Il PSOE e Sumar, i due partiti che compongono il Governo di Spagna, guidano la lista delle formazioni politiche a cui l’Osservatorio per la Libertà Religiosa e di Coscienza (OLRC) attribuisce attacchi alla libertà religiosa durante il 2025. Dei 306 casi documentati durante l’anno —la cifra più alta da quando è iniziata la serie nel 2012—, 105 hanno origine, secondo l’Osservatorio, in rappresentanti politici o formazioni parlamentari.
Il Rapporto sugli Attacchi alla Libertà Religiosa in Spagna 2025, presentato lo scorso 15 settembre, attribuisce 31 casi al PSOE, 26 a Sumar e 18 a Podemos. Per l’OLRC, che i due partiti dell’Esecutivo occupino i primi posti rappresenta una «grave responsabilità istituzionale».
Il Governo, «al vertice della responsabilità politica»
Lo stesso Osservatorio apre questa sezione delle sue conclusioni con un’affermazione inequivocabile: «Il Governo di Spagna, al vertice della responsabilità politica».
I 105 casi collegati dal rapporto a rappresentanti politici o formazioni parlamentari rappresentano circa uno su tre attacchi registrati durante il 2025. PSOE, Sumar e Podemos ne concentrano 75.
«È altrettanto inammissibile che i partiti del Governo guidino la lista dei responsabili politici. Questo non è laicità: è laicismo belligerante e ostilità verso il fatto religioso», afferma María García, presidente dell’OLRC.
L’organizzazione include nella sua categoria di «laicismo belligerante» azioni che considera orientate a escludere attivamente la religione dalla vita pubblica. Durante il 2025 ha registrato 105 casi di questo tipo, il 12% in più rispetto al 2024, rendendola per il secondo anno consecutivo la categoria più numerosa.
La denuncia dell’Osservatorio arriva, inoltre, in un momento in cui PSOE e Sumar hanno concordato di promuovere una riforma del Codice Penale che prevede l’eliminazione del reato di offesa ai sentimenti religiosi. Entrambi i gruppi presentano la modifica come un ampliamento della protezione della libertà di espressione.
Record di attacchi e i cattolici come principale obiettivo
La componente politica si inserisce in una crescita generalizzata degli attacchi documentati. L’OLRC ha registrato 306 casi nel 2025, rispetto ai 243 del 2024 e ai 195 del 2023. Ciò rappresenta un incremento del 26% in un anno e del 57% in due anni, e costituisce il massimo della serie storica iniziata nel 2012.

I cattolici sono stati il principale obiettivo, con 173 dei 306 casi, il 56,5% del totale. Se si aggiungono i 33 diretti contro i cristiani in generale, cinque contro gli evangelici e uno contro gli ortodossi, il numero sale a 212 casi contro i cristiani: circa due su tre.
Tra i cristiani, le due categorie con maggiore incidenza sono state proprio il «laicismo belligerante», con 60 casi, e lo scherno religioso, con 40.
La comunità ebraica appare al secondo posto, con 40 casi, il 13% del totale. L’Osservatorio sottolinea che gli attacchi contro gli ebrei si sono moltiplicati per tredici dal 2022. I musulmani hanno subito 26 casi, i Testimoni di Geova 11 e altri 17 sono stati classificati come diretti contro tutte le confessioni.
Quasi il 60% in più di attacchi contro templi e simboli

Il deterioramento registrato dall’OLRC si osserva anche negli attacchi materiali. Durante il 2025 ha registrato 73 attacchi contro luoghi di culto e simboli religiosi, rispetto ai 46 dell’anno precedente, il che rappresenta un incremento del 59%.
Le vessazioni contro i credenti sono aumentate del 67%, raggiungendo le 50, mentre i casi di scherno religioso sono cresciuti del 7%, arrivando a 72. Il rapporto documenta inoltre sei episodi di violenza fisica contro i credenti, la stessa cifra del 2024.
«Che gli attacchi ai luoghi di culto siano cresciuti quasi del 60% in un solo anno è un dato che dovrebbe allarmare qualsiasi governo che si prenda sul serio la convivenza», avverte García. L’Osservatorio segnala che in gran parte di questi attacchi gli autori sono sconosciuti, circostanza che rende difficile il loro perseguimento giudiziario.
RTVE appare anche nel rapporto
Il rapporto non limita la sua analisi all’ambito strettamente partitico. Nella sezione mediatica, l’OLRC attribuisce cinque casi a RTVE e ricorda quanto accaduto durante i Rintocchi del 1° gennaio 2025, quando nella televisione pubblica è stata mostrata un’immagine che parodiava l’immagine del Sacro Cuore di Gesù.
L’Osservatorio sostiene che durante il 2025 si è fatto ricorso in modo reiterato alla libertà artistica e di espressione per giustificare lo scherno e la ridicolizzazione dei credenti, specialmente dei cattolici, e menziona casi registrati in televisione, radio, cartellonistica politica e spettacoli di carnevale.
«È inaccettabile che la televisione pubblica, finanziata con le tasse di tutti gli spagnoli, compresi i credenti, sia uno degli attori che più attacchi alla libertà religiosa protagonizza», sostiene García.
L’OLRC chiede di proteggere i sentimenti religiosi
Di fronte ai dati raccolti, l’Osservatorio esige dal Governo e dai legislatori proteggere i simboli e i luoghi di culto, mantenere nel Codice Penale il reato di offesa ai sentimenti religiosi, rispettare il diritto di pregare in via pubblica ed eradicare quello che definisce «laicismo belligerante» dalle istituzioni e dai media pubblici.
L’OLRC si definisce come un’associazione civile indipendente fondata nel 2006. Il suo rapporto annuale raccoglie aggressioni subite da persone a causa della loro confessione religiosa e attacchi contro simboli e luoghi di culto. L’organizzazione partecipa inoltre come consulente nella Commissione di Monitoraggio del Piano d’Azione di lotta contro i reati d’odio, dipendente dal Ministero dell’Interno.
«Spagna ha l’obbligo, verso i suoi cittadini e verso il diritto internazionale, di garantire che la libertà religiosa non sia un diritto di seconda classe», conclude la presidente dell’Osservatorio.