I dipendenti del Vaticano rivendicano un risarcimento per gli anni di contenimento salariale

I dipendenti del Vaticano rivendicano un risarcimento per gli anni di contenimento salariale

L’Associazione dei Dipendenti Laici del Vaticano (ADLV) ha chiesto a Leone XIV di studiare un risarcimento economico per le perdite subite durante gli anni in cui erano in vigore le misure di contenimento salariale introdotte durante la pandemia. I lavoratori ritengono che la recente abrogazione delle restrizioni non risolva gli effetti accumulati dalla sospensione degli incrementi biennali di anzianità.

Secondo ha riferito EWTN, l’associazione, che afferma di rappresentare circa 850 lavoratori su circa 5.000 dipendenti del Vaticano, ha avanzato la richiesta dopo che Leone XIV ha abrogato il motu proprio Un futuro sostenibile, promulgato da Francesco nel 2021.

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La nuova disposizione pontificia, pubblicata il 14 settembre scorso e con effetti dal 1° dello stesso mese, ha posto fine alle misure di contenimento salariale adottate durante la pandemia. Tuttavia, il documento stabilisce espressamente che gli effetti prodotti mentre erano in vigore restano definitivamente consolidati, inclusa la sospensione degli incrementi biennali di anzianità.

Un risarcimento per gli incrementi perduti

L’ADLV sostiene che proprio quel punto lascia irrisolta una delle principali rivendicazioni dei lavoratori. L’abrogazione non consente di recuperare retroattivamente gli incrementi che hanno cessato di accumularsi durante questi anni né prevede un risarcimento specifico.

L’associazione ha quindi sollevato la possibilità di stabilire un pagamento straordinario o qualche misura compensativa nel caso in cui non sia possibile restituire integralmente le somme non percepite. Propone inoltre di studiare l’eliminazione degli effetti che il congelamento ha avuto sulle future pensioni e sulle indennità di fine servizio.

Secondo i rappresentanti dei dipendenti, il danno accumulato potrebbe raggiungere in alcuni casi diverse migliaia di euro per lavoratore. L’associazione ricorda inoltre che gli stipendi vaticani restano sostanzialmente invariati dal 2008, per cui gli incrementi biennali costituivano, insieme alla paga straordinaria e alle ore straordinarie, uno dei pochi canali di crescita della retribuzione.

La questione economica era già emersa tra le principali preoccupazioni manifestate dai lavoratori. All’inizio di quest’anno, un sondaggio promosso dalla stessa ADLV ha evidenziato malcontento per le condizioni di lavoro, la gestione del personale e la sospensione degli incrementi salariali.

I lavoratori chiedono di partecipare alle decisioni

L’associazione ha inoltre utilizzato il suo comunicato per chiedere un maggiore dialogo con le autorità vaticane. I dipendenti lamentano di non essere stati consultati prima dell’approvazione di disposizioni che riguardano direttamente le loro condizioni di lavoro, una situazione che, secondo loro, si era già verificata quando Francesco adottò le misure di austerità nel 2021.

L’ADLV riconosce che l’ordinamento attuale non prevede meccanismi formali di partecipazione dei lavoratori all’elaborazione di queste decisioni, ma ricorda di aver manifestato ripetutamente la propria disponibilità a collaborare con le istituzioni della Santa Sede.

Il motu proprio del 2021 aveva stabilito una riduzione del 10 % nelle remunerazioni dei cardinali e dell’8 % per determinati incarichi superiori, oltre a una riduzione del 3 % per alcune categorie di sacerdoti e religiosi. Aveva inoltre sospeso temporaneamente gli incrementi biennali di anzianità per parte del personale.

Leone XIV ha abrogato definitivamente quel regime il 14 settembre scorso, ritenendo che le circostanze eccezionali che giustificarono le misure durante la pandemia fossero state superate. Il Papa ha comunque mantenuto gli effetti economici già prodotti durante gli anni in cui la norma era in vigore.

L’ADLV chiede ora che, superata quella fase, si apra una nuova fase di dialogo con i lavoratori e si studi una formula per riconoscere i sacrifici economici assunti durante quegli anni.

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