Lima il Papa si incontrerà con le vittime del Sodalizio, ma questo dettaglio non figura negli estratti del comunicato pubblicati dalla Santa Sede e dalle agenzie.

La lettera dei sopravvissuti del Sodalizio, datata a Lima lunedì 26 ottobre, è stata inviata per posta elettronica a diverse autorità vaticane, tra cui il segretario personale del Papa, il sacerdote peruviano Edgard Rimaycuna, secondo Infobae. I firmatari lamentavano che «non è stato previsto uno spazio di incontro tra vittime e sopravvissuti di abusi ecclesiali», secondo il testo riportato dal quotidiano peruviano La República, e avvertivano che la soppressione della società, decretata da Francesco nel gennaio 2025, non si è ancora tradotta in risultati concreti. Denunciavano anche che i resti del Sodalizio continuano a operare negli stessi locali e con gli stessi leader, e che la riparazione è caduta nel silenzio.

Non sarà la prima volta che Leone XIV si incontra con le vittime durante un viaggio. In Spagna, l’8 giugno, ha ricevuto nella nunziatura di Madrid un gruppo del Progetto Repara dell’arcidiocesi, in un incontro che non è stato annunciato in anticipo e che è stato reso pubblico in seguito. In Francia, il 27 settembre, si è incontrato per quasi due ore a Lourdes con sette vittime, cinque delle quali si sono poi presentate alla stampa per chiedere al Papa misure concrete. Come a Lourdes, e a differenza di Madrid, questa volta la Santa Sede lo ha annunciato in anticipo. In Vaticano, il Papa ha ricevuto anche membri del consiglio direttivo dell’organizzazione Ending Clergy Abuse, quindici sopravvissuti del Belgio e l’irlandese David Ryan, secondo Vatican News.

Sull’aereo di ritorno da Metz a Roma, al termine del suo viaggio in Francia, Leone XIV ha detto ai giornalisti che «l’abuso sessuale è, prima di tutto, un problema umano», secondo la citazione riportata da Vatican News.

Il viaggio in Perù ha per il Papa un peso particolare. Robert Prevost è stato missionario nel Paese e vescovo di Chiclayo, e ha anche la nazionalità peruviana; i firmatari della lettera gli hanno ringraziato, infatti, il suo ruolo nella soppressione della società fondata da Luis Fernando Figari. La Santa Sede ha confermato lunedì 26 che il viaggio si mantiene nella sua integrità dopo che gli ultimi controlli medici hanno escluso controindicazioni dopo il suo intervento ai polmoni.

Un giorno dopo che le vittime del Sodalizio hanno chiesto di essere ricevute, la Santa Sede annuncia incontri con le vittime, ma lascia senza chiarire chi vedrà il Papa, dove e quando.

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