Un'azienda di maternità surrogata annuncia una «fiera dei bambini» a Varsavia con pacchetti fino a 65.000 euro

Un'azienda di maternità surrogata annuncia una «fiera dei bambini» a Varsavia con pacchetti fino a 65.000 euro

L’azienda ucraina BioTexCom prevede di organizzare il 12 e 13 settembre a Varsavia un incontro promozionale per attirare clienti interessati alla gestazione surrogata e alla fecondazione in vitro, con pacchetti che raggiungono i 64.900 euro. L’iniziativa ha provocato la reazione delle organizzazioni pro-vita polacche ed è già arrivata alla Procura.

L’Istituto Ordo Iuris ha presentato un esposto alla Procura del distretto di Varsavia-Śródmieście per le attività di BioTexCom e ha chiesto di indagare se l’organizzazione di questi programmi possa costituire, tra gli altri possibili reati, adozione illegale o preparazione alla tratta di persone. L’organizzazione chiede inoltre alle autorità polacche di impedire lo svolgimento dell’evento.

Pacchetti fino a 64.900 euro

BioTexCom, azienda con sede in Ucraina specializzata in riproduzione assistita e gestazione surrogata, ha annunciato per questo fine settimana una serie di incontri nella capitale polacca rivolti specificamente a potenziali clienti.

L’azienda offre consulenze individuali in cui presenta i suoi programmi di gestazione surrogata. Secondo le informazioni diffuse sulla sua offerta, i prezzi oscillano approssimativamente tra i 37.000 e i 65.000 euro. Il pacchetto più costoso raggiunge concretamente i 64.900 euro.

L’azienda dispone inoltre di un sito web e canali di comunicazione in polacco per attirare clienti. I suoi servizi includono diverse fasi del processo riproduttivo e, secondo Ordo Iuris, vanno dalla selezione della donna gestante e dalle procedure di riproduzione assistita fino al coordinamento della gravidanza, del parto e della successiva consegna del bambino a chi ha stipulato il programma.

È proprio il carattere commerciale dell’incontro che ha portato i suoi detrattori a definirlo una «fiera dei bambini». BioTexCom lo presenta invece come una conferenza e un’opportunità per consultazioni sui suoi programmi.

Ordo Iuris porta il caso alla Procura

La convocazione ha scatenato una reazione giuridica in Polonia. Ordo Iuris ha presentato il 2 settembre scorso un esposto alla Procura di Varsavia-Śródmieście ritenendo che esistano indizi sufficienti per indagare sulle attività dell’azienda.

L’Istituto sostiene che il processo offerto da BioTexCom potrebbe consentire che il bambino nato mediante gestazione surrogata venga consegnato ai clienti evitando la procedura di adozione stabilita dalla legislazione polacca.

L’esposto solleva tre possibili categorie di reato: organizzazione illegale di adozioni, preparazione alla tratta di esseri umani e partecipazione a un gruppo criminale organizzato. Si tratta, per il momento, di accuse formulate da Ordo Iuris che dovranno essere esaminate dalle autorità, non di reati dichiarati giudizialmente.

L’organizzazione ha richiesto l’apertura di indagini e che venga assicurata la documentazione e i dati elettronici relativi all’incontro previsto per i giorni 12 e 13.

Una richiesta per impedire l’incontro

Parallelamente, Ordo Iuris ha promosso una petizione rivolta alle autorità per chiedere che l’evento venga bloccato.

«La conferenza che l’azienda ucraina sta pianificando per settembre a Varsavia non è un evento informativo neutrale, bensì una campagna promozionale per un business riproduttivo commerciale», sostiene l’organizzazione polacca.

L’Istituto ritiene che questo modello trasformi il corpo della donna in uno strumento per soddisfare l’incarico di terzi e il bambino in oggetto di una transazione commerciale. Negli ultimi anni, Ordo Iuris ha sostenuto davanti agli organismi internazionali che la gestazione surrogata commerciale deve essere affrontata dalla prospettiva della vendita e della tratta di bambini.

L’organizzazione ha portato questa posizione davanti alle Nazioni Unite e alle istituzioni europee e propone l’adozione di un protocollo aggiuntivo alla Convenzione sui Diritti del Bambino che proibisca espressamente la gestazione surrogata.

La gestazione surrogata e la dignità della donna e del bambino

La controversia polacca si produce nel mezzo di un crescente dibattito internazionale sulla gestazione surrogata e sulle sue conseguenze per le donne gestanti e i bambini.

La Chiesa cattolica mantiene una posizione inequivocabilmente contraria a questa pratica. La dichiarazione Dignitas infinita, pubblicata nel 2024 dal Dicastero per la Dottrina della Fede, afferma che la gestazione surrogata viola gravemente la dignità della donna e del bambino e ricorda che quest’ultimo ha diritto a un’origine pienamente umana e non indotta artificialmente.

Il documento denuncia particolarmente la trasformazione del figlio in oggetto di un contratto e sostiene che il legittimo desiderio di avere discendenza non può trasformarsi in un «diritto al figlio».

Il rifiuto è stato espresso anche con particolare forza da Francesco, che nel gennaio 2024 ha chiesto alla comunità internazionale di lavorare per un divieto universale della gestazione surrogata.

L’incontro è previsto per questo fine settimana

Salvo che le autorità polacche intervengano prima, gli incontri promozionali di BioTexCom sono previsti per i giorni 12 e 13 settembre, cioè questo prossimo fine settimana.

La convocazione risulta particolarmente significativa per svolgersi in Polonia, un paese dove la gestazione surrogata manca di un quadro giuridico specifico che permetta di operare come in Ucraina. Ordo Iuris sostiene che determinate azioni relative alla consegna remunerata di bambini possono entrare in conflitto con diverse disposizioni del diritto penale polacco.

L’esposto presentato alla Procura eleva così il conflitto oltre la controversia etica: le autorità dovranno determinare ora se esistano fondamenti giuridici per indagare sulle attività di BioTexCom e, nel frattempo, le organizzazioni contrarie alla gestazione surrogata mantengono la loro richiesta affinché l’incontro non abbia luogo.

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