Il Papa chiede ai cattolici francesi di lavorare «a favore della vita, della famiglia e della verità»

Il Papa chiede ai cattolici francesi di lavorare «a favore della vita, della famiglia e della verità»

Leone XIV ha presieduto questo sabato 26 settembre una Messa affollatissima nella piazza della Concordia di Parigi, dove ha invitato i cattolici francesi a riscoprire le radici del loro Paese e a trasmettere pubblicamente la fede in Gesù Cristo. Davanti a circa 700.000 fedeli, secondo quanto riferito dalla Santa Sede, il Papa ha presentato Cristo come l’unica risposta capace di colmare la sete di senso, verità e pienezza che permane nel cuore umano.

La celebrazione ha costituito l’atto più numeroso fino a quel momento del viaggio apostolico di Leone XIV in Francia. Il Pontefice è uscito dalla Nunziatura Apostolica alle 14:00 e si è diretto alla piazza Charles-de-Gaulle, da dove ha percorso in auto scoperta il tragitto fino alla piazza della Concordia salutando la folla radunata lungo gli Champs-Élysées. La partecipazione ha superato ampiamente le previsioni iniziali: già ad agosto più di 200.000 persone si erano registrate in poche ore per partecipare alla Messa.

«Solo Dio può colmare quel vuoto interiore»

L’omelia di Leone XIV ha ruotato attorno all’immagine evangelica dell’acqua viva e alla sete profonda dell’uomo. Partendo dalle parole di Cristo —«Chi ha sete, venga a me e beva»—, il Papa ha spiegato che la ricerca fondamentale della persona non può essere soddisfatta con beni materiali, piaceri o intrattenimenti.

Il Pontefice ha avvertito che, anche dopo aver raggiunto obiettivi o aver visto ricompensati i propri sforzi, può riaffiorare il vuoto interiore. Di fronte alla tentazione di cercare di colmarlo con nuovi possessi o soddisfazioni immediate, ha ricordato che solo Dio può rispondere pienamente alla sete più profonda del cuore umano.

Leone XIV ha presentato Gesù Cristo come la fonte dalla quale il credente deve bere per diventare, a sua volta, fonte di vita per gli altri. Citando Origene, ha ricordato che chi beve dal Cuore di Cristo diventa egli stesso «pozzo, fonte e fiume» per il prossimo.

Una nazione rinnovata dalle sue radici

Rivolgendosi direttamente ai francesi riuniti nel centro di Parigi, il Papa ha evocato la lunga storia di santità del Paese e ha chiesto che l’acqua viva dello Spirito Santo si riversasse su tutta la Francia.

Leone XIV ha ricordato i primi martiri —Blandina, Potino e Ireneo—, i santi vescovi come Martino di Tours e Francesco di Sales e figure particolarmente legate alla carità, come Vincenzo de’ Paoli, Federico Ozanam e Giovanna Jugan.

Il Pontefice ha sottolineato anche coloro che continuano a impegnarsi nella società e nelle parrocchie «a favore della vita, della famiglia, della verità, della pace, della fraternità, della giustizia». Il riferimento ha prolungato uno dei temi che avevano segnato la sua prima giornata in Francia, dopo che al Palazzo dell’Eliseo aveva difeso il diritto alla vita e messo in guardia contro l’eutanasia, la maternità surrogata e le manipolazioni genetiche.

Un messaggio speciale alle famiglie e ai giovani

Leone XIV ha rivolto parole particolari alle famiglie francesi che perseverano nella loro missione nonostante le difficoltà quotidiane e ha ringraziato per il bene che compiono. Si è rivolto anche ai giovani, protagonisti della veglia celebrata la sera precedente allo Stade de France.

«Voi siete la Chiesa di oggi!», ha ricordato loro, sottolineando il loro entusiasmo, dinamismo, impegno e gioia all’interno delle comunità cristiane.

Il Papa ha menzionato inoltre i catecumeni e i neofiti, con i quali si era incontrato quella stessa mattina all’Istituto Cattolico di Parigi. Ha chiesto che il dono dello Spirito Santo li trasformasse in testimoni capaci di diffondere intorno a sé «la civiltà dell’amore».

Una Messa votiva della Vergine Maria

La celebrazione corrispondeva alla Messa votiva della Vergine Maria, fonte della salvezza. Leone XIV ha concluso la sua omelia rivolgendo lo sguardo alla Madre di Dio, presentata come colei che conduce la vita dei cristiani verso suo Figlio e come modello di una risposta libera e fiduciosa alla volontà divina.

Il libretto liturgico preparato per il viaggio aveva stabilito per questa celebrazione la Preghiera Eucaristica III, la stessa prevista per le altre due Messe papali in terra francese. Il programma liturgico del viaggio aveva confermato in precedenza che il Canone Romano non sarebbe stato utilizzato in nessuna delle tre celebrazioni.

Da Parigi a Lourdes

Al termine della celebrazione, l’arcivescovo di Parigi, monsignor Laurent Ulrich, ha rivolto parole di ringraziamento al Pontefice. Leone XIV ha poi lasciato Parigi per proseguire il suo viaggio a Lourdes, seconda tappa della sua visita apostolica in Francia.

 

OMELIA DEL SANTO PADRE LEONE XIV

Cari fratelli e sorelle:

Ringrazio Dio per il dono che mi ha concesso di essere qui, in questa Piazza della Concordia, per celebrare l’Eucaristia. Sì, quanto è bello e dolce per i fratelli e le sorelle vivere insieme in unità (cf. Sal 132,1), per proclamare la grandezza di Dio! Che la mia presenza tra voi confermi la vostra fede e vi animi a irradiare e trasmettere senza sosta la vita, la pace e l’amore del nostro amato Signore Gesù Cristo.

«Chi ha sete, venga a me e beva» (Gv 7,37). Fratelli e sorelle, la nostra comunità assetata si apre a Cristo, fonte di acqua viva; quell’acqua che disseta la sete e fa fiorire la vita, quell’acqua dell’amore di Dio che «è stata riversata nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato» (Rm 5,5).

Il desiderio di Dio abita nel profondo del nostro cuore, e gridiamo con il salmista: «l’anima mia ha sete di Dio, del Dio vivente» (Sal 41,3). È il grido di un uomo, umile e appassionato, la cui sete più intima ed esistenziale non cessa di crescere. Ora, è Gesù Cristo, per la sua incarnazione, che va incontro a ogni persona nella sua storia e si rivela come la vera fonte di acqua viva capace di dissetare la sua sete. Non si tratta tanto di una sete materiale, quanto di una sete di senso, di verità e di pienezza che abita nel cuore di ciascuno. Gesù risponde a questo profondo desiderio di relazione, di comunione con Dio, in cui risiede la pienezza della vita per sempre.

Nella prima lettura, il profeta Ezechiele vedeva l’acqua sgorgare dal Tempio e, estendendosi nel deserto, purificare e fecondare tutto (cf. Ez 47,1-2.8-9.12). Più tardi, san Giovanni vedrà sgorgare acqua dal costato trafitto di Gesù, mentre consegna lo spirito (cf. Gv 19,30-34). Tutti possono allora bere da questa fonte per rinascere e ricevere il dono dello Spirito, per diventare figli di Dio, nuove creature.

Fratelli e sorelle, dobbiamo riconoscere che qui sulla terra nulla ci soddisfa pienamente. Quando crediamo di aver finalmente terminato il nostro lavoro e che i nostri sforzi siano stati ricompensati, molto spesso riaffiora il vuoto interiore, ancora più profondo. Allora, per colmarlo, è possibile che cerchiamo nuovi piaceri, che vogliamo possedere cose nuove, che facciamo di tutto per “divertirci” per non sentire quel malessere interiore.

La Liturgia della Parola di oggi ci invita a esaminare il nostro cuore: qual è la nostra sete più profonda? Cosa cerchiamo realmente nella vita? Tutti aneliamo alla felicità, all’amore e alla pienezza. Ma da quale fonte cerchiamo di dissetare la nostra sete? Ci accontentiamo dei beni materiali, delle soddisfazioni immediate, di quei piccoli idoli così numerosi che promettono la luna e le stelle, ma lasciano vuoto il nostro cuore? Per il battesimo, abbiamo ricevuto l’acqua viva di cui parla il Vangelo, ma abbiamo davvero incontrato Cristo personalmente? L’essere umano è, in essenza, un essere di desiderio e solo Dio può colmare quel vuoto interiore. Sì, fratelli e sorelle: Gesù Cristo, il Buon Pastore, ci conduce, come il pastore guida le sue pecore, alla fonte della felicità e della pace. Egli conosce ciascuno di noi per nome. Nessuno dei nostri segreti, delle nostre intenzioni, delle nostre debolezze gli sfugge. Egli scruta le profondità del nostro cuore. Ha dato la sua vita per noi e continua a donarla attraverso i sacramenti. Porta sulle sue spalle le pecore stanche o ferite, e riporta con delicatezza quelle che si sono smarrite. Gesù rivela l’amore incondizionato di Dio per noi. Per Lui, nessuno di noi è un numero in un’identificazione, né un numero di serie, ma una persona, una persona unica e insostituibile.

Vedendovi qui riuniti, fratelli miei, eredi di una lunga e bella storia di santità in Francia, vi dico: dissetatevi anche voi a questa fonte, che è il Cuore di Gesù trafitto. Sì, avete sete di Dio, di vita, di verità, di unità, di pace, di comunione, di felicità. Aspirate a riscoprire un orizzonte luminoso, a costruire una nazione rinnovata a partire dalle sue radici, irrigate dalla fede. Non custodite questa fede in Gesù Cristo solo per voi, ma lasciate che trabocchi per dissetare e colmare le persone che incontrate. Spetta a voi portare la speranza là dove regnano lo scoraggiamento e la siccità spirituale.

Infatti, accettando di vivere nella verità sotto lo sguardo di Gesù possiamo essere autentici, possiamo vedere le nostre vite con lucidità. Certamente le nostre vite sono fragili, vulnerabili, destinate ad attraversare la morte, ma sono anche meravigliose, miracolose, capaci di rinnovarsi nelle relazioni e di aprirsi all’amore vero.

«Beva chi crede in me; […] “dai suoi visceri scorreranno fiumi di acqua viva”» (Gv 7,37.38). Saziandoci della fonte che è il Cuore di Cristo, diventiamo noi stessi, come scrisse Origene, pozzi, sorgenti e fiumi per gli altri (cf. Omelia 12, 1, 2-3). Infatti, il credente che ne beve diventa anche fonte di vita grazie al suo legame esistenziale con Cristo e trasmette quella stessa vita al suo prossimo.

Cari fratelli e sorelle, l’acqua viva dello Spirito Santo si è riversata in abbondanza e continua a dare frutto nella Chiesa attraverso i missionari e i testimoni presenti in tutte le culture e tra tutti i popoli. Questa acqua feconda tutto ciò che si lascia toccare e trasformare da essa per produrre il suo frutto, cioè la santità di coloro che adorano il Dio vero e servono i loro fratelli e sorelle con carità e generosità. In questo bel Paese che è la Francia, molti si sono dissetati a questa acqua viva nel corso dei secoli e hanno consacrato totalmente la loro vita al bene: i primi martiri come Blandina, Potino e Ireneo; i santi fondatori e fondatrici di ordini religiosi, i santi vescovi come Martino di Tours e Francesco di Sales; gli uomini e le donne con un cuore sensibile alle necessità dei loro simili, come Vincenzo de’ Paoli, Federico Ozanam, Giovanna Jugan e molti altri. Ancora oggi, sono molto numerosi nella nostra società, nelle nostre parrocchie e nelle nostre diverse attività coloro che continuano a impegnarsi a favore della vita, della famiglia, della verità, della pace, della fraternità e della giustizia.

Da questa bella città di Parigi, prego con fervore affinché l’acqua viva dello Spirito Santo si riversi su tutta la Francia. Penso a voi, care famiglie, che, nonostante le molteplici difficoltà che affrontate quotidianamente, perseverate coraggiosamente nella vostra missione. Vi ringrazio di cuore per tutto il bene che si realizza attraverso di voi; che mai si esaurisca nelle vostre vite la presenza concreta di Gesù. Penso a voi, cari giovani: siete la Chiesa di oggi. Quanto è bello vedere il vostro entusiasmo, il vostro dinamismo, il vostro impegno e la gioia che portate nelle comunità cristiane! Penso anche a voi, cari catecumeni e neofiti, che intraprendete il cammino della fede, della conversione e dell’iniziazione cristiana. Possa dare testimonianza, a coloro che vi circondano, del cammino che state percorrendo e motivarli a porsi, a loro volta, delle domande. Che il dono dello Spirito Santo vi trasformi in testimoni viventi, disposti a diffondere intorno a voi la civiltà dell’amore.

Fratelli e sorelle: volgiamo il nostro sguardo verso la Madre di Dio, Fonte di Salvezza, colei che guida le nostre vite verso suo Figlio, autore di ogni grazia. Con il suo “sì” libero e fiducioso, ella è diventata l’umile ricettacolo voluto da Dio, nel quale l’amore del Padre si è incarnato per donarsi al mondo.

Invochiamola con fiducia affinché, per sua intercessione, sorgano sorgenti di acqua viva nel seno del Popolo di Dio e facciano fiorire per tutta la Francia i germogli della fede, della speranza e della carità. Amen.

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