Il papa Leone XIV ha nominato membro del Pontificio Comitato di Scienze Storiche lo storico italiano Umberto Longo, direttore dell’Istituto Storico Italiano per il Medio Evo e professore ordinario di Storia Medievale presso l’Università La Sapienza di Roma. Il nomina è stata annunciata ufficialmente dalla Santa Sede il 13 agosto, insieme a quelle di Francesco Cesareo e Anna Barańska, e diffusa da Vatican News.
Il dato rilevante è che l’appartenenza di Longo alla massoneria non emerge semplicemente dalla sua partecipazione a conferenze organizzate da logge. Esistono documenti pubblicati dalle stesse istituzioni massoniche italiane che lo presentano come «Fratello», gli attribuiscono gradi concreti del Rito Scozzese Antico e Accettato e lo collocano in cariche interne. La documentazione è notevolmente più solida di quanto potrebbe suggerire una semplice relazione di vicinanza con ambienti massonici.
La prima prova appare in Logos, pubblicazione dell’Ispettorato Regionale del Lazio del Rito Scozzese Antico e Accettato, relativa al 2013. Nella pagina dedicata alle «Cariche per il 2013» della Loggia di Perfezione Maestri Segreti «Giano», Oriente di Roma, figura espressamente «Fr. Oratore Umberto Longo 4°». La stessa rivista chiarisce immediatamente che i gradi indicati sono quelli posseduti da ciascun «Fratello» al momento dell’assunzione della carica.
Non siamo, quindi, di fronte al nome di un ospite esterno. «Fr.» significa Fratello; «Oratore» è la carica che Longo ricopriva all’interno di quella Loggia di Perfezione e «4°» indica il suo grado nel Rito Scozzese. Lo stesso numero di Logos pubblica inoltre diversi lavori sotto l’epigrafe «Le Tavole del Fr. Oratore Umberto Longo 4°» —nove tavole rituali incise per i lavori della Loggia durante il 2013— e uno studio sulla storia del Rito firmato nuovamente «Fr. Umberto Longo 4°». Nell’introduzione, l’Ispettore Regionale per il Lazio presenta espressamente il fascicolo come la raccolta delle tavole incise «a cura dell’Oratore Fr. Umberto Longo 4°».
A questa documentazione si aggiunge una seconda fonte ufficiale, questa volta del Grande Oriente d’Italia. La sua rivista Erasmo, numero 7-8 del 2013, informa di una «Tornata di I° Grado» celebrata il 25 marzo nella Casa Massonica Romana di Piazzale degli Archivi. La cronaca spiega che vi parteciparono numerosi fratelli e Maestri Venerabili e elenca espressamente tra questi ultimi Umberto Longo. Non si trattava di un congresso accademico aperto, bensì di lavori rituali massonici di primo grado.
Ma probabilmente la prova documentale più significativa appare incrociando due fonti distinte del 2014. L’8 luglio 2014, il sito ufficiale del Grande Oriente d’Italia annunciò che Umberto Longo avrebbe tenuto il giorno successivo, all’interno del cosiddetto «Luglio Scozzese» organizzato dall’Ispettorato Regionale del Lazio, una conferenza dal titolo «La via dinamica di perfezionamento dei Cavalieri Scozzesi. Tradizione e ritualità, rigenerazione e universalità».
Quello stesso lavoro, con esattamente lo stesso titolo, appare pubblicato nel numero del 2014 di Logos, la rivista del Rito Scozzese. E lì l’autore è identificato in modo inequivocabile come «Fr. U. Longo 9°». Il Grande Oriente attribuisce pubblicamente la conferenza a Umberto Longo; la pubblicazione del Rito Scozzese riproduce lo stesso intervento e lo attribuisce al «Fratello U. Longo», nono grado. Lo stesso numero raccoglie, inoltre, la «Tavola d’Agape 2013 del Fr. Oratore U. Longo 9°»: l’agape rituale annuale della Loggia «Giano», la cui preghiera fu tenuta, ancora una volta, dallo stesso Oratore che la rivista aveva identificato l’anno precedente con nome e cognome completi.
Il contenuto del testo è altrettanto rivelatore. Longo non scrive dalla prospettiva di un ricercatore esterno che descrive i rituali come oggetto storico. Parla del «privilegio di partecipare a un rito di iniziazione», dell’utilizzo degli strumenti che «la Massoneria mette a disposizione» e delle aspirazioni dei massoni e dei doveri dei cavalieri scozzesi.
La documentazione non si esaurisce nel 2014. In Logos del 2015 appare un altro intervento dal titolo «La piramide rituale scozzese», firmato «Fr. U. Longo 9°». Il testo è scritto inequivocabilmente dall’interno del Rito. Longo utilizza espressioni come «nel rituale di IV Grado ci sono stati fatti compiere» e, ancora più esplicitamente, «Come massoni e scozzesi abbiamo quindi…»: «Come massoni e scozzesi abbiamo, quindi…». È difficile concepire una formulazione più diretta sulla condizione da cui scrive l’autore.
L’identificazione non ammette dubbi
LifeSiteNews, che ha riferito sul caso il 14 agosto, ha introdotto qualche cautela formale sull’identificazione tra il «Fr. Umberto Longo» delle pubblicazioni rituali e il professore ordinario della Sapienza. L’incrocio delle fonti primarie rende insostenibile tale cautela.
Nel 2019, il Grande Oriente d’Italia ha nuovamente incluso Umberto Longo come relatore —presentato come storico, insieme a Carlo Ricotti— nel congresso organizzato a Roma dalla loggia «Dio e Popolo» n. 786 e dal Collegio Circoscrizionale dei Maestri Venerabili del Lazio in occasione del 170° anniversario della Repubblica Romana.
E nel dicembre 2022 l’identificazione viene chiusa dalla stessa organizzazione dell’evento. Longo ha partecipato a Venezia a una conferenza dedicata a Hugo Pratt e all’universo iniziatico di Corto Maltese, e l’ente organizzatore ha identificato espressamente il relatore come «prof. Umberto Longo, professore ordinario di Storia Medievale alla Sapienza Università di Roma». L’evento era patrocinato dalla Fondazione Scozzese Triveneta; i saluti finali furono tenuti da Gian-Paolo Barbi, Sovrano Gran Commendatore del Rito Scozzese Antico e Accettato; e il presidente onorario dell’associazione organizzatrice era Luigi Milazzi, esattamente lo stesso Sovrano Gran Commendatore che figura nell’organigramma del Supremo Consiglio nei numeri di Logos del 2013, 2014 e 2015 in cui firma il «Fr. Umberto Longo». Il professore ordinario della Sapienza che disserta sull’esoterismo sotto patrocinio scozzese nel 2022, davanti alla cupola del Rito, è la stessa persona che il Rito pubblicava come fratello di quarto e nono grado.
La sequenza stabilita dalle fonti aperte è, quindi, inequivocabile: nel 2013 Longo appare nella documentazione interna come «Fr. Oratore Umberto Longo 4°» e il Grande Oriente lo include tra i Maestri Venerabili presenti a una riunione rituale; nel 2014 il Rito Scozzese pubblica come «Fr. U. Longo 9°» esattamente la stessa conferenza che il Grande Oriente attribuisce pubblicamente a Umberto Longo; nel 2015 firma nuovamente come nono grado un testo in cui parla in prima persona come membro dei «massoni e scozzesi»; nel 2019 il Grande Oriente lo presenta come relatore di una delle sue logge; e nel 2022 disserta, identificato con nome, cognome e cattedra, in un evento patrocinato da una fondazione scozzese e chiuso dal Sovrano Gran Commendatore del Rito.
Esiste, dunque, documentazione primaria più che sufficiente per attestare che Umberto Longo appartiene alla massoneria, ha ricoperto cariche in una Loggia di Perfezione e ha raggiunto almeno il nono grado del Rito Scozzese Antico e Accettato. Non risulta in alcuna fonte pubblica alcun atto di abbandono, dimissione o rottura con l’istituzione; al contrario, il suo legame con gli ambienti del Rito è documentato in modo continuativo almeno fino al dicembre 2022, appena tre anni e mezzo prima della sua nomina pontificia. Se Longo avesse cessato di essere massone, spetta a lui —o alla Santa Sede, che lo ha nominato— dimostrarlo. I documenti pubblicati dalle stesse organizzazioni massoniche dicono ciò che dicono.
Quanto insegna la Chiesa sulla massoneria
La nomina acquista una particolare rilevanza alla luce della posizione della Chiesa sulla massoneria. La Dichiarazione sulla massoneria della Congregazione per la Dottrina della Fede del 1983, firmata dal cardinale Joseph Ratzinger e approvata da Giovanni Paolo II, stabilisce che il giudizio negativo della Chiesa rimane immutato perché i principi delle associazioni massoniche sono inconciliabili con la dottrina cattolica. L’affiliazione rimane proibita e i fedeli iscritti a esse si trovano, indica il documento, in stato di peccato grave e non possono ricevere la Santa Comunione.
La Santa Sede ha ribadito tale posizione nel novembre 2023, quando il Dicastero per la Dottrina della Fede ha ricordato, con l’approvazione di papa Francesco, che l’appartenenza attiva di un fedele alla massoneria è proibita dall’«irriconciliabilità tra la dottrina cattolica e la massoneria».
Non risulta che Umberto Longo sia cattolico, per cui non sarebbe corretto trasferirgli automaticamente le conseguenze canoniche che quei documenti stabiliscono per i fedeli. Neppure questa è la questione: il Comitato Pontificio di Scienze Storiche è un organismo accademico che ha contato su membri non cattolici. La questione che pone la sua nomina è un’altra, e più grave: Leone XIV ha incorporato in un organismo pontificio —proprio quello incaricato delle scienze storiche, terreno in cui la storiografia di ispirazione massonica ha un’agenda propria ben nota sul Risorgimento, gli Stati Pontifici o i processi storici della Chiesa— un massone del nono grado del Rito Scozzese, fratello, Maestro Venerabile e ufficiale di una Loggia di Perfezione secondo le stesse pubblicazioni ufficiali del Rito e del Grande Oriente d’Italia.
Le prove non provengono da elenchi anonimi, filtrazioni né accuse di terzi. Sono pubblicate da anni nelle pagine ufficiali della massoneria italiana. La domanda che rimane sospesa è chi abbia elaborato la proposta di nomina e quale filtro sia stato applicato —se ne è stato applicato alcuno— prima di porla sul tavolo del Papa. Questo mezzo ha richiesto commenti all’interessato e alla Sala Stampa della Santa Sede.