La Rota condanna il sacerdote Gonzalo Ruipérez all'espulsione dallo stato clerical

La Rota condanna il sacerdote Gonzalo Ruipérez all'espulsione dallo stato clerical

Il Tribunale della Rota della Nunziatura Apostolica in Spagna ha condannato il sacerdote Gonzalo Ruipérez all’espulsione dallo stato clericale e gli ha imposto il divieto di risiedere a Madrid, secondo quanto ha anticipato questo mercoledì Religión Confidencial. La sentenza, emessa dopo circa un anno e mezzo di procedimento, è stata impugnata dal sacerdote davanti alla Rota Romana e, pertanto, non è ancora definitiva.

La risoluzione rappresenta un passo decisivo in un caso che InfoVaticana ha rivelato nel dicembre 2024, quando ha informato che l’allora parroco di San Juan de Dios, nella UVA di Vallecas, era stato rimosso dalle sue funzioni mentre la Rota indagava su denunce relative a comportamenti contrari al celibato sacerdotale e presunte irregolarità nella gestione economica della parrocchia. L’indagine allora in corso si è ora conclusa, in prima istanza, con la condanna del sacerdote.

Espulsione dallo stato clericale

Secondo le informazioni pubblicate da Religión Confidencial, la decisione è già stata comunicata a Ruipérez, alla persona denunciante, all’Arcidiocesi di Madrid e alla Diocesi di Alcalá de Henares. Il sacerdote è incardinato in quest’ultima, sebbene per anni abbia svolto il suo ministero pastorale a Madrid.

Il tribunale ha decretato la sua espulsione dallo stato clericale e il divieto di risiedere a Madrid. Ruipérez, tuttavia, ha impugnato la sentenza davanti alla Rota Romana, presieduta dall’arcivescovo spagnolo Alejandro Arellano Cedillo.

Ora sarà il tribunale apostolico a dover risolvere l’appello. Finché Roma non si pronuncerà, l’esecuzione della sentenza rimane sospesa. Sia l’Arcidiocesi di Madrid che la Diocesi di Alcalá de Henares hanno confermato a Religión Confidencial di essere a conoscenza del ricorso.

Un caso anticipato nel 2024

L’indagine è stata rivelata da InfoVaticana il 10 dicembre 2024. Allora, per preservare la sua identità mentre il procedimento era ancora aperto, questo mezzo si era riferito al sacerdote con le sue iniziali, G. R.

L’informazione anticipava che Madrid lo aveva rimosso dalle sue funzioni dopo che il Tribunale della Rota aveva avviato un’indagine. Fonti a conoscenza del procedimento indicavano allora che le accuse avevano due aspetti: comportamenti contrari allo stile di vita celibatario sacerdotale e sospetti di irregolarità nella gestione economica della parrocchia.

Le informazioni pubblicate ora da Religión Confidencial coincidono su questi due aspetti con quanto anticipato quasi due anni fa. Secondo il mezzo, l’istruttoria è stata particolarmente lunga a causa dell’elevato numero di persone che hanno reso testimonianza durante il processo.

Ruipérez era stato parroco di San Juan de Dios da settembre 2014 fino a quando è stato rimosso nel 2024. Sebbene dipendesse canonicamente da Alcalá de Henares, i fatti denunciati si sarebbero verificati mentre esercitava il suo ministero a Madrid, motivo per cui l’arcivescovado madrileno ha inizialmente assunto la gestione e la trattazione della denuncia.

Da Madrid a Roma

Secondo Religión Confidencial, l’allora vescovo ausiliare di Madrid e attuale vescovo di Segovia, monsignor Jesús Vidal, è stato colui che ha inizialmente accolto la persona denunciante. Dopo la sua partenza da Madrid, il defunto vescovo ausiliare José Antonio Álvarez ha assunto l’interlocuzione.

Ruipérez è stato per anni un sacerdote conosciuto a Vallecas per la sua intensa attività sociale. Durante la pandemia, la parrocchia è arrivata a distribuire decine di migliaia di chili di alimenti e ad assistere centinaia di famiglie. Nel 2017 ha ricevuto il Premio Alter Christus di Pastorale Sociale.

Prima della sua fase madrilena aveva esercitato come segretario personale di monsignor Manuel Ureña durante diverse fasi del suo ministero episcopale.

Il procedimento entra ora in una nuova fase. La condanna canonica esiste, ma non è definitiva: avendo Ruipérez esercitato il suo diritto di appello, spetterà alla Rota Romana decidere se confermare o modificare la sentenza emessa in Spagna. Fino ad allora, la pena di espulsione dallo stato clericale non sarà eseguita.

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