L’Autorità di Supervisione e Informazione Finanziaria (ASIF), l’organismo anti-riciclaggio della Santa Sede, continua a rafforzare la sua proiezione internazionale dopo la profonda riforma approvata da Leone XIV appena poche settimane fa. Lo scorso 17 luglio ha firmato un memorandum d’intesa con la Deutsche Bundesbank, la banca centrale tedesca, per rafforzare la cooperazione tecnica tra le due istituzioni in materia di supervisione finanziaria.
L’accordo rappresenta il primo movimento internazionale di rilievo dall’entrata in vigore del nuovo Statuto dell’ASIF. La riforma, approvata tramite un Chirografo del Papa ed entrata in vigore alla fine di giugno, ha eliminato la Presidenza e il Consiglio Direttivo creati nel 2020, ha concentrato il governo dell’organismo in un unico direttore di nomina pontificia e ha trasferito il suo rendiconto al Consiglio per l’Economia. Il nuovo assetto ha sollevato interrogativi sull’indipendenza effettiva del supervisore finanziario vaticano, un elemento chiave per la sua credibilità presso gli organismi internazionali.
Cooperazione con la banca centrale tedesca
Il memorandum è stato firmato nel Palazzo San Carlo in Vaticano dal direttore dell’ASIF, Federico Antellini Russo, e da Burkhard Balz, membro del Comitato Esecutivo della Deutsche Bundesbank.
Secondo quanto spiegato dalla Santa Sede, l’accordo mira a consolidare la cooperazione tra le due istituzioni attraverso programmi di formazione, scambio di esperienze e buone pratiche in materia di supervisione finanziaria. L’obiettivo è rafforzare la trasparenza, l’integrità e la sostenibilità del sistema finanziario internazionale, nonché rafforzare la collaborazione tra l’autorità di vigilanza vaticana e la banca centrale della più grande economia dell’Unione Europea.
Durante la cerimonia, Balz ha affermato che la firma del memorandum riafferma «l’impegno condiviso verso i principi di integrità, trasparenza e cooperazione internazionale» e fornisce «un quadro per lo scambio continuo e il sostegno reciproco», con lo scopo di contribuire al bene comune attraverso «un sistema finanziario stabile e giusto».
La prima iniziativa internazionale della nuova ASIF
Nel suo intervento, il direttore dell’ASIF, Federico Antellini Russo, ha collocato l’accordo all’interno della nuova fase aperta dopo la riforma di Leone XIV.
«La firma di questo memorandum d’intesa avviene nell’anno del quindicesimo anniversario della creazione di questa Autorità e appena poche settimane dopo l’entrata in vigore del nuovo Statuto dell’Autorità di Supervisione e Informazione Finanziaria, promulgato da Sua Santità Papa Leone XIV», ha sottolineato.
Antellini Russo ha evidenziato che questi traguardi costituiscono un’occasione per fare il bilancio del percorso compiuto, ma soprattutto «per guardare al futuro con fiducia», ed ha espresso il desiderio che la cooperazione con la Bundesbank continui a rafforzarsi e diventi sempre più stretta.
La credibilità internazionale rimane al centro del dibattito
Nel comunicato diffuso dal Vaticano, l’ASIF sostiene che questo accordo è stato possibile grazie all’impegno della Santa Sede nel rafforzare la propria architettura finanziaria in conformità agli standard internazionali. L’organismo assicura che le riforme intraprese negli ultimi anni hanno permesso di rafforzare la trasparenza, il rendiconto e la professionalizzazione delle sue strutture, aumentando così la sua credibilità all’interno della comunità finanziaria internazionale.
Proprio questa credibilità è stata uno dei temi centrali del dibattito suscitato dal nuovo Statuto dell’ASIF. Sebbene il testo proclami espressamente l’autonomia e l’indipendenza dell’Autorità, la scomparsa del Presidente e del Consiglio Direttivo, insieme alla concentrazione del governo dell’organismo in un unico direttore e all’attribuzione al Consiglio per l’Economia delle funzioni di controllo di bilancio e di rendiconto, hanno sollevato interrogativi sull’architettura istituzionale del supervisore finanziario.
La cooperazione con la Bundesbank avviene, quindi, in un momento particolarmente significativo per l’ASIF. Mentre il Vaticano cerca di consolidare la fiducia degli organismi internazionali incaricati di valutare i suoi meccanismi di supervisione e prevenzione del riciclaggio di denaro, l’applicazione pratica della riforma promossa da Leone XIV sarà osservata con attenzione sia all’interno che all’esterno della Santa Sede.
Alla firma del memorandum erano presenti anche monsignor Mihăiţă Blaj, sottosegretario della Sezione per i Rapporti con gli Stati e le Organizzazioni Internazionali della Segreteria di Stato, e Christoph Braner, ministro plenipotenziario dell’Ambasciata di Germania presso la Santa Sede.