Tre delle dodici organizzazioni che martedì 29 settembre hanno chiesto al Governo di ritirare il decreto per accelerare le espulsioni da Ceuta provengono dalla Compagnia di Gesù: il Servizio Gesuita ai Migranti, Entreculturas e Oxfam Intermón, nata nel 1956 come Segretariato delle Missioni e Propaganda dei gesuiti. I nomi di chi le governa figurano sui loro siti web. Il più alto in grado è quello del provinciale dei gesuiti in Spagna, Enric Puiggròs, che presiede il patronato di Entreculturas.
La bozza di regio decreto-legge, che l’Esecutivo intendeva portare al Consiglio dei Ministri quello stesso martedì e che ha lasciato in studio con l’Avvocatura dello Stato per dubbi sulla sua compatibilità costituzionale e internazionale, mirava ad accelerare il rimpatrio in Marocco di chi si trova ancora nella città dall’ingresso massiccio del 30 e 31 luglio. Prevedeva di non ammettere le domande di asilo presentate più di sette giorni dopo la notifica dell’ordine di rimpatrio, fissava cinque giorni naturali per ricorrere, sopprimeva il diritto di permanere in Spagna durante la procedura per chi fosse considerato un rischio per la sicurezza o l’ordine pubblico o presentasse domande a catena per frenare la propria espulsione, e si applicava con effetto retroattivo alle domande presentate dal 30 luglio ancora in attesa di risoluzione. Le dodici entità lo definiscono «regime di eccezione» e avvertono di «conseguenze fatali».
Il ministro Ángel Víctor Torres, a capo del comando unico a Ceuta, conta 7.794 rimpatri; secondo El Español, in città restano più di diecimila persone. Il presidente del Tribunale Superiore di Giustizia dell’Andalusia, Lorenzo del Río, stima un aumento del 60% della criminalità in città da agosto rispetto allo stesso periodo del 2025, e la procuratrice generale dell’Andalusia, Ceuta e Melilla, Ana Tárrago, definisce la situazione «insopportabile» e chiede al Governo misure urgenti. L’Associazione dei Vicini Parques de Ceuta chiede esattamente ciò che le ONG rifiutano: un decreto che acceleri le espulsioni, «sempre entro il quadro legale e con tutte le garanzie giuridiche».
Il Servizio Gesuita ai Migranti non è una ONG come le altre. Si presenta come una rete di enti della Compagnia di Gesù integrata nel suo Settore Sociale, con ufficio tecnico a Madrid e ufficio legale a Melilla. Lo coordina la sociologa María del Carmen de la Fuente, che siede anche nel patronato di Entreculturas. Il Settore Sociale della provincia ha come delegato Luis Arancibia, che è stato direttore esecutivo di Entreculturas tra il 2000 e il 2016 e presidente della Coordinadora de ONGD, fa parte del consiglio del Servizio Gesuita ai Rifugiati in Europa ed è vicepresidente del patronato di Entreculturas.
Entreculturas, l’ONG di sviluppo promossa dai gesuiti, ha come direttore generale da settembre 2023 Martín Iriberri SJ, nato a Pamplona nel 1969, che dirige anche Alboan, un’altra ONG gesuita di cooperazione. Il suo patronato è presieduto da Puiggròs, nato a Barcellona nel 1974, provinciale da giugno 2023 e promotore del progetto musicale Jesuitas Acústico.
In quel patronato siedono anche il rettore di Comillas, Antonio Allende SJ; José Ignacio García Jiménez SJ, delegato sociale dei provinciali gesuiti d’Europa; la scrittrice Julia Navarro; la religiosa María Luisa Berzosa, delle Figlie di Gesù, facilitatrice nelle due assemblee del Sinodo sulla sinodalità e, secondo la scheda della fondazione stessa, formatrice e accompagnatrice di gruppi di diversità sessuale; ed Eva Castillo Sanz, già presidente e amministratore delegato di Telefónica Europa, ex consigliere di Bankia e CaixaBank e membro dal agosto 2020, per nomina di Francesco, del Consiglio dell’Economia della Santa Sede.
Oxfam Intermón ha appena compiuto settant’anni. Nacque a Barcellona nel 1956 come Segretariato delle Missioni e Propaganda della Compagnia di Gesù, al servizio dei missionari inviati in Bolivia, Paraguay e India; acquisì carattere laico negli anni Settanta, si costituì in fondazione nel 1986 ed entrò nella confederazione Oxfam nel 1997. Il suo rapporto di governo societario 2021-2022 identifica la Compagnia di Gesù come fondatrice, e il gesuita Lluís Magriñà, poi provinciale di Catalogna, la diresse per quattordici anni. Oggi la dirige Franc Cortada, direttore globale dei programmi di Oxfam tra il 2012 e il 2020, e presiede il suo patronato Sylvia Koniecki, che in precedenza ha ricoperto incarichi direttivi in Granada Acoge e Andalucía Acoge.
Il gesuita che ha parlato di più di Ceuta non firma il comunicato. Alberto Ares SJ, della provincia di Spagna, ex direttore dell’istituto di studi sulle migrazioni di Comillas e oggi direttore del Servizio Gesuita ai Rifugiati in Europa, spiegò a COPE quattro giorni dopo l’invasione che le migrazioni erano diventate moneta di scambio geopolitica e che era impossibile radunare decine di migliaia di persone a Castillejos senza che lo sapesse il Governo marocchino. Nella stessa intervista difese che in Europa arrivano migranti ogni anno perché ne ha bisogno. Il massimo responsabile gesuita per i rifugiati in Europa dà per scontato che Rabat fosse al corrente; le opere gesuite in Spagna chiedono ora che non venga approvata la norma pensata per accelerare i rimpatri.
CEAR, prima firmataria della lista, è presieduta dal 2011 dall’economista Carlos Berzosa, rettore della Complutense tra il 2003 e il 2011, e ha due direttori generali, Mónica López e Mauricio Valiente. Valiente è stato deputato di Izquierda Unida nell’Assemblea di Madrid e terzo vicesindaco con Manuela Carmena. Come assessore presidente di Chamartín propose di dare il nome di Rafael Sánchez Ferlosio alla piazza del Sagrado Corazón de Jesús, e la giunta del distretto lo approvò il 9 aprile 2019; il governo di Almeida annunciò poi che avrebbe conservato il nome.
Il tesoriere di CEAR, Francisco José Pérez, è responsabile di politica internazionale di Izquierda Unida, e nel suo comitato esecutivo siede Pablo Martínez, responsabile di ricerca e incidenza in Oxfam Intermón dal 2022. Nell’assemblea dell’ente hanno rappresentanza il PSOE, IU e il PP, CCOO, UGT e USO, l’Associazione Musulmana di Spagna e Cáritas Española, che occupa il suo posto con Ana Abril. Tra i soci d’onore figurano l’ex deputata socialista Delia Blanco, l’ex segretario di Stato Diego López Garrido e il dirigente comunista Enrique Santiago.
Movimiento por la Paz fu fondato e presieduto fino al 2022 da Francisca Sauquillo, oggi sua presidente onoraria e, da febbraio 2025, presidente del PSOE di Madrid. Tra il 2016 e il 2018 presiedette il Commissariato della Memoria Storica di Carmena, nello stesso comune in cui Valiente dirigeva l’Ufficio dei Diritti Umani e della Memoria. Completano la lista l’Associazione Pro Diritti Umani dell’Andalusia, presieduta da Diego Boza; l’ente barcellonese Irídia; Red Acoge; la Federación Sur Acoge; la Coordinadora CIE No Cádiz; la Red de Apoyo a Inmigrante Dimbali, e la Red de Acogida di El Puerto de Santa María, un’associazione di famiglie che accoglie nelle proprie case ragazzi migranti.
La diocesi di Cadice e Ceuta, governata come amministratore apostolico da Ramón Valdivia, mise le sue risorse di accoglienza a disposizione dal primo giorno, e Cáritas Ceuta assiste i nuovi arrivati con il segretariato diocesano delle migrazioni. Nessuna delle due firma il comunicato. I vicini che chiedono il decreto possono ora mettere un volto a chi chiede che non esca. Bastava leggere i loro siti web.
Lea también